L.R. Marche 19/2025
Disposizioni in materia di politica industriale regionale
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina gli strumenti di politica industriale della Regione Marche per sostenere competitività, occupazione, investimenti, innovazione, ricerca, filiere, start-up e PMI, oltre alla transizione ecologica e digitale. Prevede accordi di investimento, reti di ricerca, tavolo consultivo e misure finanziarie. Abroga le precedenti leggi regionali 6/2021, 2/2022 e 4/2022, con regime transitorio per i procedimenti già avviati.
Politica industriale regionale delle Marche
Politica industriale regionale delle Marche
La legge definisce il quadro degli strumenti regionali per la politica industriale nelle Marche, con l’obiettivo di rafforzare competitività, occupazione, innovazione e sostenibilità del sistema produttivo regionale. La disciplina si rivolge soprattutto alle imprese manifatturiere presenti o insediate sul territorio marchigiano.
Ambito soggettivo e finalità generali
La Regione promuove:
- l’ampliamento e il rafforzamento della base industriale, anche tramite attrazione di investimenti;
- la riqualificazione dei sistemi produttivi, con transizione ecologica e digitale, benessere organizzativo, valorizzazione delle competenze, sicurezza sul lavoro e tutela ambientale;
- le produzioni ad alto contenuto di conoscenza, creatività e innovazione;
- un ecosistema dinamico di ricerca e innovazione;
- filiere produttive integrate e competitive;
- processi di reindustrializzazione a seguito di crisi aziendali.
Gli strumenti sono rivolti alle imprese del territorio regionale, in particolare manifatturiere, incluse micro, piccole e medie imprese; restano escluse imprese agricole e imprese dei settori commercio, turismo, terziario, finanziario, assicurativo e immobiliare. Le imprese devono avere o insediare almeno una sede operativa nelle Marche. Le PMI sono quelle definite dalla raccomandazione 2003/361/CE e dagli aggiornamenti europei e statali applicabili.
La Regione, nell’attuazione degli interventi, favorisce criteri ESG di sostenibilità ambientale, sociale e di governance.
Investimenti produttivi e piani industriali con impatto occupazionale
La Regione può sostenere piani industriali con rilevante impatto occupazionale, finalizzati a:
- espansione industriale e crescita occupazionale;
- nuovi investimenti e rientro di unità produttive delocalizzate all’estero;
- aumento del livello tecnologico delle produzioni;
- riqualificazione delle filiere locali e rafforzamento delle catene del valore;
- riconversione e diversificazione produttiva nelle aree di crisi industriale complessa;
- riqualificazione dei lavoratori e sviluppo delle competenze.
I piani possono riguardare:
- nuove unità produttive;
- ampliamento di unità esistenti;
- riconversione di unità inutilizzate;
- rilancio e reindustrializzazione di unità di imprese in crisi.
In aggiunta, possono comprendere investimenti in laboratori e infrastrutture di ricerca, progetti di ricerca e sviluppo, innovazione organizzativa e digitale, innovazione energetico-ambientale, formazione dei lavoratori e aiuti all’occupazione per lavoratori svantaggiati, molto svantaggiati o con disabilità. Sono ricompresi anche organismi di ricerca privati che svolgono attività economica.
L’accordo di investimento e innovazione ha di norma durata triennale e deve indicare piano, spese ammissibili, contributo, cronoprogramma e conseguenze dell’inadempimento. È concluso nel rispetto delle relazioni sindacali e secondo uno schema-tipo approvato dalla Giunta.
Efficienza energetica, rinnovabili ed economia circolare
La Regione promuove strumenti di sostegno alle imprese per:
- investimenti di efficientamento energetico e miglioramento della performance energetico-ambientale;
- sviluppo delle fonti rinnovabili;
- soluzioni produttive basate sui principi dell’economia circolare.
Aggregazione tra imprese e progetti comuni
La Regione può concedere contributi per investimenti produttivi realizzati tramite forme di aggregazione tra imprese, come contratti di rete, consorzi, società consortili e joint ventures, anche finalizzati a fusioni o conferimenti d’azienda. In coerenza con progetto e finalità, possono essere coinvolti anche liberi professionisti singoli o associati.
Gli interventi possono riguardare:
- sperimentazione, ricerca, design e progettazione;
- valorizzazione di conoscenze e competenze;
- produzione o stoccaggio di componenti o prodotti intermedi tecnologicamente complessi;
- logistica;
- servizi digitali avanzati;
- commercializzazione ed esposizione;
- servizi post-vendita;
- gestione energetica, idrica e ambientale e produzione da rinnovabili;
- welfare aziendale.
Ecosistema regionale della ricerca e dell’innovazione
La legge istituisce e disciplina una rete regionale per la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico, quale elenco di strutture del territorio che svolgono attività di ricerca, trasferimento tecnologico e servizi per l’innovazione. La Rete regionale è uno strumento di supporto qualificato al sistema produttivo.
