L.R. Molise 18/2011
Disciplina dell'affidamento di impianti sportivi da parte degli Enti pubblici territoriali
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina in Molise l’affidamento in gestione degli impianti sportivi e sportivo-ricreativi di proprietà degli enti pubblici territoriali, privilegiando società e associazioni sportive, enti di promozione, DSA e FSN. Stabilisce criteri di selezione, contenuti delle convenzioni, vigilanza dell’ente proprietario e adeguamento delle convenzioni già in corso entro 6 mesi dall’entrata in vigore.
Affidamento e gestione di impianti sportivi pubblici
Disciplina dell’affidamento di impianti sportivi pubblici
La legge regionale del Molise disciplina le modalità di affidamento in gestione degli impianti e delle strutture a carattere sportivo-ricreativo di proprietà degli enti pubblici territoriali non gestiti direttamente. L’obiettivo è favorire la diffusione della pratica sportiva, con particolare attenzione a giovani, persone con disabilità e anziani.
Ambito di applicazione e definizioni
La disciplina si applica agli impianti sportivi di proprietà degli enti pubblici territoriali, intesi come strutture destinate a un uso prevalentemente sportivo e attrezzate per una o più attività motorio-sportive.
La legge distingue inoltre:
- impianti senza rilevanza economica, cioè privi di capacità di generare utili o con introiti esigui e comunque insufficienti a coprire i costi di gestione, destinati ad attività esclusivamente amatoriale o ricreativa;
- impianti aventi rilevanza economica, cioè idonei a produrre utili.
Soggetti a cui può essere affidata la gestione
Se l’ente pubblico territoriale non gestisce direttamente l’impianto, anche tramite convenzione tra enti, l’affidamento avviene preferenzialmente a:
- società sportive;
- associazioni sportive dilettantistiche;
- enti di promozione sportiva;
- discipline sportive associate (DSA);
- federazioni sportive nazionali (FSN), anche in forma associata.
L’affidamento è prioritario a favore dei soggetti che praticano la disciplina sportiva cui l’impianto è destinato e che operano nel territorio dell’ente affidante, secondo un criterio territoriale graduato in base a:
- comune;
- provincia;
- regione.
L’affidamento a soggetti diversi è possibile solo se le procedure di selezione risultano infruttuose e comunque nel rispetto dei principi fissati dalla legge.
Per gli impianti aventi rilevanza economica che, per dimensione e caratteristiche, richiedono una gestione imprenditoriale, l’affidamento avviene mediante procedura di evidenza pubblica; i soggetti preferenziali devono in ogni caso dimostrare i necessari requisiti economici e tecnici.
Criteri per la selezione dell’affidatario
Gli enti pubblici territoriali devono disciplinare le modalità di affidamento rispettando criteri volti a garantire apertura, imparzialità e trasparenza della gestione. In particolare, la selezione deve tenere conto di:
- apertura dell’impianto a tutti i cittadini;
- imparzialità nell’uso da parte di chi ne faccia richiesta all’affidatario;
- differenziazione delle procedure in base alla tipologia e alla rilevanza economica dell’impianto;
- pubblicità tramite avviso pubblico;
- radicamento territoriale nel bacino di utenza dell’impianto;
- collaborazione con istituti e terzo settore, documentata;
- affidabilità economica, documentata;
- compatibilità tra attività sportiva esercitata e attività praticabili nell’impianto;
- qualificazione professionale di istruttori e allenatori, anche in relazione ad attività per giovani, disabili e anziani;
- compatibilità tra attività sportive organizzate e eventuali attività ricreative, sociali o scolastiche svolte nell’impianto;
- numero di iscritti o tesserati dell’anno precedente, documentato;
- presentazione di progetti idonei a valutare i profili economici e tecnici della gestione;
- durata massima dell’affidamento fissata in dieci anni;
- predeterminazione del corrispettivo o del canone;
- indicazione delle tariffe o dei prezzi di accesso, oppure del ribasso su quelli eventualmente predeterminati dall’ente;
- indicazione delle modalità organizzative e dei servizi di custodia, pulizia e manutenzione;
- eventuali migliorie per efficienza e funzionalità dell’impianto.
Se l’ente non ha ancora adeguato la propria disciplina a tali criteri, la selezione deve comunque svolgersi nel rispetto delle stesse regole sostanziali. Gli enti locali territoriali possono inoltre introdurre ulteriori criteri di valutazione delle offerte.
Convenzione di gestione e contenuti essenziali
L’affidamento si perfeziona mediante convenzione tra l’ente pubblico territoriale e il soggetto affidatario. La convenzione deve disciplinare in particolare:
- i criteri d’uso dell’impianto;
- le condizioni giuridiche ed economiche della gestione.
La legge prevede anche la possibilità di convenzioni per l’utilizzo di impianti sportivi scolastici in orari extrascolastici con i soggetti individuati dalla legge. In tal caso, la convenzione deve regolare modalità e condizioni di uso, pulizia e custodia negli orari non scolastici.
Alla convenzione devono essere allegati:
- il piano di utilizzo, con indicazione delle tipologie di utenza, delle destinazioni e degli orari d’uso; il gestore può modificarlo o aggiornarlo annualmente previa approvazione dell’ente proprietario;
- il piano di conduzione tecnica, con la descrizione delle attività di manutenzione, approvvigionamento, custodia, vigilanza e funzionamento tecnologico dell’impianto.
Regime transitorio per le convenzioni già in essere
Le convenzioni vigenti alla data di entrata in vigore della legge devono essere adeguate alle nuove disposizioni entro sei mesi.
Vigilanza e controllo
Le funzioni di vigilanza e controllo sul servizio di gestione degli impianti sportivi spettano all’ente proprietario dell’impianto, che verifica il rispetto della convenzione e delle regole di gestione previste dalla legge.
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