L.R. Umbria 12/2026
Patti educativi di comunità e comunità educanti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge riconosce i patti educativi di comunità e le comunità educanti come strumenti di collaborazione per un sistema educativo territoriale inclusivo. Prevede linee regionali di indirizzo triennali, un registro dei patti e un osservatorio regionale raccordato con INDIRE. In prima applicazione, le prime linee sono adottate entro l’anno successivo all’entrata in vigore; non sono previsti nuovi o maggiori oneri.
Disciplina dei patti educativi di comunità e delle comunità educanti in Umbria
Patti educativi di comunità e comunità educanti
La legge disciplina, nell’ambito delle norme umbre sul diritto allo studio, i patti educativi di comunità e le comunità educanti, riconoscendoli come strumenti per costruire un sistema educativo territoriale diffuso e inclusivo. La disciplina si applica nel territorio della Regione Umbria e si coordina con la programmazione regionale in materia di istruzione, educazione, formazione e politiche sociali.
Definizioni e principi
Il patto educativo di comunità è un accordo formalizzato mediante atti di collaborazione tra istituzioni scolastiche, servizi educativi per l’infanzia, Comuni o loro aggregazioni, soggetti del Terzo settore, famiglie, studenti, realtà associative e imprese. È volto alla co-programmazione, alla co-progettazione e alla realizzazione condivisa di attività educative, formative e culturali.
La comunità educante è una rete stabile e inclusiva di soggetti pubblici e privati che, mediante processi partecipativi e azione coordinata, contribuisce a un sistema educativo territoriale fondato sulla collaborazione tra scuola, territorio, famiglie e cittadinanza. L’attuazione dei patti si ispira alla sussidiarietà orizzontale, alla co-programmazione e co-progettazione secondo la disciplina del Terzo settore e regionale sull’amministrazione condivisa, e alla partecipazione equa e inclusiva nel rispetto dei diritti di bambini, adolescenti e giovani.
Linee triennali di indirizzo
La Giunta regionale definisce con proprio atto le linee triennali di indirizzo, attraverso percorsi di co-programmazione che coinvolgono attivamente anche il Terzo settore nell’analisi dei bisogni e nella definizione degli obiettivi strategici. Le linee stabiliscono gli indirizzi per lo sviluppo e il potenziamento del sistema, i requisiti qualitativi minimi delle progettualità, la tutela dei diritti e dell’inclusione, la partecipazione consapevole delle famiglie e la diffusione e il coordinamento delle buone pratiche territoriali. Particolare attenzione è prevista per le situazioni di disabilità o svantaggio sociale, etnico e culturale.
Le linee successive devono essere adottate entro il 31 dicembre dell’ultimo anno di vigenza di quelle precedenti e restano efficaci fino all’emanazione delle nuove. In prima applicazione, il primo atto deve essere adottato entro l’anno successivo a quello di entrata in vigore della legge.
Registro regionale
È istituito presso la Giunta regionale il registro dei patti educativi di comunità. L’iscrizione inserisce formalmente il patto nel sistema educativo territoriale e consente il monitoraggio delle iniziative attive in Umbria. La Giunta stabilisce con proprio atto i criteri per l’iscrizione, l’aggiornamento e la cancellazione.
Osservatorio regionale
È istituito l’Osservatorio regionale sui patti educativi e sulle comunità educanti, in raccordo con l’Osservatorio nazionale sui patti educativi di INDIRE e in coerenza con le linee triennali. L’Osservatorio monitora l’attuazione dei patti e ne valuta i riflessi territoriali e sociali, elabora indicatori di impatto, cura il raccordo informativo con il repertorio nazionale gestito da INDIRE e raccoglie e diffonde in modo trasparente le buone pratiche educative.
La Giunta definisce criteri, modalità di funzionamento e composizione, assicurando la partecipazione rappresentativa della struttura regionale competente, di ANCI Umbria, del Forum del Terzo Settore dell’Umbria, di INDIRE e dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Umbria. La partecipazione è gratuita e non dà diritto a indennità, gettoni di presenza, rimborsi spese o altri emolumenti a carico della finanza pubblica.
Coordinamento e risorse
La Giunta coordina le politiche e le azioni previste dalla legge con la programmazione regionale nei settori indicati, nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza e coerenza amministrativa. Dall’attuazione non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica: si utilizzano le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
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