Possono aderire, su autocandidatura:
- centri di ricerca universitari o interuniversitari;
- enti pubblici di ricerca con autonomia gestionale e organizzativa;
- enti privati che svolgono prevalentemente ricerca industriale, trasferimento tecnologico e servizi per l’innovazione;
- organismi di ricerca e diffusione della conoscenza;
- infrastrutture di ricerca e poli di innovazione di cui al regolamento UE 651/2014.
Le strutture aderenti devono possedere adeguata qualificazione, risorse e requisiti minimi, tra cui piano strategico, programma di promozione e comunicazione, tariffario e procedure verso le imprese, regole sulla proprietà intellettuale e riservatezza, sede operativa regionale, sito web e responsabile scientifico. Devono inoltre rispettare la contabilità separata tra ricerca libera o finanziata e attività verso le imprese.
È richiesto che almeno il 30% delle entrate annue derivi da attività rivolta al mercato; a tal fine va presentato un report annuale validato da revisore legale. Il venir meno dei requisiti, la violazione delle regole contabili o il mancato rispetto della soglia per due anni consecutivi comportano cancellazione dalla Rete.
Trasferimento tecnologico, ricerca e innovazione
La Regione può incentivare progetti delle strutture della Rete finalizzati a:
- sviluppo di tecnologie abilitanti;
- trasferimento alle imprese;
- informazione e disseminazione;
- impianti pilota, prototipi, laboratori dimostrativi e studi di fattibilità.
I progetti possono essere presentati o attuati in collaborazione con le imprese e possono coinvolgere anche strutture universitarie o organismi/infrastrutture di ricerca non aderenti alla Rete, anche extraregionali. La Regione può altresì sostenere l’acquisto di strumentazioni tecnologiche da mettere a disposizione delle imprese per prove, misurazioni e certificazioni tecniche. Sono inoltre previste attività di sensibilizzazione e formazione sui progressi della ricerca scientifica, tecnologica e delle scienze sociali e umane.
Ricerca, sviluppo e innovazione nelle imprese
La Regione promuove progetti di ricerca, sviluppo e innovazione realizzati da imprese, anche con il supporto di laboratori e centri di ricerca universitari, enti pubblici di ricerca, organismi di ricerca, start-up innovative e imprese di alta tecnologia. Le iniziative favoriscono anche il coinvolgimento e l’assunzione di neolaureati per attività di R&S.
Organizzazioni di filiera
La legge valorizza aggregazioni di imprese nelle filiere di maggiore rilevanza economica, tecnologica o occupazionale, con attenzione ai cluster già presenti negli ambiti della Strategia regionale di Specializzazione Intelligente.
Le organizzazioni di filiera possono formulare proposte su:
- ricerca e innovazione;
- fabbisogni del mercato del lavoro e percorsi formativi;
- innovazione normativa di settore;
- promozione estera;
- cooperazione interregionale e partenariati nazionali ed europei;
- investimenti infrastrutturali e ambientali funzionali alla filiera.
Possono aderire anche professionisti, centri di ricerca e trasferimento tecnologico, centri di formazione professionale, ITS, organizzazioni imprenditoriali, ordini e associazioni professionali.
Start-up innovative e PMI innovative
La Regione promuove la nascita e lo sviluppo delle start-up innovative con contributi per:
- avvio e primo investimento;
- espansione e consolidamento su business plan;
- infrastrutture locali di accompagnamento dalla ideazione alla costituzione e avvio;
- formazione, mentoring e supporto manageriale;
- accesso alla finanza di rischio e relazioni con imprese esistenti;
- condivisione e rete di servizi di supporto allo sviluppo d’impresa.
Per le PMI innovative, la Regione adotta iniziative di sostegno coerenti e complementari con le misure statali ed europee.
Ulteriori misure per le PMI
La legge prevede contributi alle PMI per investimenti produttivi con minore impatto occupazionale rispetto ai piani industriali maggiori; tali contributi possono essere concessi con procedure semplificate e anche senza accordo di investimento e innovazione.
Sono inoltre previsti contributi per:
- innovazione e diversificazione di prodotto, anche con servizi specialistici digitali, design, analisi di mercato, comunicazione, supporto manageriale e tutela brevetti/marchi;
- innovazione di processo, ammodernamento impianti e tecnologie;
- tecnologie e procedure per salute e sicurezza dei lavoratori e miglioramento degli ambienti di lavoro.
Per l’innovazione organizzativa e la digitalizzazione, la Regione sostiene progetti per nuovi modelli di business e organizzazione, lavoro agile, partecipazione dei lavoratori, integrazione produzione-servizi post-vendita, sicurezza informatica e digitalizzazione. Sono previste anche iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione, eventualmente con i Digital Innovation Hub.
