L.R. Umbria 6/2006
Norme sul diritto allo studio universitario e disciplina dell'Agenzia per il diritto allo studio universitario dell'Umbria (ADiSU) .
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina il diritto allo studio universitario in Umbria e l’ADiSU, fissando destinatari, interventi (borse, servizi abitativi, ristorazione, mobilità, ecc.), programmazione triennale e annuale, organi, controlli e finanza. Contiene norme transitorie iniziali ormai esaurite e modifiche successive, ma la disciplina sostanziale resta vigente.
Diritto allo studio universitario e organizzazione ADiSU Umbria
Diritto allo studio universitario e ADiSU in Umbria
La legge regionale disciplina gli interventi per il diritto allo studio universitario nel territorio umbro e definisce l’organizzazione dell’ADiSU, ente strumentale regionale incaricato di attuare la programmazione regionale. Il sistema è costruito per favorire l’accesso, la frequenza e il successo negli studi universitari, con attenzione anche alla mobilità internazionale e all’integrazione con il territorio.
Finalità e principi generali
La disciplina mira a consentire agli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, il raggiungimento dei gradi più alti degli studi e a favorire il successo formativo della generalità degli studenti. La Regione promuove un sistema integrato di interventi e servizi, valorizzando le strutture già presenti sul territorio e la collaborazione con università, enti locali e altre istituzioni competenti.
Destinatari
Sono destinatari degli interventi gli studenti italiani e dell’Unione europea regolarmente iscritti a corsi di studio di università, istituti universitari e istituti superiori di grado universitario con sede in Umbria e titoli aventi valore legale. Gli studenti extra-comunitari accedono ai servizi e alle provvidenze nel rispetto della normativa statale vigente, in particolare delle regole richiamate dalla legge n. 390/1991.
Tipologia degli interventi
Gli interventi comprendono un insieme coordinato di servizi e provvidenze, tra cui:
- accoglienza, orientamento, accompagnamento psicologico e informazione;
- borse di studio, prestiti d’onore e sussidi straordinari;
- integrazioni alle borse di mobilità;
- servizi abitativi ed edilizia residenziale per studenti universitari;
- ristorazione e interventi sulle relative strutture;
- facilitazioni di trasporto;
- servizi sanitari, medicina preventiva, medicina di base e assistenza psicologica;
- servizi per studenti con disabilità;
- tutoraggio per residenti in collegi e case dello studente;
- servizi librari e prestito libri;
- contributi e servizi per mobilità internazionale, stage e tirocini all’estero;
- attività di stage e formazione;
- contributi per attività culturali e ricreative nelle residenze universitarie;
- servizi speciali per studenti lavoratori. Per alcuni servizi è prevista una partecipazione al costo da parte degli studenti, secondo i criteri fissati nel piano triennale.
Programmazione triennale e annuale
La programmazione regionale si articola in un Piano triennale per il diritto allo studio universitario e in programmi attuativi annuali. Il Piano triennale è adottato dalla Giunta regionale nel rispetto del Documento di economia e finanza regionale e del documento regionale annuale di programmazione, previo parere della Conferenza permanente Regione-Università, e approvato dall’Assemblea legislativa. Esso definisce obiettivi, priorità, risorse finanziarie, criteri generali di erogazione, tariffe e partecipazione ai costi, interventi non destinati alla generalità degli studenti e criteri di controllo di gestione. Il Piano resta efficace fino all’approvazione del successivo.
Programma attuativo annuale e contratto di servizio
Il Piano triennale è attuato tramite programmi annuali approvati dalla Giunta entro il 31 ottobre dell’anno precedente, su proposta dell’Amministratore unico. Il programma annuale indica obiettivi, interventi, risorse, modalità di assegnazione delle provvidenze e investimenti. È previsto anche uno schema di contratto di servizio, sottoscritto prima dell’inizio di ogni anno accademico tra struttura regionale competente e ADiSU, con indicatori validati dall’OIV per misurare efficacia, efficienza, tempistica, continuità e qualità dei servizi.
Organi di partecipazione e concertazione
È istituita la Conferenza permanente Regione-Università per concertare le linee del Piano triennale e monitorarne l’attuazione. Vi partecipano Regione, università umbre, istituti di grado universitario, ADiSU, autonomie locali e rappresentanti degli studenti. La Conferenza si riunisce almeno due volte l’anno, formula pareri e proposte e può occuparsi anche della relazione del Garante dello studente. È inoltre prevista una Commissione di garanzia degli studenti, composta da nove studenti eletti contestualmente alle elezioni studentesche. Essa controlla la qualità degli interventi, formula proposte e pareri, verifica il rispetto del contratto di servizio e segnala disservizi. Al suo interno viene eletto il Garante dello studente, che presenta una relazione annuale alla Conferenza.
