L.R. Sicilia 30/2025
Modifiche alla legge regionale 14 dicembre 2019, n. 23.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge regionale siciliana aggiorna la l.r. 23/2019 orientando l’offerta formativa verso competenze per green economy, blue economy e innovazione, rafforzando lavoro in contesto, micro-credentials, analisi dei fabbisogni e strumenti di monitoraggio degli esiti occupazionali nei bandi. In vigore dal giorno della pubblicazione in GURS, dal 10 ottobre 2025.
Modifiche alla disciplina regionale siciliana sulla formazione professionale
Modifiche alla disciplina regionale siciliana sulla formazione professionale
La legge regionale della Sicilia n. 30 del 7 ottobre 2025 interviene sulla legge regionale 14 dicembre 2019, n. 23, per aggiornare gli indirizzi della programmazione e dell’offerta formativa regionale. L’intervento valorizza le competenze richieste dal mercato del lavoro e rafforza il collegamento tra formazione, occupazione e fabbisogni produttivi del territorio regionale.
Orientamento dell’offerta formativa
L’offerta formativa regionale viene progressivamente indirizzata a sviluppare percorsi finalizzati all’acquisizione di competenze, con particolare attenzione ai settori strategici della crescita intelligente e sostenibile. Tra i settori espressamente richiamati figurano:
- green economy;
- blue economy;
- innovazione tecnologica.
Strumenti premiali e coinvolgimento dei soggetti privati
Il sistema formativo regionale è orientato a introdurre strumenti premiali e meccanismi incentivanti per favorire un maggiore coinvolgimento degli enti di formazione accreditati in attività progettuali e formative che prevedano la partecipazione di soggetti privati. La norma non disciplina puntualmente tali strumenti, ma ne affida l’impostazione al sistema regionale.
Work-based learning, micro-credentials e competenze green
La legge rafforza il riconoscimento della formazione svolta in contesti di lavoro, valorizzando il cosiddetto work-based learning anche nei percorsi brevi, inclusi quelli qualificabili come micro-credentials. L’indirizzo è particolarmente rivolto ai settori della crescita intelligente e sostenibile.
Per le competenze green viene richiamata la classificazione europea ESCO, quale riferimento per l’inquadramento delle abilità e delle professioni.
Inoltre, al termine dei percorsi formativi, anche brevi, il sistema regionale deve tendere a garantire la trasparenza delle competenze acquisite attraverso format regionali, incluse le micro-credentials, che evidenzino:
- le competenze specifiche acquisite;
- la durata del percorso formativo;
- il livello di qualificazione raggiunto;
- l’eventuale riconoscibilità nel sistema regionale delle qualifiche ottenute.
Programmazione fondata sui fabbisogni e sullo skills mismatch
La programmazione della formazione regionale deve essere basata sull’analisi dei fabbisogni formativi e delle competenze più richieste dal mercato del lavoro regionale, con particolare attenzione alle aree in cui emerge il maggiore disallineamento tra domanda e offerta di competenze (skills mismatch).
Le risultanze di tali analisi costituiscono progressivamente la base per la programmazione dei percorsi formativi e devono orientarne le priorità verso le aree con maggiore mismatch. Il processo deve coinvolgere anche le parti sociali ed economiche, tramite la promozione di patti per le competenze e di reti strutturali.
Labour market intelligence e raccordo con l’Osservatorio del mercato del lavoro
L’offerta formativa regionale è progressivamente orientata a utilizzare metodologie e strumenti più avanzati di analisi del mercato del lavoro, definiti come labour market intelligence. In tale ambito, possono essere elaborate stime sui risultati socio-occupazionali attesi derivanti dall’attività formativa, sulla base del raccordo tecnico con l’Osservatorio del mercato del lavoro.
Misure per soggetti vulnerabili ed esiti occupazionali
Il sistema formativo regionale deve valorizzare gli esiti delle indagini sul mercato del lavoro regionale e introdurre misure specifiche di accompagnamento per facilitare l’accesso ai percorsi formativi da parte dei soggetti più vulnerabili e a rischio di esclusione dal mercato del lavoro.
Per tutti gli avvisi e bandi regionali relativi all’erogazione di formazione è previsto l’obbligo di indicare:
- i risultati occupazionali stimati successivi ai percorsi formativi, espressi in termini percentuali di placement atteso;
- le modalità di monitoraggio e verifica degli esiti occupazionali dei percorsi formativi.
Entrata in vigore
La legge entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, quindi dal 10 ottobre 2025.
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