Strumenti finanziari per lo sviluppo imprenditoriale
La Regione può individuare:
- fondi di garanzia o riassicurazione dei prestiti bancari o di intermediari finanziari, anche in cogaranzia con strumenti europei o nazionali;
- interventi per abbattere i costi dei finanziamenti, sugli interessi, garanzie o spese accessorie, anche per obiettivi di interesse generale come sostenibilità e sicurezza sul lavoro;
- misure per favorire finanza alternativa e complementare.
Può inoltre stipulare accordi con BEI, CDP e altri enti per linee di finanziamento agevolato per investimenti o capitalizzazione delle PMI.
Partecipazione, consultazione e Tavolo regionale
È istituito il Tavolo regionale per la politica industriale e manifatturiera, presieduto dal Presidente della Giunta o suo delegato, con la partecipazione dell’assessore allo sviluppo economico, delle associazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative e delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. La Giunta può integrare la composizione con ulteriori rappresentanze.
Il Tavolo ha funzioni consultive e propositive su strategie, obiettivi, programmazione, norme di settore e monitoraggio dell’efficacia degli interventi regionali. Può formulare proposte di coordinamento tra politiche europee, statali e regionali e promuovere studi e momenti di confronto con la Rete regionale e le organizzazioni di filiera. Si riunisce di norma trimestralmente, opera anche in sottogruppi, si coordina con il comitato regionale sul commercio estero e resta in carica per la durata della legislatura. La partecipazione è gratuita.
La Regione promuove inoltre forme di consultazione e confronto per acquisire fabbisogni del sistema produttivo e per programmare in modo integrato e coordinato gli interventi con altri enti e organismi, favorendo la complementarità degli incentivi.
Disposizioni attuative e criteri applicativi
L’attuazione avviene nel rispetto della normativa europea e statale in materia di aiuti di Stato, concorrenza, mercato, contratti pubblici e disciplina generale degli incentivi alle imprese. Gli strumenti operano nel quadro di programmi strategici pluriennali finanziati da fondi europei, nazionali o regionali.
La Giunta regionale definisce criteri e modalità attuative, tra cui:
- requisiti dei beneficiari;
- criteri di selezione delle domande o proposte;
- tipologie e caratteristiche degli interventi;
- entità e massimali dei contributi;
- tempi di realizzazione;
- controlli e revoca dei benefici;
- misura dell’impatto occupazionale richiesto per i piani industriali e per le misure sugli investimenti produttivi.
Le procedure di accesso devono essere semplificate, con riduzione dei tempi istruttori e degli oneri a carico delle imprese, anche tramite strumenti digitali.
Disposizioni finanziarie
La legge dichiara di non comportare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. Gli articoli di natura programmatica possono essere attuati con legge di bilancio. Le funzioni di rete, consultazione e tavolo regionale sono coperte con risorse già previste a legislazione vigente.
È inoltre disposta, per il triennio 2025/2027, la rimodulazione di stanziamenti con azzeramento di una specifica autorizzazione di spesa collegata alla l.r. 6/2021 e contestuale incremento del Fondo di riserva per le spese obbligatorie, con approvazione dei relativi allegati di bilancio.
Clausola valutativa
Il Consiglio-Assemblea legislativa regionale valuta l’attuazione della legge e i risultati ottenuti. La Giunta deve presentare una relazione con cadenza triennale, indicando azioni attivate, risultati attesi e conseguiti, anche occupazionali, progetti e strumenti finanziari approvati, risorse impegnate e criticità.
Disposizioni transitorie e abrogazioni
Per i procedimenti già avviati alla data di entrata in vigore della legge in attuazione della l.r. 6/2021, della l.r. 2/2022 e della l.r. 4/2022 continuano ad applicarsi le rispettive discipline e gli atti attuativi. Le strutture già inserite nell’elenco della l.r. 2/2022 sono inserite, su domanda, nella nuova Rete regionale e si adeguano ai nuovi requisiti secondo le modalità stabilite dalla Giunta.
Il precedente Tavolo di concertazione per la politica industriale regionale continua a operare fino alla pubblicazione del decreto di costituzione del nuovo Tavolo. L’articolo 12 della l.r. 2/2022 continua ad applicarsi fino alla scadenza del Comitato di valutazione in carica.
La legge dispone l’abrogazione della l.r. 6/2021, della l.r. 2/2022 e della l.r. 4/2022, nonché di ulteriori disposizioni regionali indicate nella nota all’articolo 21.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Normativa regionale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Normativa regionale
- Legge · 1 ago 2025L.R. Marche 20/2025
- Legge · 1 ago 2025L.R. Marche 21/2025
- Legge · 7 ago 2025L.R. Marche 23/2025
- Legge · 7 ago 2025L.R. Marche 22/2025
- Legge · 24 lug 2025L.R. Marche 16/2025
- Legge · 24 lug 2025L.R. Marche 17/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Normativa regionale →