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Sentenza

Sentenza del 30/03/2016 n. 6124 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato per cassazione la sentenza della Commissione tributaria regionale di Ancona, deducendo, ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., omessa o apparente motivazione. Secondo l'Amministrazione, la CTR avrebbe confermato la decisione di primo grado senza spiegare adeguatamente perché fosse illegittima la rettifica del valore ai fini INVIM, elevato da Lire 36.960.000 a Lire 471.600.000. L'Agenzia sosteneva che il maggior valore fosse giustificato dalla destinazione commerciale dell'immobile, desumibile dalla domanda di condono edilizio presentata nel 1986, anche se l'accatastamento e la concessione in sanatoria erano intervenuti solo nel 1999.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la motivazione della CTR, sebbene sintetica e adesiva alla decisione di primo grado, fosse comunque sufficientemente chiara e individuasse la ragione della decisione: il valore rettificato dall'Ufficio era manifestamente sproporzionato rispetto al valore dichiarato per l'acquisto del dicembre 1991, non contestato dall'Amministrazione, e non risultavano specifici eventi verificatisi nel 1992 tali da giustificare un incremento da circa Lire 32 milioni a Lire 471,6 milioni. La Corte ha inoltre escluso che il ricorso potesse trasformarsi in una nuova valutazione del merito, ricordando che il controllo di legittimità sul vizio di motivazione riguarda solo l'esistenza di un'omissione decisiva o di un insanabile contrasto logico. L'Agenzia delle Entrate è stata condannata al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in Euro 5.000,00, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • Art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    omessa motivazione, ovvero motivazione apparente, circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio

    Il vizio di motivazione può essere denunciato in cassazione solo quando la decisione ometta realmente l'esame di un punto decisivo oppure presenti argomentazioni insanabilmente contraddittorie, tali da impedire di comprendere il percorso logico-giuridico seguito.

  • Art. 17, commi 6 e 7, D.Lgs. n. 504 del 1992

    disposizioni rilevanti ai fini della soppressione dell'INVIM

    La norma individua il periodo di riferimento rilevante per la determinazione del valore ai fini INVIM, nella fattispecie il 31 dicembre 1992.

  • Legge n. 47 del 1985

    domanda di condono edilizio con mutamento di destinazione da magazzino ad uso commerciale

    La domanda di condono può costituire un elemento indiziario sulla destinazione dell'immobile, ma non è stata ritenuta sufficiente, nel caso concreto, a dimostrare che il mutamento di destinazione e i relativi lavori fossero già effettivi alla data rilevante ai fini fiscali.

Massime di principio

  • In cassazione non è normalmente possibile ottenere una nuova valutazione delle prove o del valore economico di un immobile: il controllo resta limitato alla correttezza giuridica e alla coerenza logica della motivazione del giudice di merito.
  • Una motivazione breve non è necessariamente nulla o apparente, se consente di individuare con chiarezza il fatto decisivo e il ragionamento seguito, anche mediante richiamo alla sentenza di primo grado.
  • Per giustificare una rilevante rettifica di valore occorrono elementi concreti e coerenti con la data fiscalmente rilevante; una semplice domanda di condono o una successiva regolarizzazione non dimostrano automaticamente che la diversa destinazione fosse già effettiva in precedenza.
  • La sproporzione tra il valore rettificato e un valore dichiarato in un precedente atto, non contestato dall'Amministrazione, può costituire un elemento significativo per ritenere inattendibile la rettifica, soprattutto in assenza di specifici fattori di incremento intervenuti nel periodo considerato.
  • L'Amministrazione che sostiene un notevole aumento di valore deve fornire una motivazione concreta, indicando gli elementi estimativi e gli eventi o le caratteristiche dell'immobile che renderebbero plausibile tale incremento.

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