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Legge

L.R. Basilicata 22/2012

"Intervento sostitutivo delle aziende sanitarie regionali in caso di inadempienza retributiva nei confronti dei dipendenti delle strutture accreditate al Servizio Sanitario Regionale”.

Normativa regionaleL.R. Basilicata 22/2012Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplinava in Basilicata un intervento sostitutivo delle aziende sanitarie nei confronti delle strutture private accreditate al SSR inadempienti verso i dipendenti: sospensione dei pagamenti e anticipazione del 90% delle ultime retribuzioni, su istanza sindacale o dei lavoratori, con attivazione limitata a due volte. La norma è però oggi sostanzialmente priva di applicazione perché dichiarata costituzionalmente illegittima nel 2013.

Intervento sostitutivo delle aziende sanitarie verso strutture accreditate in caso di mancato pagamento delle retribuzioni

Intervento sostitutivo per il pagamento delle retribuzioni nelle strutture accreditate

La legge regionale della Basilicata introduceva una procedura straordinaria per tutelare i dipendenti delle strutture private accreditate del Servizio sanitario regionale in caso di mancato pagamento delle retribuzioni. L’obiettivo era garantire la continuità dell’assistenza, nei casi in cui le prestazioni rese da tali strutture non fossero immediatamente surrogabili da strutture pubbliche.

Ambito di applicazione

La disciplina riguardava le convenzioni tra aziende sanitarie regionali e strutture private accreditate che erogassero prestazioni sanitarie e socio-sanitarie nel territorio regionale. L’intervento operava solo in presenza di inadempienza retributiva verso il personale della struttura accreditata.

Procedura di sospensione dei pagamenti e anticipazione delle retribuzioni

In caso di mancato pagamento delle retribuzioni, l’azienda sanitaria assegnava alla struttura privata un termine di 10 giorni per corrispondere le somme dovute. Persistendo l’inadempimento, il Direttore generale disponeva la sospensione di ogni pagamento verso la struttura.

Decorsi ulteriori 5 giorni lavorativi dalla sospensione senza adempimento, il Direttore generale dell’azienda sanitaria competente poteva procedere, nei limiti delle spettanze dovute a qualsiasi titolo, al pagamento anticipato delle retribuzioni non corrisposte, in nome e per conto della struttura inadempiente. L’anticipo era limitato al 90% dell’ultima mensilità erogata ed era destinato ai soli dipendenti che prestavano servizio presso la struttura privata accreditata operante sul territorio regionale.

Attivazione della procedura e limiti

La procedura poteva essere attivata dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative oppure dalla maggioranza dei lavoratori interessati, mediante istanza all’azienda sanitaria territorialmente competente.

La procedura era attivabile al massimo per 2 volte. In caso di ulteriori inadempienze, l’azienda sanitaria competente doveva avviare il procedimento di risoluzione contrattuale con la struttura privata inadempiente.

Regolazione amministrativa e copertura finanziaria

Le modalità operative della procedura, nonché la quantificazione e la remunerazione dei maggiori oneri per l’azienda sanitaria, dovevano essere definite con apposito provvedimento della Giunta regionale entro 15 giorni dall’entrata in vigore della legge.

La legge stabiliva inoltre che dalla sua applicazione non derivassero nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

Decorrenza ed efficacia

La legge era dichiarata urgente ed entrava in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata.

Obsolescenza e illegittimità costituzionale

La norma è oggi da considerarsi sostanzialmente obsoleta e non utilizzabile, poiché la Corte costituzionale, con sentenza n. 290 del 2013, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1 e, in via consequenziale, anche degli articoli 2, 3 e 4. Di conseguenza, la disciplina non ha più utilità applicativa attuale.

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