ADiSU: natura, funzioni e attività ulteriori
L’ADiSU è l’ente strumentale regionale con personalità giuridica pubblica, autonomia organizzativa, amministrativa, contabile e gestionale, sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza della Giunta regionale. Attua gli interventi previsti dalla programmazione regionale e svolge anche attività ulteriori sulla base di linee guida regionali e della programmazione comunitaria, tra cui apprendistato di alta formazione e ricerca, gestione di finanziamenti per dottorati e assegni di ricerca, mobilità internazionale e servizi di orientamento, informazione e lavoro. È prevista anche la funzione “Umbria Academy” per la promozione nazionale e internazionale dell’istruzione universitaria e terziaria, e la possibilità di svolgere attività di job placement e orientamento in collaborazione con altri soggetti istituzionali.
Organizzazione, organi e competenze interne
L’assetto dell’ADiSU comprende, nella disciplina consolidata, l’Amministratore unico, il Collegio dei revisori dei conti e il Comitato di indirizzo. L’Amministratore unico è nominato dalla Giunta regionale, dura in carica tre anni prorogabili di due e comunque non oltre la legislatura regionale; rappresenta legalmente l’ente, ne cura l’organizzazione, attua i programmi, propone bilanci e conto consuntivo, adotta o propone regolamenti interni e gestisce il personale. È previsto un compenso omnicomprensivo con parte fissa e variabile legata ai risultati. Il Direttore generale è nominato tramite avviso pubblico, dura cinque anni rinnovabili una sola volta ed è responsabile della gestione e della realizzazione degli obiettivi, con compiti di proposta e attuazione sugli atti di programmazione, sul personale e sull’efficienza dei servizi. Il Collegio dei revisori dei conti controlla conti e gestione economico-finanziaria, dura tre anni rinnovabili una sola volta e trasmette relazioni trimestrali. Il Comitato di indirizzo, istituito per l’attuazione della normativa nazionale sul diritto allo studio, formula proposte, esprime pareri obbligatori su bilancio e bando provvidenze e svolge vigilanza mediante relazioni semestrali.
Organizzazione del personale e strutture
L’organizzazione della struttura dell’ADiSU e la dotazione organica sono disciplinate da regolamenti interni nel rispetto della legge regionale sulla dirigenza e dell’indirizzo della Giunta. L’ADiSU dispone di personale proprio in un proprio ruolo; al personale si applicano, in linea generale, i trattamenti previsti per personale e dirigenti regionali. La copertura della dotazione organica avviene mediante assunzioni e trasferimenti/comandi da amministrazioni regionali o altri enti pubblici.
Risorse finanziarie, bilancio e indebitamento
Le risorse dell’ADiSU comprendono stanziamenti del bilancio regionale, quota del Fondo integrativo statale, proventi della tassa regionale per il diritto allo studio, entrate da servizi, rendite patrimoniali, mutui e altri contributi. Il bilancio preventivo deve essere in pareggio e non possono essere assunti impegni eccedenti le disponibilità accertate. L’ADiSU può contrarre mutui solo per spese di investimento; il servizio del debito non può superare il 25% delle entrate proprie rilevanti ai fini del limite di indebitamento. La Regione può mettere a disposizione immobili in comodato gratuito e l’ADiSU può acquisire forniture, servizi e lavori nei limiti e secondo le regole del codice dei contratti pubblici richiamato dalla legge.
Vigilanza, controllo e trasparenza
La Giunta regionale esercita vigilanza e controllo sull’attività dell’ADiSU. Sono sottoposti a preventiva autorizzazione o approvazione, secondo la formulazione vigente, gli atti regolamentari, la dotazione organica e relative modifiche, i piani triennali dei fabbisogni del personale, il bilancio di previsione e il conto consuntivo. Il termine per l’autorizzazione è di 60 giorni, salvo richieste istruttorie. Le funzioni dell’Organismo Indipendente di Valutazione e i compiti in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza sono esercitati per l’ADiSU dall’OIV di diretta collaborazione della Giunta regionale.
Clausola valutativa
La Giunta regionale deve riferire annualmente all’Assemblea legislativa, entro il 30 giugno, sull’attuazione della legge, sul conseguimento degli obiettivi del programma annuale e sulla qualità, quantità e costi dei servizi erogati dall’ADiSU. La relazione deve anche dare conto delle attività su apprendistato di alta formazione e ricerca, dottorati e assegni di ricerca, mobilità internazionale, orientamento e job placement, e della funzione Umbria Academy.
Abrogazioni, norme transitorie e profili temporali esauriti
La legge ha abrogato la previgente normativa regionale sul diritto allo studio universitario. Le disposizioni transitorie iniziali disciplinavano commissariamento, insediamento degli organi, prima programmazione, trasferimento di beni e personale, e risultano oggi esaurite. Sono presenti inoltre rinvii finanziari aggiornati, con finanziamento della spesa di parte corrente determinato annualmente con la legge di bilancio a decorrere dal 2017.
Valutazione di attualità
La disciplina sostanziale relativa a diritto allo studio, programmazione, organi, finanziamento e controlli è ancora utile e applicabile. Restano però deprecate le parti meramente transitorie e quelle che si riferivano all’avvio iniziale dell’ente o a esercizi ormai chiusi.
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