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Circolare

Circolare numero 76 del 11-4-2002

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare definisce il corretto inquadramento previdenziale e contributivo delle imprese concessionarie che gestiscono sale Bingo. Stabilisce che l'attività va ricondotta nel settore terziario, con classificazione c.s.c. 7.07.09 e c.a. 4J, precisando che gli impiegati e operai sono assicurati all'ENPALS, mentre i dirigenti rientrano nell'INPS. Vengono inoltre fornite istruzioni operative per la riclassificazione delle posizioni e per la regolarizzazione dei periodi pregressi, oltre alle tabelle contributive applicabili dal 1° gennaio 2001 e dal 1° gennaio 2002.

Inquadramento previdenziale delle imprese che gestiscono il gioco del Bingo

Inquadramento previdenziale delle imprese che gestiscono il gioco del Bingo

La circolare definisce il trattamento previdenziale e contributivo delle imprese concessionarie che gestiscono le sale Bingo, alla luce del quadro normativo introdotto dal D.M. 31 gennaio 2000, n. 29. L'obiettivo è chiarire la corretta classificazione aziendale e l'iscrizione del personale ai diversi enti previdenziali, oltre a fornire istruzioni operative per le sedi INPS.

Quadro normativo di riferimento

Il gioco del Bingo è stato istituito con il regolamento approvato dal D.M. 31 gennaio 2000, n. 29, emanato in attuazione dell'art. 16 della legge 13 maggio 1999, n. 133. Il regolamento e i successivi decreti direttoriali del Ministero dell'Economia e delle Finanze hanno disciplinato l'assegnazione delle concessioni, i requisiti dei concessionari, le caratteristiche dei locali, le modalità di svolgimento del gioco e le relative garanzie.

La circolare richiama anche la circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 16 dell'11 febbraio 2002, che ha disciplinato il trattamento tributario dell'attività.

Requisiti delle sale e modalità di esercizio

Le sale Bingo devono essere ambienti specificamente dedicati al gioco e non possono essere collegate a locali nei quali siano installati apparecchi da divertimento e intrattenimento, biliardi, biliardini o apparecchi similari. È invece consentito, all'interno dell'ambiente dedicato al gioco, svolgere attività di piccola ristorazione e somministrazione di bevande, purché il concessionario sia munito della relativa licenza comunale.

Classificazione previdenziale dell'attività

In considerazione del carattere innovativo dell'attività, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con nota del 27 marzo 2002, ha chiarito che le sale Bingo devono essere classificate nel settore terziario e non nel settore dello spettacolo. Elemento determinante di tale soluzione è la tipologia della licenza richiesta per l'esercizio dell'attività, in particolare l'autorizzazione di cui all'art. 88 del T.U.L.P.S., ricompresa nel titolo dedicato agli esercizi pubblici.

Di conseguenza, il datore di lavoro concessionario della gestione delle sale Bingo deve essere classificato con:

  • c.s.c. 7.07.09;
  • c.a. 4J;
  • Cod. ISTAT 1991 92.34.2.

La circolare precisa che il c.a. 4J, con decorrenza 1° gennaio 2001, assume il duplice significato di azienda tenuta al versamento delle contribuzioni di malattia e maternità nella misura delle aziende commerciali e di azienda tenuta al versamento della contribuzione IVS al Fondo pensioni lavoratori dipendenti per il personale dirigente.

Assicurazione IVS del personale dipendente

La circolare distingue il trattamento del personale in base alla qualifica.

Per gli impiegati e gli operai, l'attività svolta dalle imprese aggiudicatarie della concessione è qualificata come gestione di case da gioco. Pertanto, tali dipendenti devono essere assicurati all'ENPALS ai sensi dell'art. 3, punto 21, del D.Lgs.C.P.S. 16 luglio 1947, n. 708, che include espressamente gli impiegati e operai dipendenti dalle case da gioco.

L'obbligo assicurativo si estende anche al personale addetto alle attività di piccola ristorazione e somministrazione di bevande svolte all'interno della sala, in quanto dipendenti della casa da gioco.

Per il personale dirigente, che non rientra nell'elencazione di cui all'art. 3, punto 21, la contribuzione IVS è dovuta all'INPS.

Istruzioni operative per le sedi INPS

Le sedi devono procedere alla riclassificazione delle aziende che gestiscono sale Bingo nel settore terziario, con c.s.c. 7.07.09 e c.a. 4J. Per il personale impiegatizio e operaio, le contribuzioni per malattia e maternità devono essere calcolate con le aliquote del settore terziario indicate nelle tabelle allegate, in quanto tali lavoratori non sono qualificabili come appartenenti al settore dello spettacolo presso l'ENPALS.

Per i dirigenti, la contribuzione resta dovuta al Fondo pensioni lavoratori dipendenti dell'INPS.

Regolarizzazione dei periodi pregressi

Le aziende che abbiano operato in difformità rispetto alle indicazioni della circolare devono sistemare i periodi pregressi, a decorrere dalla data di inizio dell'attività, tramite la procedura di regolarizzazione contributiva.

Aliquote contributive e minimali retributivi

La circolare allega le tabelle contributive in vigore dal 1° gennaio 2001 e dal 1° gennaio 2002 per le sale Bingo del settore terziario, identificate con c.s.c. 7.07.09 e c.a. 4J.

