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Ordinanza

Ordinanza n. 20/2026 - Salerno, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, 1.del silenzio-rigetto formatosi sul ricorso gerarchico proposto dal Sig. -OMISSIS- avverso il decreto del Questore di Salerno prot. n. -OMISSIS- del 25.06.2025, ai sensi dell'art. 6 del D.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199; 2. del Decreto del Questore di Salerno prot. n. -OMISSIS-, notificato in data 02.07.2025, con cui è stata respinta l'istanza di rinnovo della licenza di porto di fucile per uso caccia presentata dal ricorrente; 3. della nota della Questura di Salerno prot. n. -OMISSIS- notificata in data 18.09.2024, con cui è stato comunicato il preavviso di rigetto dell'istanza di rinnovo; 4. di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ancorché non conosciuto.

Giustizia amministrativa202502021

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: silenzio-rigetto sul ricorso gerarchico e diniego di rinnovo della licenza di porto di fucile per uso caccia, preceduto da preavviso di rigetto

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione di pubblica sicurezza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, il silenzio-rigetto formatosi sul ricorso gerarchico proposto ai sensi dell'art. 6 d.P.R. 1199/1971, il decreto del Questore recante il diniego di rinnovo della licenza di porto di fucile per uso caccia e il precedente preavviso di rigetto. Il testo non espone specifici motivi di censura articolati dal ricorrente, né indica le vicende penalmente rilevanti poste dall'amministrazione a fondamento del diniego.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. A una sommaria cognizione, ha ritenuto che il ricorso non presentasse profili di fondatezza, richiamando la normativa sulle armi contenuta nel TULPS, che attribuisce alla pubblica amministrazione una valutazione discrezionale sull'affidabilità del richiedente nell'uso delle armi, valutazione esercitabile anche sulla base di vicende penalmente rilevanti. Non è stata quindi ravvisata, in sede cautelare, una plausibile illegittimità del diniego tale da integrare il fumus boni iuris. Le spese della fase cautelare sono state compensate; il merito non è stato definito.

Norme richiamate

  • art. 6 d.P.R. 1199/1971

    La disposizione è richiamata quale base del ricorso gerarchico avverso il decreto del Questore e del silenzio-rigetto impugnato.

  • TULPS

    La disciplina delle armi consente all'amministrazione una valutazione discrezionale dell'affidabilità del richiedente all'uso delle armi, anche sulla base di vicende penalmente rilevanti.

  • art. 55 c.p.a.

    È richiamato quale fondamento della domanda cautelare di sospensione dell'efficacia dei provvedimenti impugnati.

Massime di principio

  • In materia di rilascio o rinnovo delle licenze di porto d'armi, la pubblica amministrazione dispone di un potere discrezionale di valutazione dell'affidabilità del richiedente nell'uso delle armi.
  • La valutazione dell'affidabilità ai fini del rilascio o rinnovo di una licenza di porto d'armi può fondarsi anche su vicende penalmente rilevanti, secondo una valutazione amministrativa distinta dall'accertamento della responsabilità penale.
  • In sede cautelare, il richiedente deve evidenziare profili di illegittimità idonei a integrare il fumus boni iuris; in assenza di plausibili profili di fondatezza, la domanda di sospensione del diniego può essere respinta.

Come è indicizzato

MaterieLicenze e autorizzazioni di poliziaTutela cautelare
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelare

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