Cassazione Civile, Sentenza n. 16602/2024 del 14/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Controversia promossa dalle società correntiste (Agrisole, Franchini, Ovomurgia, Edilinvest) contro la banca per la restituzione di somme addebitate come capitalizzazione trimestrale (anatocismo), interessi ultralegali, commissioni di massimo scoperto e spese; la banca aveva eccepito crediti e aveva ottenuto decreti ingiuntivi nei confronti dei garanti (Ninivaggi e Ceglie). Dopo riunione dei procedimenti, il Tribunale rideterminò i saldi escludendo gli addebiti contestati ma ritenne valide le fideiussioni; la Corte d'appello di Roma parzialmente riformò, accertando credito della correntista Agrisole e respingendo l'opposizione dei garanti. La banca (ricorrente) e alcuni attori hanno impugnato in Cassazione, denunciando tra l'altro: errata valutazione della cessione del credito e della legittimazione, illegittima acquisizione d'ufficio dei decreti ministeriali TEGM e relativi effetti iura novit curia, errata qualificazione e applicazione del tasso (tasso legale vs tasso sostitutivo ex art. 117 TUB), omissioni del giudice di merito nel decidere su specifiche domande (operazioni di sconto/anticipo) e travisamento dei conteggi e dei ricalcoli dei saldi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha: dichiarato inammissibili alcuni motivi del ricorso principale (1°, 3°, 8°), respinto il 2° motivo, ma accolto il 4° motivo del ricorso principale (relativo all'omessa o errata pronuncia della Corte di appello e all'errato ricalcolo del conto n. 2788K con esclusione indebita delle competenze relative a operazioni di sconto/anticipo); per effetto dell'accoglimento ha assorbito i motivi 5°, 6° e 7°. Ha inoltre dichiarato inammissibile parte del ricorso incidentale dei garanti (per mancanza di interesse/soccombenza) e respinto il resto del ricorso incidentale salvo che per alcuni motivi riferibili a Ninivaggi quale successore di Agrisole, che sono stati dichiarati assorbiti. La sentenza di appello è cassata quanto al capo relativo all'omessa/errata pronuncia e la causa è rimessa alla Corte d'appello di Roma, in diversa composizione, per nuovo esame anche sulle spese. In sintesi: cassazione parziale e rinvio per rideterminare i ricalcoli tenendo conto dell'errato esame delle operazioni di sconto/anticipo sul conto 2788K; altre questioni sono state ritenute inammissibili o non fondate in sede di legittimità.
Norme richiamate
Richiamato nella censura sulla legittimazione: la Corte di Cassazione ha ritenuto che la contestata successione di diritti (cessione) sia questione di merito e non di legittimazione processuale insindacabile in sede di legittimità
Richiamato insieme all'art. 75 in ordine alla legittimazione; la Corte ha respinto la censura sulla presunta insufficiente dimostrazione della cessione in sede di legittimità
Richiesto in relazione all'onere della prova: la Corte ha confermato che lo scrutinio probatorio sulla cessione e su altri fatti di causa è rimesso al giudice del merito
Applicato nel senso che il giudice conosce i decreti ministeriali di rilevazione TEGM (atti amministrativi pubblicati) d'ufficio ai sensi del principio iura novit curia
art. 1 preleggi
Ripreso nel contesto della discussione sui decreti ministeriali e sulla loro natura normativa/completiva della disciplina sull'usura
La Corte ha confermato che i decreti ministeriali trimestrali che rilevano i TEGM, a seguito di rinvio di legge, costituiscono atti amministrativi generali e innovativi che il giudice deve conoscere d'ufficio per la verifica dell'usura
Richiamato nella discussione sul tasso applicabile ai rapporti privi di pattuizione: la Corte ha escluso il sindacato di merito sulla valutazione probatoria che ha portato all'applicazione del tasso legale da parte del giudice di merito
Citando la disciplina sulla interpretazione delle clausole e pattuizioni bancarie; la Corte ha ritenuto la questione di applicazione del tasso connessa alla valutazione di fatto del rapporto contrattuale
art. 117 TUB (d.lgs. 385/1993)
Riferito al tasso sostitutivo in assenza di pattuizione: la Corte ha richiamato il principio di non retroattività dell'art. 117, ma ha ritenuto che la censura della banca fosse essenzialmente un'appello alla diversa valutazione di fatto del giudice di merito, non sindacabile in Cassazione
Richiamato nell'ambito delle norme bancarie rilevanti per la controversia sui tassi e sulla documentazione contrattuale; la Corte ne ha valutato l'ambito unitamente ad altre norme di diritto bancario
Citato per le doglianze di nullità/omessa pronuncia: la Corte ha accolto la censura del ricorrente con riferimento all'omessa pronuncia/suicidio decisorio circa l'esclusione delle competenze da ricalcolo del conto 2788K, ritenendo che la Corte d'appello non avesse deciso compiutamente su tutta la domanda
Richiamato nell'ambito della valutazione dell'interesse ad impugnare: la Corte ha dichiarato inammissibile l'impugnazione dei garanti quando mancava la soccombenza sostanziale
Richiamato dai ricorrenti incidentali in tema di qualificazione della domanda (ripetizione di indebito o altra azione); la Corte ha ritenuto che la questione richieda valutazione di merito
Citato nella parte relativa agli effetti della chiusura del conto: la Corte ha ricordato che l'estratto conto di chiusura può costituire la base della successiva fase del rapporto
Richiamato per precisare che il correntista può disporre del credito risultante dal conto, ma ciò non basta a ottenere una condanna al pagamento del saldo intermedio senza prova dell'immutazione del saldo al momento della decisione
Massime di principio
- La cessione del credito è questione di merito: nella Cassazione non è sindacabile l'apprezzamento probatorio della effettiva cessione se il fatto è stato valutato dal giudice di merito sulla base del materiale probatorio.
- I decreti ministeriali di rilevazione del TEGM, pubblicati in Gazzetta Ufficiale ai sensi della l. 108/1996, sono atti amministrativi di carattere generale e possono essere conosciuti d'ufficio dal giudice (principio iura novit curia); non occorre che le parti li depositino perché integrano il quadro normativo per la verifica dell'usura.
- La disciplina del tasso sostitutivo di cui all'art. 117 TUB non è retroattiva: l'applicazione del tasso legale o di quello sostitutivo dipende dalla data di perfezionamento del rapporto e dalla valutazione degli elementi di fatto riguardanti la pattuizione del tasso.
- Le domande o eccezioni tardive proposte in un secondo giudizio non vengono automaticamente valorizzate se i procedimenti vengono poi riuniti: le preclusioni maturate nel primo giudizio restano efficaci, per cui non si può aggirare una decadenza processuale tramite una causa successiva poi riunita.
- Per ottenere una condanna al pagamento del saldo intermedio di conto corrente il correntista deve provare che quel saldo è rimasto invariato fino al momento della decisione; una chiusura intermedia di conto non garantisce automaticamente la condanna al pagamento senza prova dell'attualità del credito.
- L'omessa pronuncia o l'insufficiente decisione su questioni rilevanti (art. 112 c.p.c.) può determinare cassazione e rinvio: il giudice di appello deve esaminare e decidere compiutamente tutte le questioni sollevate che incidono sul risultato del giudizio.
- I vizi che attengono a valutazioni di fatto e all'apprezzamento delle prove sono in generale inammissibili in Cassazione salvo i casi tassativi di travisamento della prova o errori di fatto riservati a specifici rimedi; le doglianze di diritto devono indicare chiaramente la violazione normativa per essere ammesse.
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