L.R. Marche 27/2017
Norme per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge marchigiana disciplina iniziative, programmi, organi consultivi e contributi per promuovere cultura della legalità, contrasto a mafia, corruzione, usura e racket, sostegno alle vittime e riuso sociale dei beni confiscati. Prevede anche una giornata regionale del 21 marzo, il logo “La forza della Legalità” e una disciplina finanziaria collegata al bilancio 2017/2019 e ai successivi bilanci.
Promozione della legalità e della cittadinanza responsabile nelle Marche
Promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile
La legge della Regione Marche definisce un quadro organico di politiche integrate per diffondere legalità, cittadinanza responsabile, prevenzione della criminalità organizzata, contrasto a corruzione, usura, racket e sostegno alle vittime. La disciplina opera esclusivamente nel territorio regionale e si coordina con le competenze statali e con la programmazione settoriale regionale.
Programma regionale e governance delle politiche integrate
La Giunta regionale approva, previo parere della competente Commissione assembleare, il programma per le politiche integrate per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio. Il programma:
- definisce le priorità delle azioni attuative, tenendo conto della pianificazione settoriale, degli accordi istituzionali e dei progetti previsti dalla legge;
- stabilisce priorità, criteri e modalità di finanziamento di progetti e interventi. Il programma è predisposto anche sulla base delle indicazioni della Consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile.
Consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile
La Regione istituisce una Consulta con funzioni di consulenza, proposta e osservatorio verso la Giunta regionale. Essa svolge attività conoscitive e consultive, analizza la realtà regionale, raccoglie e conserva dati, mantiene rapporti con associazioni e sportelli antiusura, formula proposte sul programma regionale e collabora alla relazione di valutazione. Predispone inoltre un rapporto almeno biennale sulla presenza di criminalità organizzata e mafiosa e sui fenomeni corruttivi nelle Marche, trasmettendolo al Consiglio-Assemblea legislativa e rendendolo pubblico. La Consulta è presieduta dal Presidente della Giunta o suo delegato ed è composta da rappresentanti istituzionali, del mondo associativo, degli enti locali e da esperti. Partecipano inoltre, come invitati permanenti, rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale, delle organizzazioni datoriali e sindacali più rappresentative; possono essere invitati anche rappresentanti delle amministrazioni statali competenti. La Giunta la costituisce entro 120 giorni dalla prima seduta del Consiglio-Assemblea legislativa; la Consulta si intende costituita con la nomina della maggioranza dei componenti. Resta in carica per la legislatura, non prevede indennità o gettoni e si avvale della struttura regionale competente per la segreteria.
Struttura regionale competente
Per le attività previste dalla legge, la Regione si avvale della competente struttura della Giunta regionale.
Accordi istituzionali e iniziative con amministrazioni pubbliche e società partecipate
La Regione promuove la collaborazione con Stato, enti pubblici nazionali e locali per scambio di informazioni sui fenomeni criminali e per iniziative regionali rivolte a:
- diffusione della cultura della legalità tra i giovani;
- scambio di conoscenze sui fenomeni criminosi;
- coordinamento con le politiche sociali, in particolare con gli interventi per soggetti sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria, ex detenuti e vittime di violenza sulle donne;
- prevenzione dell’usura e sostegno alle vittime di usura e di altre fattispecie criminose. Sono inoltre promossi accordi con società a partecipazione pubblica, totale o parziale, per diffondere legalità, contrastare infiltrazioni mafiose e corruzione e sostenere buone pratiche di trasparenza e responsabilità sociale.
Rapporti con enti locali, volontariato e associazioni
La Regione promuove e stipula convenzioni con enti locali, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale operanti nell’educazione alla legalità, nel contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa, nei fenomeni di usura ed estorsione e nel sostegno alle vittime dei reati. Può inoltre sostenere iniziative degli enti locali per ridurre gli atti di inciviltà e migliorare il godimento e la serenità delle città mediante:
- contributi per interventi di investimento a tutela della sicurezza urbana;
- campagne informative rivolte alle fasce deboli sui comportamenti a rischio.
Scuole, università e progetti “La forza della Legalità”
Per l’educazione alla legalità la Regione promuove iniziative che coinvolgono studenti di ogni ordine e grado e sostiene progetti denominati “La forza della Legalità”, realizzati con scuole, università e associazioni. Tali progetti comprendono:
- attività didattiche integrative, laboratori, indagini e ricerche;
- gemellaggi tra scuole marchigiane e di altre regioni;
- tesi di laurea e di dottorato e ricerche documentali sui temi della criminalità organizzata e della storia delle mafie;
- iniziative contro intimidazione, violenza morale, bullismo e cyberbullismo. L’Ufficio di presidenza del Consiglio-Assemblea legislativa concorre con logo, patrocini e altri interventi divulgativi.
Logo “La forza della Legalità”
È istituito il logo “La forza della Legalità”, le cui caratteristiche sono determinate dall’Ufficio di presidenza del Consiglio-Assemblea legislativa. Il logo certifica l’operato di amministrazioni pubbliche e soggetti convenzionati o coinvolti nei progetti previsti dalla legge. È assegnato annualmente dall’Ufficio di presidenza, su proposta della Consulta, nell’ambito delle iniziative per la giornata regionale del 21 marzo. La struttura competente può effettuare verifiche e proporre sospensione o revoca del logo; la decisione viene comunicata all’Ufficio di presidenza.