Per la tabella dal 1° gennaio 2001:

  • minimale giornaliero: L. 70.333 per operai e impiegati, L. 194.590 per dirigenti;
  • Fondo pensioni: non indicato per operai e impiegati, 32,70 per dirigenti;
  • disoccupazione: 1,61;
  • fondo garanzia TFR: 0,20;
  • CUAF: 2,48;
  • indennità economica di malattia: 2,44 per operai e impiegati;
  • indennità economica di maternità: 0,24 per operai e impiegati;
  • totale: 6,97 per operai e impiegati, 36,99 per dirigenti;
  • quota a carico del lavoratore per i dirigenti: 8,89.

Per la tabella dal 1° gennaio 2002:

  • minimale giornaliero: € 37,31 per operai e impiegati, € 103,21 per dirigenti;
  • struttura contributiva sostanzialmente invariata rispetto al 2001;
  • totale: 6,97 per operai e impiegati, 36,99 per dirigenti;
  • quota a carico del lavoratore per i dirigenti: 8,89.

Per operai e impiegati il Fondo pensioni viene versato all'ENPALS. Inoltre, le aziende hanno diritto all'esonero dello 0,80% da applicare sul contributo CUAF con codice R600, nel quadro D del mod. DM10/2.

Chiarimenti tributari richiamati dall'allegato

L'allegato dell'Agenzia delle Entrate chiarisce che il Bingo è assoggettato a un autonomo prelievo erariale, calcolato sul prezzo di vendita delle cartelle, e che ciò esclude l'applicazione dell'imposta sugli intrattenimenti di cui al DPR 26 ottobre 1972, n. 640.

Ai fini IVA, l'esercizio del Bingo è ricondotto tra le operazioni esenti di cui all'art. 10 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633. Tuttavia, l'esenzione riguarda solo il gioco: eventuali attività accessorie svolte nelle sale, come la somministrazione di alimenti e bevande, restano soggette a IVA con l'aliquota propria.

Quanto alle ritenute alla fonte, quelle sulle vincite del Bingo si considerano comprese nel prelievo erariale ai sensi dell'art. 5 del D.M. n. 29 del 2000 e dell'art. 30 del DPR 29 settembre 1973, n. 600.

Infine, per i soggetti concessionari dell'esercizio del Bingo si applica la disciplina ordinaria delle imposte sui redditi, con particolare riferimento al reddito d'impresa.

Punti principali

Quadro normativo del gioco Bingo

Il Bingo è disciplinato dal D.M. 31 gennaio 2000, n. 29, attuativo dell'art. 16 della legge 13 maggio 1999, n. 133. Il regolamento e i successivi decreti direttoriali del Ministero dell'Economia e delle Finanze hanno regolato requisiti dei concessionari, caratteristiche dei locali, modalità di svolgimento e garanzie del gioco. È richiamata anche la circolare Agenzia delle Entrate n. 16 dell'11 febbraio 2002 sul trattamento tributario.

Classificazione previdenziale nel settore terziario

Il Ministero del Lavoro, con nota del 27 marzo 2002, ha chiarito che le sale Bingo devono essere classificate nel settore terziario, non come attività di spettacolo. La conclusione deriva dalla tipologia della licenza richiesta ex art. 88 del T.U.L.P.S., collocato nel capo dedicato agli esercizi pubblici. Le imprese concessionarie devono quindi essere inquadrate con c.s.c. 7.07.09 e c.a. 4J, con decorrenza 1° gennaio 2001 per il relativo significato contributivo.

Assicurazione IVS del personale

Per gli impiegati e gli operai delle sale Bingo l'attività è considerata gestione di case da gioco, con obbligo di assicurazione all'ENPALS ai sensi dell'art. 3, punto 21, del D.Lgs.C.P.S. 16 luglio 1947, n. 708. L'obbligo si estende anche al personale addetto alla piccola ristorazione e somministrazione di bevande interno alla sala. I dirigenti, invece, non rientrando nella previsione dell'art. 3, punto 21, devono essere assicurati all'INPS.

Istruzioni operative per le Sedi e per le aziende

Le Sedi devono riclassificare le aziende del Bingo nel settore terziario c.s.c. 7.07.09 e far seguire il c.a. 4J. Le contribuzioni per malattia e maternità vanno applicate con le aliquote del settore terziario, poiché il personale non è qualificabile come appartenente allo spettacolo presso l'ENPALS. Le aziende che hanno operato in modo difforme devono regolarizzare i periodi pregressi dalla data di inizio dell'attività tramite la procedura di regolarizzazione contributiva.

Aliquote contributive e minimali retributivi

Sono allegate le tabelle contributive in vigore dal 1° gennaio 2001 e dal 1° gennaio 2002. Per operai e impiegati il totale contributivo è pari al 6,97%, mentre per i dirigenti il totale è 36,99%, con quota a carico del lavoratore pari all'8,89%. I minimali giornalieri indicati sono pari a L. 70.333 per operai e impiegati e a L. 194.590 per i dirigenti nella tabella 2001, e rispettivamente a € 37,31 e € 103,21 nella tabella 2002. È previsto l'esonero CUAF dello 0,80% con codice R600 nel quadro D del mod. DM10/2.

Chiarimenti tributari richiamati in allegato

L'allegato dell'Agenzia delle Entrate chiarisce che il Bingo è soggetto a un autonomo prelievo erariale pari al 20% del prezzo di vendita delle cartelle, con distribuzione premi pari al 58% e compenso al controllo centralizzato fino al 3,80%. Il gioco non è soggetto all'imposta sugli intrattenimenti, è esente IVA per l'esercizio del gioco, mentre eventuali attività accessorie come somministrazione di alimenti e bevande restano imponibili. Le ritenute sulle vincite si considerano ricomprese nel prelievo erariale. Ai concessionari si applica infine la disciplina ordinaria delle imposte sui redditi, con riferimento al reddito d'impresa.

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