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Messaggio

Messaggio numero 369 del 20-7-2000

Arretrati spettanti in applicazione delle sentenze della Corte Costituzionale n. 495 del 1993 e n. 240 del 1994. Chiarimenti.

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il documento chiarisce che, in caso di pensionato deceduto senza domanda di pagamento degli arretrati derivanti dalle sentenze della Corte Costituzionale n. 495/1993 e n. 240/1994, gli eredi possono richiederli entro i termini di prescrizione. Precisa inoltre che, se è stata presentata domanda riferita alla sentenza sbagliata, l’istanza resta valida e va trattata in base alla sentenza effettivamente applicabile. Richiama infine la disciplina per gli arretrati maturati fino al 31 dicembre 1995.

Chiarimenti su arretrati pensionistici e domande errate relative alle sentenze Corte Cost. n. 495/1993 e n. 240/1994

Chiarimenti operativi su arretrati pensionistici e domande relative alle sentenze costituzionali

Il documento fornisce indicazioni operative in materia di corresponsione degli arretrati pensionistici derivanti dalle sentenze della Corte Costituzionale n. 495 del 1993 e n. 240 del 1994. I chiarimenti riguardano due casi: la richiesta degli arretrati da parte degli eredi di pensionati deceduti e la gestione delle domande presentate con riferimento alla sentenza non corretta.

Arretrati spettanti agli eredi di pensionati deceduti

In caso di pensionati deceduti senza aver presentato domanda di corresponsione degli arretrati maturati in applicazione delle sentenze costituzionali indicate, il documento afferma che tali arretrati possono essere corrisposti agli eredi che ne facciano richiesta, nei limiti della prescrizione.

A sostegno di tale conclusione viene richiamato il criterio già espresso dalla circolare n. 60082 A.G.O. del 20 ottobre 1982, relativa ad altre sentenze costituzionali. Secondo tale principio, se il pensionato è deceduto prima o dopo la pubblicazione della sentenza senza aver richiesto la liquidazione degli arretrati, la domanda può essere proposta dagli eredi perché il diritto alle quote spettanti al dante causa, avendo contenuto patrimoniale, entra nel patrimonio ereditario ed è pienamente trasmissibile.

Il documento precisa che questi stessi criteri si applicano anche agli arretrati riconosciuti in base alle sentenze n. 495 del 1993 e n. 240 del 1994.

Disciplina degli arretrati maturati fino al 31 dicembre 1995

Viene inoltre ricordato che gli arretrati maturati fino al 31 dicembre 1995, in applicazione delle sentenze n. 495 e n. 240, devono essere corrisposti secondo quanto previsto dall’articolo 1, commi 181 e 182, della legge 27 dicembre 1996, n. 662, come modificato dall’articolo 3-bis della legge 28 maggio 1997, n. 140, e dall’articolo 36 della legge 23 dicembre 1998, n. 448.

Per tale profilo viene richiamata la circolare n. 62 del 17 marzo 1999.

Domande presentate con riferimento alla sentenza errata

Il documento affronta anche il caso dei pensionati aventi diritto all’applicazione della sentenza n. 495 del 1993 che abbiano invece chiesto l’applicazione della sentenza n. 240 del 1994, o viceversa.

In proposito viene richiamata la circolare n. 93 del 26 aprile 1996, secondo cui quando gli interessati chiedono la riliquidazione della pensione senza indicare esattamente la sentenza di riferimento, la domanda deve comunque considerarsi validamente presentata e va istruita con riferimento alla sentenza o alle sentenze effettivamente applicabili.

Ne consegue che le domande devono essere definite applicando la sentenza o le sentenze concretamente rilevanti, indipendentemente dal fatto che l’interessato abbia chiesto una sola delle due pronunce.

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