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Decreto ministeriale MEF

DECRETO 7 maggio 2024 - Ministero dell'economia e delle finanze

Determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche.

Decreti del MEFCod. G.U. 24A02438

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il decreto individua gli elementi induttivi utilizzabili per determinare sinteticamente il reddito complessivo delle persone fisiche: spese effettive, spese minime presunte, soglia di povertà assoluta, incrementi patrimoniali e risparmio. Disciplina l’attribuzione delle spese e la prova contraria del contribuente. Si applica agli accertamenti relativi ai periodi d’imposta dal 2016 in poi.

Criteri per l’accertamento sintetico del reddito delle persone fisiche

Accertamento sintetico del reddito delle persone fisiche

Il decreto stabilisce i criteri per individuare il contenuto induttivo degli elementi di capacità contributiva utilizzabili nella determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche ai sensi dell’articolo 38 del d.P.R. 600/1973. Le disposizioni si applicano agli accertamenti relativi ai periodi d’imposta a decorrere dal 2016.

Elementi di capacità contributiva e fonti dei dati

Gli elementi considerati comprendono le spese sostenute dal contribuente e la propensione al risparmio, determinata anche mediante l’archivio dei rapporti finanziari. La tabella A individua gli elementi e le informazioni utilizzabili presenti negli archivi dell’Amministrazione finanziaria, nonché beni e servizi per i quali non è disponibile la spesa di mantenimento effettiva e ai quali può essere associata una spesa minima presunta, rappresentativa del relativo valore d’uso.

Le spese di riferimento sono distinte per gruppi e categorie di consumi e desunte dall’indagine annuale ISTAT sulle spese delle famiglie, condotta su campioni significativi riferiti a undici tipologie di nuclei familiari e alle cinque aree territoriali nazionali. Le tipologie familiari sono riportate nella tabella B. Possono essere utilizzati anche studi e analisi socio-economiche di settore. Nel calcolo del contenuto induttivo si considera inoltre la quota di risparmio formatasi nell’anno e non impiegata in consumi, investimenti o altre spese.

Spese minime e determinazione del reddito accertabile

Quando mancano in Anagrafe tributaria dati sulle spese indicate nella tabella A per beni e servizi essenziali a uno standard di vita minimamente accettabile, e le informazioni non sono acquisite nel contraddittorio, si assume la spesa minima individuata dall’ISTAT per collocarsi al limite della soglia di povertà assoluta. Questa soglia varia in funzione della dimensione e composizione per età della famiglia, dell’area geografica e della dimensione del comune di residenza.

L’Agenzia delle entrate determina il reddito complessivo accertabile considerando:

  • le spese risultanti dal Sistema informativo dell’Anagrafe tributaria o comunque disponibili all’Amministrazione finanziaria, anche se diverse da quelle della tabella A;
  • le spese minime presunte relative ai beni nella disponibilità del contribuente, determinate sulla base dell’indagine ISTAT o di analisi socio-economiche applicate al dato certo di possesso o utilizzo;
  • la quota attribuibile al contribuente delle spese essenziali corrispondenti alla tipologia del suo nucleo familiare;
  • la quota degli incrementi patrimoniali imputabile al periodo d’imposta, secondo le modalità della tabella A;
  • la quota di risparmio formatasi nell’anno e non utilizzata.

L’Agenzia può utilizzare anche elementi di capacità contributiva diversi da quelli elencati nella tabella A, se sono disponibili dati su ulteriori spese. Le spese effettivamente risultanti dall’Anagrafe tributaria o acquisite nel contraddittorio prevalgono sempre sulle stime induttive della tabella A e su quelle tratte da studi o analisi di settore.

Imputazione delle spese

Salvo quanto previsto per la prova contraria, le spese sono attribuite alla persona fisica cui risultano riferibili in base ai dati disponibili o alle informazioni dell’Anagrafe tributaria. Sono imputate al contribuente anche le spese sostenute dal coniuge e dai familiari fiscalmente a carico.

Non sono invece considerate spese personali quelle relative a beni o servizi utilizzati esclusivamente ed effettivamente nell’attività d’impresa o nell’esercizio di arti e professioni, purché tale circostanza sia comprovata da idonea documentazione.

Contraddittorio e prova contraria

Quando ricorrono le condizioni previste dall’articolo 38, sesto comma, del d.P.R. 600/1973 per procedere alla determinazione sintetica, il contribuente può dimostrare:

  • che le spese sono state finanziate con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d’imposta, con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta, con redditi legalmente esclusi dalla base imponibile, oppure con risorse di soggetti diversi;
  • che le spese attribuite sono di ammontare diverso;
  • che il risparmio impiegato per consumi e investimenti si è formato in anni precedenti.

Decorrenza

Il decreto si applica alla determinazione sintetica dei redditi e dei maggiori redditi relativi agli anni d’imposta dal 2016 in avanti.

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