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Ordinanza

Ordinanza n. 239/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del diniego di visto per motivi di studio.

Giustizia amministrativa202514001

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto per motivi di studio

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedente visto)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, anche mediante motivi aggiunti, il diniego di visto per motivi di studio, chiedendone l’annullamento previa sospensione dell’efficacia. In sede cautelare ha dedotto profili di illegittimità riconducibili alla carenza dell’istruttoria e della motivazione in ordine alla disponibilità della provvista economica necessaria, lamentando in particolare l’assenza di un contraddittorio sulla situazione economica e del verbale del colloquio previsto dall’art. 4, comma 2, della Circolare interministeriale n. 850 del 2011. Il precedente decreto cautelare aveva già disposto il riesame urgente dell’istanza, ma dagli atti non risultava che tale riesame fosse stato concluso.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare ai fini del riesame della posizione del ricorrente. Quanto al fumus boni iuris, in via sommaria e senza pregiudizio per il merito, ha ritenuto plausibile la fondatezza del ricorso per carenza istruttoria e conseguente carenza motivazionale, poiché non risultava instaurato un contraddittorio con l’interessato sulla provvista economica e mancava il verbale del colloquio previsto dalla circolare interministeriale. Quanto al periculum in mora, ha ritenuto meritevole di apprezzamento il pregiudizio potenzialmente derivante al ricorrente, bilanciato con gli interessi pubblici coinvolti. Ha quindi ordinato all’amministrazione di concludere il riesame entro sette giorni dalla notificazione dell’ordinanza o dalla sua comunicazione amministrativa, se anteriore. Le spese sono state rinviate al definitivo ed è stata fissata la prosecuzione della causa in camera di consiglio.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale nel processo amministrativo; il giudice ha valutato sommariamente il fumus boni iuris e il periculum in mora e ha adottato una misura cautelare ai fini del riesame.

  • art. 4, comma 2, Circolare interministeriale n. 850 del 2011

    Prevede il verbale del colloquio rilevante per l’istruttoria relativa alla domanda di visto; la sua mancata presenza è stata considerata indicativa della carenza istruttoria.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce il presupposto per l’oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il diniego di visto può essere sospeso ai fini del riesame quando emergano, anche in via sommaria, una carenza istruttoria e una conseguente carenza motivazionale nella valutazione della provvista economica del richiedente.
  • La valutazione della disponibilità economica posta a fondamento del diniego di visto deve essere supportata da un’istruttoria effettiva e, ove previsto dalla disciplina applicabile, dalla documentazione del colloquio con l’interessato; la mancanza di tale documentazione può integrare un serio profilo di illegittimità.
  • Quando il giudice disponga il riesame cautelare di una domanda di visto, può fissare un termine perentorio di sette giorni decorrente dalla notificazione dell’ordinanza o dalla comunicazione amministrativa, se anteriore.
  • Il riesame cautelare non comporta automaticamente il rilascio del visto, ma impone all’amministrazione di rivalutare la posizione sulla base di un’istruttoria completa e di una motivazione adeguata.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di istruttoriaDifetto di motivazionePartecipazione procedimentale

Testo integrale

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