Salta al contenuto
Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 18075/2025 del 03/07/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo intimato il 18 maggio 2016. La ricorrente contestava la legittimità del licenziamento sostenendo, tra l'altro, che la Corte d'appello non avesse adeguatamente valutato il profilo delle sue competenze professionali ai fini del repêchage (ricollocazione in mansioni equivalenti o inferiori) e che la sentenza avesse errato nel ritenere che il datore non fosse tenuto a fornire ulteriore formazione per ricollocarla. Il ricorso in Cassazione solleva due motivi: (i) omesso esame di fatto decisivo e travisamento della prova relativamente alla presunta mancanza di competenze della ricorrente per le mansioni alternative; (ii) violazione e falsa applicazione di norme sul repêchage (art. 3 L. n. 604/1966 e art.2103 c.c.) deducendo l'obbligo datoriale di formazione per adeguare il lavoratore a mansioni alternative.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati entrambi i motivi: la Corte d'appello aveva ricostruito dettagliatamente le mansioni svolte dalla ricorrente (centralinista, smistamento posta, fotocopiatura, ricevimento clienti) e, anche mediante presunzioni fondate sull'esperienza lavorativa, aveva correttamente valutato l'assenza delle competenze necessarie per le mansioni di addetta allo sportello; le mansioni di segretaria risultavano già coperte da altra dipendente. Quanto all'obbligo di formazione, la Cassazione ha confermato che il datore non è tenuto a formare il lavoratore per svolgere mansioni di livello superiore e che l'obbligo di repêchage riguarda mansioni equivalenti o inferiori esistenti in organico, con l'onere del datore di proporre le alternative e, se necessario, il demansionamento. Spese processuali a carico della ricorrente: liquidate in complessivi euro 3.500,00 per compensi e 200,00 per esborsi, oltre spese generali 15% e accessori di legge; ulteriore contributo ex art.13 co.1-quater DPR n.115/2002 ove dovuto.

Norme richiamate

  • legge n. 92/2012

    Riferimento procedurale al tipo di ricorso esperito dalla lavoratrice (ricorso ex art. 1 comma 48 L. n.92/2012); utilizzata come cornice normativa del procedimento di impugnazione

  • codice di procedura civile

    art. 360, nn. 3 e 5; art. 395, n.4

    Art.360 utilizzato per valutare i motivi di cassazione (violazione di norme e omesso esame/falso convincimento sui fatti). Art.395 richiamato nella spiegazione dei rimedi per il travisamento del fatto probatorio (revocazione per errore di fatto).

  • legge n. 604/1966

    Norma che disciplina i limiti del licenziamento per giustificato motivo oggettivo; richiamata nella contestazione relativa all'obbligo di repêchage e alla verifica della ragionevolezza del licenziamento

  • codice civile

    Norma concernente le mansioni del lavoratore; la sua interpretazione, alla luce del d.lgs. 81/2015, consente di valutare la riconducibilità delle mansioni al medesimo livello e categoria legale, e delimita l'obbligo datoriale di repêchage (equivalenti o inferiori presenti in azienda)

  • decreto legislativo

    d.lgs. 15 giugno 2015, n. 81 (modifica art.2103 c.c.)

    Ha sostituito il concetto di 'bagaglio professionale' con quello di riconducibilità delle mansioni allo stesso livello e categoria legale, limitando l'obbligo di ricollocazione alle mansioni effettivamente compatibili con il livello del lavoratore

  • D.P.R.

    n. 115/2002, art. 13 comma 1‑quater

    Norma richiamata in materia di contributo unificato: la Corte rileva la sussistenza dei presupposti per l'eventuale raddoppio/contributo aggiuntivo a carico della ricorrente

Massime di principio

  • L'onere probatorio sul datore di lavoro in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo comprende la dimostrazione dell'impossibilità di ricollocare il lavoratore in mansioni equivalenti o inferiori effettivamente presenti in azienda; tale onere può essere assolto anche mediante presunzioni fondate e la ricostruzione dell'esperienza lavorativa svolta.
  • Il repêchage riguarda esclusivamente mansioni equivalenti o inferiori esistenti nell'organico al momento del licenziamento; il datore deve cercare soluzioni alternative e proporre l'eventuale demansionamento prima di procedere al licenziamento, ma non è obbligato a formare il lavoratore per consentirgli di occupare una posizione di livello superiore.
  • La valutazione delle competenze del lavoratore può essere effettuata tramite esame delle mansioni effettivamente svolte e possono essere utilizzate presunzioni quando vi siano elementi precisi, gravi e concordanti; la mancata acquisizione di prove dirette non esclude la possibilità di fondare la decisione su deduzioni logiche dalla prova esistente.
  • Per far valere un errore del giudice di merito occorre distinguere tra omissione di valutazione di un fatto decisivo (art.360 c.p.c.) e travisamento del fatto probatorio, per il quale il rimedio processuale ordinario è la revocazione per errore di fatto (art.395 c.p.c.), con i relativi presupposti stringenti.
  • In sede di impugnazione in Cassazione le questioni interpretative riguardanti l'obbligo di repêchage e i limiti della formazione obbligatoria devono essere fondate su chiari riferimenti normativi e giurisprudenziali: la giurisprudenza recente conferma che non esiste un obbligo di formare il lavoratore per mansioni di livello superiore rispetto a quelle già ricoperte.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza giuslavoristica, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.