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Interpello

Risposta n. 144 del 23/01/2023

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Ritenute e compensazioni in appalti e subappalti; estensione del reverse charge e contrasto dell'illecita somministrazione di manodopera (art.17-bis D.Lgs.241/1997) - Risposta n.144/2023

Il quesito

Alfa S.r.l. chiede chiarimenti sull'applicazione dell'art.17-bis ai propri rapporti contrattuali (contratto unico o contratti distinti per attività di movimentazione merci soggetta e trasporto non soggetto), sul calcolo della "prevalente utilizzazione di manodopera" (numeratore/denominatore e cumulo dei contratti), sulla qualificazione di specifici beni come "beni strumentali" (scaffalature, software, hardware, rulliere, imballaggi), sull'effetto di comodato/noleggio/locazione dei beni o del deposito, sulla ripartizione degli obblighi nella catena contrattuale e sul significato di "manifestamente incongrua" per la retribuzione oraria.

Soluzione prospettata dal contribuente

L'istante sostiene che: nel contratto misto il numeratore debba considerare la retribuzione lorda solo della componente di personale impiegata nell'attività soggetta e il denominatore il prezzo complessivo contrattuale (anche per le attività non soggette); in caso di più contratti verso lo stesso committente occorra cumulare i corrispettivi per evitare elusioni; beni come scaffalature, software, hardware, rulliere e materiali d'imballo non dovrebbero essere considerati "beni strumentali" ai fini della norma; i beni dati in comodato diventano riconducibili all'appaltatore; i beni noleggiati dall'appaltatore sono esclusivamente riconducibili all'appaltatore; il deposito concesso in locazione/comodato sarebbe sede dell'appaltatore; nella catena (committente-appaltatore-subappaltatore) l'obbligo grava sul soggetto che effettivamente presenta la prevalenza di manodopera; propone una tolleranza di +/-20% per definire la retribuzione non "manifestamente incongrua".

Il parere dell’Agenzia

L'Agenzia conferma il perimetro normativo e richiama la circolare 1/E/2020: l'art.17-bis si applica quando ricorrono tutti i requisiti (importo annuo >€200.000, contratti di appalto ecc., prevalente utilizzo di manodopera presso sedi del committente e utilizzo di beni strumentali riconducibili al committente). Per contratti di servizi (quali quelli prospettati) il requisito della prevalenza della manodopera è generalmente soddisfatto; se esistono contratti separati vanno verificati i requisiti per ciascun contratto, mentre per il superamento della soglia dei €200.000 si applica il cumulo sostanziale dei corrispettivi. Sulla qualificazione dei beni l'Agenzia rimanda a valutazioni fattuali (indispensabilità) non sindacabili in interpello; precisa però che il comodato non elimina la riconducibilità dei beni al committente (restano riconducibili a qualunque titolo giuridico), mentre i beni noleggiati dall'appaltatore a terzi non riconducibili al committente non rientrano nel requisito. Il magazzino concesso in locazione o comodato resta riconducibile al committente. Nella catena, ciascun soggetto che assume la posizione di "committente" deve verificare i requisiti nei propri rapporti. Sul tema della retribuzione "manifestamente incongrua" l'Agenzia ricorda che si tratta di verifica di fatto (non risolvibile via interpello): per le ritenute è prevista semplificazione secondo cui non sono considerate manifestamente incongrue se superiori al 15% della retribuzione imponibile; non viene invece recepita la soglia di tolleranza proposta dall'istante per le retribuzioni orarie.

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