Cassazione Civile, Sentenza n. 175/2022 del 05/01/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
L'INPS impugnava la sentenza della Corte d'appello di Bologna che aveva rigettato il suo gravame dichiarando non dovuti gli importi richiesti a titolo di contributi per tre istruttori (settembre 2005 - dicembre 2007). L'INPS censurava l'estensione dell'esenzione fiscale prevista dall'art. 67, comma 1, lett. m) del TUIR (e il chiarimento dell'art. 35, comma 5, d.l. n. 207/2008) al fine di escludere l'obbligo contributivo ENPALS/INPS, sostenendo che la neutralità fiscale non può automaticamente estendere l'esenzione al sistema previdenziale per prestazioni rese professionalmente o per soggetti obbligatoriamente iscritti all'ENPALS ai sensi della normativa vigente (d.lgs. C.p.S. n.708/1947 e decreti ministeriali di adeguamento).
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS, ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte d'appello designata per ulteriori accertamenti di fatto e per la regolazione delle spese. La Cassazione ha chiarito il seguente quadro: - gli "impiegati, operai, istruttori ed addetti agli impianti sportivi" rientrano, in via generale, nell'ambito dell'obbligo assicurativo ENPALS (poi confluito nell'INPS) in base al d.lgs. C.p.S. n. 708/1947 e ai decreti ministeriali (D.M. 15 marzo 2005 n. 17445 ecc.); - l'art. 67, comma 1, lett. m) TUIR (come chiarito dall'art. 35, comma 5, d.l. n. 207/2008) può produrre effetti anche in materia previdenziale e, pertanto, i compensi erogati per formazione, didattica, preparazione e assistenza all'attività sportiva dilettantistica possono essere fiscalmente neutri entro la soglia prevista (euro 7.500), ma solo se ricorrono tutti i presupposti sostanziali previsti dalla norma; - l'esenzione fiscale non determina automaticamente l'irrilevanza contributiva: è necessario che sia dimostrata la natura non professionale della prestazione, l'effettiva natura dilettantistica e senza scopo di lucro dell'ente erogante e il rapporto diretto di vincolo associativo; l'onere della prova spetta alla parte che invoca l'esenzione (l'ASD). Di conseguenza la Corte d'appello dovrà verificare in fatto se i requisiti materiali per l'esenzione previdenziale sussistano nel caso concreto.
Norme richiamate
D.Lgs. C.p.S. 16 luglio 1947, n. 708 (statuto ENPALS)
Base normativa dell'obbligo di iscrizione degli "addetti agli impianti sportivi" all'ENPALS; fondamento dell'assoggettamento previdenziale degli istruttori sportivi
D.M. 15 marzo 2005
n. 17445 (e riferimento al n. 17454)
Ha specificato e ricompreso tra le categorie soggette alla tutela ENPALS gli "impiegati, operai, istruttori ed addetti agli impianti e circoli sportivi"; non ha creato nuova categoria ma ha esplicitato la ricomprensione esistente
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR)
art. 67, comma 1, lett. m) e art. 69, comma 2
Prevede l'esenzione fiscale per indennità, rimborsi, premi e compensi erogati nell'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche entro la soglia (tetto) prevista (euro 7.500 per il periodo ratione temporis); tale disposizione può produrre effetti eccettuativi anche in materia previdenziale ma solo se ricorrono i presupposti sostanziali
D.L. 30 dicembre 2008, n. 207, conv. L. 27 febbraio 2009, n. 14
Interpretazione autentica che amplia la nozione di "esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche" includendo formazione, didattica, preparazione e assistenza; tale chiarimento è rilevante anche ai fini previdenziali ma non elimina gli altri requisiti (non professionalità, natura sostanziale dilettantistica, rapporto associativo)
L. 23 marzo 1981, n. 91
Disciplina gli sportivi professionisti e affida al CONI la distinzione tra attività professionistica e dilettantistica; utile a delimitare l'area dei professionisti esclusi dall'esenzione di cui al TUIR
D.Lgs. 30 aprile 1997, n. 182
Ha armonizzato la disciplina previdenziale dello spettacolo con il sistema generale e determinato i raggruppamenti dei lavoratori dello spettacolo; utile per il calcolo contributivo e per la classificazione delle categorie iscritte
L. 27 dicembre 2002, n. 289
Ha aggiornato la procedura di adeguamento delle categorie assicurate presso l'ENPALS demandandola a decreti del Ministro del lavoro; contesto normativo per i DM successivi
D.L. 28 dicembre 2011, n. 201, conv. L. 27 dicembre 2011, n. 214
art. 21 (successione ENPALS -> INPS)
Norma che ha disposto l'integrazione dell'ENPALS nell'INPS; rilevante per indicare il soggetto previdenziale attuale
Massime di principio
- L'esenzione fiscale prevista dall'art. 67 TUIR (lett. m) e il chiarimento dell'art. 35, comma 5, d.l. n.207/2008 possono influire anche sull'obbligo contributivo previdenziale, ma solo se sussistono tutti i presupposti sostanziali previsti dalla norma
- Non basta la mera appartenenza formale o il riconoscimento CONI/Ente di promozione sportiva: il giudice deve accertare la natura sostanziale dilettantistica e l'assenza di scopo di lucro dell'ente (onere della prova a carico dell'ente che invoca l'esenzione)
- L'esenzione non opera quando la prestazione ha carattere professionale o abituale: il percettore non deve esercitare l'attività come "arte o professione" abituale ai sensi dell'art. 53 TUIR
- Occorre verificare il vincolo associativo e la connessione diretta della prestazione all'attività dilettantistica dell'ente; prestazioni distinte o eseguite come attività autonoma/imprenditoriale non rientrano nell'esenzione
- Il superamento del tetto economico (euro 7.500 ratione temporis) esclude la neutralità fiscale e, quindi, l'eventuale effetto escludente in tema contributivo
- Se si vuole escludere l'obbligo previdenziale per determinate categorie occorre un chiaro riferimento normativo previdenziale; l'assenza di esplicito richiamo nella disciplina fiscale non impedisce effetti previdenziali ma richiede un accertamento rigoroso dei presupposti
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