Prevenzione dell’usura e dell’usura connessa al gioco d’azzardo patologico
La Regione promuove azioni educative e culturali per favorire l’emersione dei fenomeni di usura e, in collaborazione con istituzioni e soggetti economico-sociali, organizza formazione, informazione e sensibilizzazione sull’utilizzo del Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura. Per prevenire l’usura legata al gioco d’azzardo patologico, promuove inoltre iniziative di educazione, informazione e sensibilizzazione sull’uso responsabile del denaro e sui giochi a rischio dipendenza, anche per evitare indebitamento e sovraindebitamento. Queste attività si collocano nel Piano regionale integrato per il contrasto e la riduzione del rischio del gioco patologico previsto dalla l.r. 3/2017.
Beni confiscati e tutela dell’occupazione
La Regione contribuisce al riutilizzo sociale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e mafiosa attraverso:
- assistenza agli enti locali assegnatari;
- contributi per restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione, ripristino tipologico e arredo dei beni immobili assegnati;
- contributi per favorire il riutilizzo sociale mediante accordi di programma con i soggetti assegnatari. Nell’ambito della Consulta è istituito un tavolo regionale sui beni e aziende sequestrati e confiscati, finalizzato a promozione, consultazione, supporto, programmazione, monitoraggio e controllo delle azioni di valorizzazione, con coinvolgimento del volontariato, della cooperazione, dei sindacati e delle associazioni datoriali più rappresentative. La Regione promuove anche il mantenimento dell’occupazione nelle imprese colpite da provvedimenti giudiziari, favorendo la continuità delle attività economiche ove possibile, anche tramite accordi con ministeri competenti e organizzazioni sindacali.
Sostegno alle vittime dei reati di stampo mafioso, della criminalità organizzata, dell’usura e del racket
La Regione prevede campagne di sensibilizzazione, assistenza e aiuto alle vittime innocenti dei reati di stampo mafioso, della criminalità organizzata e dei fenomeni corruttivi, con particolare riguardo a:
- accesso ai servizi sociali e territoriali;
- assistenza psicologica, cura e aiuto. I beneficiari devono essere residenti nelle Marche al momento del reato oppure aver subito il reato nel territorio regionale. Per le vittime dell’usura e del racket, la Regione promuove accordi con le amministrazioni pubbliche e iniziative anche tramite associazioni antiusura e antiracket, finalizzate soprattutto a incentivare la denuncia e a fornire assistenza legale.
Costituzione in giudizio e tutela degli interessi regionali
La Giunta regionale valuta l’adozione di misure legali per tutelare i diritti e gli interessi della Regione Marche lesi dalla criminalità organizzata e mafiosa, compresa la costituzione in giudizio nei relativi processi.
Giornata regionale della memoria e dell’impegno
La legge istituisce la “Giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie e per la promozione della cittadinanza responsabile”, da celebrarsi ogni anno il 21 marzo. La giornata è finalizzata a educazione, informazione e sensibilizzazione sulla legalità e viene promossa sul territorio regionale dalla Giunta e dal Consiglio-Assemblea legislativa.
Clausola valutativa
La Giunta regionale trasmette al Consiglio-Assemblea legislativa, con cadenza biennale, una relazione sullo stato di attuazione e sugli effetti della legge, contenente almeno:
- l’evoluzione dei fenomeni di illegalità collegati alla criminalità organizzata di tipo mafioso;
- gli interventi e le iniziative coordinati e finanziati dalla Regione e i risultati ottenuti;
- risorse impiegate, ripartizione e modalità di selezione dei soggetti coinvolti;
- criticità applicative e proposte di superamento. La relazione è resa pubblica a cura del Consiglio-Assemblea legislativa.
Disposizioni finanziarie
Le spese derivanti dalla legge sono coperte, per il bilancio 2017/2019 e in particolare per gli anni 2018 e 2019, con risorse rese disponibili dall’abrogazione della l.r. 16/2014. Sono previste:
- spese correnti pari a 60.000 euro annui;
- spese di investimento pari a 240.000 euro, con imputazioni su missioni e programmi indicati dalla norma. Ulteriori 95.000 euro già iscritti nel bilancio 2017/2019 sono riassegnati per gli anni 2018 e 2019 al finanziamento del Progetto Vita Indipendente e inclusione nella società delle persone con disabilità. Per gli anni successivi la spesa è autorizzata con legge di bilancio. La Giunta è autorizzata alle variazioni di bilancio conseguenti.
Disposizioni transitorie e abrogazioni
In prima applicazione, il programma regionale è approvato entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di approvazione del bilancio di previsione 2018/2020. La Consulta è costituita entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, mentre i criteri e le modalità per l’attribuzione del logo devono essere definiti entro 90 giorni. Fino all’approvazione del programma continuano ad applicarsi le disposizioni abrogate dalla nuova disciplina, salvo quanto previsto per Consulta e logo. La legge abroga la l.r. 7 luglio 2014, n. 16 e la l.r. 9 luglio 2014, n. 17, rendendo in larga parte storicizzata la disciplina finanziaria originaria collegata ai soli esercizi 2018 e 2019.
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