Sentenza del 13/01/2016 n. 386 - Corte di Cassazione
ACCERTAMENTO TRIBUTARIO - AVVISO DI ACCERTAMENTO - IN GENERE - Verifica fiscale effettuata a carico di una s.r.l. a ristretta base azionaria - Emersione di utili extra bilancio - Avviso di accertamento emesso nei confronti del socio di maggioranza - Legittimità - Fondamento - Presentazione di domanda di condono da parte della società - Rilevanza - Esclusione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
A seguito di una verifica fiscale sulla S.r.l. erano emersi utili extracontabili. L'Agenzia delle Entrate aveva imputato al socio, in proporzione alla sua partecipazione, il maggior reddito da partecipazione ai fini IRPEF e addizionale regionale. Il contribuente contestava l'accertamento sostenendo che non fosse stato emesso un autonomo avviso di accertamento nei confronti della società e che il condono presentato dalla società impedisse l'accertamento nei suoi confronti. Contestava inoltre il diniego del proprio condono e la possibilità di applicare una diversa forma di definizione agevolata.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso principale dell'Agenzia delle Entrate e respinto il ricorso incidentale del contribuente. Ha stabilito che, nelle società di capitali a ristretta base partecipativa, è legittima la presunzione di distribuzione pro quota ai soci degli utili extracontabili, con inversione dell'onere della prova. Non è necessario che sia stato previamente emesso un avviso di accertamento nei confronti della società, né il condono della società produce effetti automaticamente a favore del socio, poiché società e socio hanno posizioni fiscali distinte e indipendenti. È stato inoltre confermato che il condono richiesto dal contribuente era inefficace per mancanza dei presupposti e non poteva essere convertito in una diversa forma di definizione agevolata. La sentenza della CTR è stata cassata con rinvio alla CTR della Lombardia, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese.
Norme richiamate
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d)
La presunzione di attribuzione pro quota ai soci degli utili extracontabili prodotti da società di capitali a ristretta base azionaria
La norma consente di fondare l'accertamento del reddito del socio sulla presunzione, relativa e superabile con prova contraria, che gli utili extracontabili della società siano stati distribuiti ai soci in proporzione alle rispettive partecipazioni.
D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 38 e 42
Disciplinano i poteri e le modalità dell'accertamento delle imposte sui redditi e la motivazione dell'avviso di accertamento.
TUIR, art. 44, già art. 41
Rileva per l'imputazione al socio del reddito derivante dalla partecipazione societaria.
Legge n. 289 del 2002, art. 9, comma 3-bis
Disciplina una specifica forma di definizione automatica soggetta a presupposti rigorosi, tra cui la coerenza e congruità rispetto agli studi di settore. La domanda non perfezionata non produce effetti favorevoli.
Legge n. 289 del 2002, art. 16, comma 9
Non è applicabile per convertire una domanda relativa a una diversa forma di condono; le diverse definizioni agevolate costituiscono discipline autonome e di stretta interpretazione.
Legge n. 212 del 2000, artt. 7 e 10
Riguardano l'obbligo di motivazione degli atti tributari, il legittimo affidamento e la buona fede, ma non consentono di superare la mancanza dei presupposti sostanziali del condono.
D.L. n. 81 del 2007, art. 15, comma 3-bis, e Legge n. 244 del 2007, art. 1, comma 252
Le disposizioni sugli studi di settore non incidono retroattivamente sul mancato perfezionamento del condono quando, secondo la disciplina applicabile al momento della domanda, mancavano i requisiti necessari.
Massime di principio
- Nelle società di capitali a ristretta base partecipativa, soprattutto quando un socio detiene una quota molto elevata, l'Amministrazione finanziaria può presumere che gli utili extracontabili siano stati distribuiti ai soci in proporzione alle partecipazioni.
- Il socio può essere accertato anche senza un precedente o contestuale avviso di accertamento formalmente emesso nei confronti della società, purché l'Ufficio disponga di elementi derivanti dalla verifica societaria sufficienti a rideterminare il reddito.
- Il socio deve contestare non solo la presunzione di distribuzione, ma anche concretamente le risultanze della verifica e la quantificazione del maggior reddito societario.
- Il condono o la definizione agevolata della società non si estende automaticamente al socio, perché società e socio sono soggetti fiscali distinti; gli effetti della definizione devono essere valutati separatamente.
- Le diverse forme di condono sono autonome e non possono essere convertite tra loro, salvo il caso di errore materiale manifesto e riconoscibile. La scelta della definizione agevolata è normalmente irrevocabile.
- In giudizio è essenziale riportare il contenuto dell'avviso di accertamento quando si contesta la sua motivazione; la mancata allegazione specifica può rendere inammissibile la censura.
- La presunzione di distribuzione degli utili è relativa: il contribuente può superarla fornendo una prova concreta della mancata distribuzione, dell'accantonamento o del reinvestimento degli utili, oppure contestando validamente l'esistenza e l'entità del maggior reddito societario.
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