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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37124/2024 del 08/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile la domanda di riparazione per ingiusta detenzione presentata il 2/3/2021. Sosteneva che, sebbene l'impugnazione fosse pendente solo con riguardo al reato contravvenzionale per il quale era stato condannato, la pendenza dell'impugnazione avrebbe dovuto far applicare il principio dell'"irrevocabilità differita" (richiamando la sentenza Sez. 4, n. 31432 del 14/04/2021), spostando il dies a quo del biennio previsto dall'art. 315 cod. proc. pen. e rendendo dunque tempestiva la domanda

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha confermato che il termine biennale di decadenza ex art. 315 cod. proc. pen. decorre dalla irrevocabilità della decisione relativa ai reati per i quali era stata disposta la custodia cautelare: nel caso di specie il capo di assoluzione divenne definitivo il 21/06/2018, sicché la domanda del 2/03/2021 era tardiva. La Corte ha ritenuto non applicabile la teoria dell'"irrevocabilità differita" richiamata dal ricorrente perché le condizioni indicate dalla giurisprudenza (processo non monosoggettivo e allegazioni puntuali nell'istanza circa l'incidenza delle decisioni sugli altri coimputati) non ricorrevano nel caso concreto. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende

Norme richiamate

  • art. 423 cod. pen.

    reato posto a base della misura cautelare per il quale il Tribunale aveva assolto l'imputato; l'assoluzione di tale capo ha determinato l'irripetibilità della misura rispetto a quel reato

  • art. 4 Legge n. 110 del 1975

    contravvenzione per la quale l'imputato è stato condannato in primo grado e rispetto alla quale l'appello era pendente; tale pendenza non influisce sul termine di decadenza se quella condanna non è il fatto che giustificava la custodia cautelare

  • art. 315 cod. proc. pen.

    termine biennale di decadenza per la proposizione della domanda di riparazione per ingiusta detenzione

    il termine biennale decorre dalla data in cui si determina la condizione prevista dal comma 1 (irrivocabilità della sentenza di proscioglimento o condanna, inoppugnabilità della sentenza di non luogo a procedere, o intervenuta notifica del decreto di archiviazione) con riguardo ai reati per i quali è stata disposta la custodia cautelare

  • art. 314 cod. proc. pen.

    disciplinando il procedimento di riparazione, comporta l'onere del ricorrente di allegare puntualmente, se intende far valere l'incidenza di decisioni relative ad altri coimputati, le ragioni di tale incidenza

  • Sez. 4, sentenza 14/04/2021 n. 31432 (Rv. 281786)

    principio dell'"irrevocabilità differita" con due condizioni: 1) non essere in presenza di imputazione monosoggettiva; 2) il richiedente deve allegare puntualmente le ragioni per cui le decisioni sui coimputati incidono sulla sua posizione

    la Corte ha precisato che, per posticipare il dies a quo del termine biennale in presenza di processi plurimi, occorrono entrambe le condizioni sopra indicate; nella fattispecie esaminata dalla Cassazione tale sentenza non era applicabile perché le condizioni non ricorrevano

Massime di principio

  • Il termine biennale per chiedere la riparazione per ingiusta detenzione decorre dalla irrevocabilità della decisione relativa ai reati che giustificavano la misura cautelare; l'eventuale proseguimento del processo per altri reati non sospende automaticamente tale decorrenza
  • La teoria dell'"irrevocabilità differita" può posticipare il dies a quo solo se ricorrono entrambe le condizioni indicate dalla giurisprudenza: a) il procedimento non è monosoggettivo; b) il richiedente allega puntualmente nella domanda i motivi per cui le decisioni sui coimputati incidono sulla sua posizione
  • Chi intende avvalersi dell'incidenza delle decisioni relative ad altri imputati deve allegare specificamente le ragioni dell'incidenza nel procedimento di riparazione; l'onere probatorio/allegativo è essenziale dato il carattere in parte 'civile' del procedimento ex artt. 314 e ss.
  • Se la custodia cautelare è stata disposta per un reato per il quale si ottiene successivamente l'assoluzione divenuta irrevocabile, il termine per proporre la domanda di riparazione inizia a decorrere da quella irrevocabilità, salvo che non sussistano le condizioni per l'applicazione dell'irrevocabilità differita
  • È prudente proporre la domanda di riparazione quanto prima dopo l'intervenuta irrevocabilità o, se si intende fare affidamento su decisioni relative a coimputati, allegare fin dall'istanza le ragioni dettagliate dell'incidenza per evitare declaratorie di inammissibilità

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