L.R. Campania 16/2025
Misure per il sostegno e lo sviluppo dell'affidamento e della solidarietà familiare [...]
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina in Campania l’affidamento familiare, l’affidamento diurno e la solidarietà familiare, istituendo servizi territoriali dedicati, una regia regionale, équipe per il sostegno alle famiglie d’origine e strumenti di coordinamento, monitoraggio e finanziamento. Prevede anche termini di adeguamento dei servizi e degli atti locali entro 180 e 365 giorni dall’entrata in vigore.
Sostegno all’affidamento e alla solidarietà familiare in Campania
Sostegno e sviluppo dell’affidamento e della solidarietà familiare in Campania
La legge definisce un sistema regionale organico per tutelare il diritto del minorenne a crescere in famiglia e per rafforzare gli strumenti di affidamento familiare e di solidarietà familiare nel territorio della Regione Campania. La disciplina si coordina con la normativa statale e con le linee di indirizzo nazionali aggiornate all’8 febbraio 2024.
Finalità e principi generali
La Regione orienta la propria azione alla prevenzione delle cause di abbandono dei minorenni e delle situazioni di temporanea inidoneità genitoriale o familiare. Promuove il benessere delle relazioni familiari, la collaborazione tra soggetti coinvolti, la formazione degli operatori sociali e il monitoraggio delle attività. L’affidamento familiare è considerato l’intervento prioritario e più idoneo per l’accoglienza residenziale del minorenne, nel rispetto di necessità, proporzionalità e appropriatezza.
Definizioni degli istituti
La legge richiama l’affidamento familiare disciplinato dalla legge n. 184 del 1983. Introduce e descrive l’affidamento diurno, inteso come sostegno volontario che non comporta allontanamento dalla famiglia d’origine, limitato a poche ore al giorno o alla settimana, attivato dal servizio sociale competente con consenso scritto degli esercenti la responsabilità genitoriale e senza decreto del giudice tutelare. Definisce inoltre la solidarietà familiare, o appoggio familiare, come forma di supporto tra famiglie per bisogni di accompagnamento, presenza, educazione, istruzione e assistenza di minorenni in nuclei fragili lievemente, anche per prevenire l’allontanamento.
Compiti della Regione
La Regione promuove l’istituzione dei Servizi per l’Affidamento e la Solidarietà Familiare in ciascun Ambito Territoriale Sociale, organizza iniziative formative e di confronto almeno semestrali, può stipulare convenzioni con enti e associazioni senza fini di lucro, favorisce scambi di esperienze tra famiglie affidatarie, coordina enti locali e aziende sanitarie e promuove protocolli operativi con ASL, comunità residenziali, associazioni familiari ed enti locali. Cura inoltre il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche, adotta linee guida operative e strumenti informativi e incentiva forme di affidamento supportate da professionisti nei casi più complessi.
Servizi per l’Affidamento e la Solidarietà Familiare (SASF)
Ogni Ambito Territoriale Sociale deve istituire e implementare il SASF per il proprio territorio. Il servizio ha il compito di garantire sviluppo gestionale, organizzativo e qualitativo dell’affidamento familiare, con una rete integrata di servizi. Svolge funzioni di supporto agli operatori territoriali, co-costruzione e attuazione del progetto individualizzato di affido, compreso l’abbinamento tra minore e affidatari, e costituisce per ogni caso una équipe dedicata.
Funzioni operative dei SASF e rete territoriale
I SASF effettuano analisi del fabbisogno, aggiornano i registri d’ambito delle famiglie affidatarie e solidali, curano informazione e sensibilizzazione sul territorio, valutano la disponibilità dei candidati, valorizzano organizzazioni di base, reti di famiglie e associazioni familiari, collaborano con Tribunale per i minorenni, giudici tutelari, ASL e scuole, promuovono la formazione degli operatori e raccordano l’affidamento con altre misure territoriali, inclusi PIPPI, centri per le famiglie, educativa domiciliare, centri antiviolenza e altri servizi di welfare.
Dotazione di personale e finanziamento dei SASF
Ogni SASF deve disporre di personale adeguato, composto almeno da un assistente sociale, uno psicologo e un educatore/pedagogista, per almeno 40 ore complessive settimanali. Le ASL concorrono con proprio personale psicologico e sociale per almeno 10 ore settimanali per ciascun SASF. La Regione sostiene costituzione e attività dei servizi nei limiti di bilancio; almeno la metà delle risorse regionali assegnate va destinata a formazione e monitoraggio del personale. Tali risorse non possono essere usate per rimborsi spese agli affidatari né per coperture assicurative.
Regolamentazione locale, rimborsi e tutele economiche
Entro 365 giorni dall’entrata in vigore della legge, ciascun Ambito deve aggiornare o emanare la propria disciplina locale su procedure, strumenti di intervento, rimborsi ordinari e straordinari, altre agevolazioni economiche e coperture assicurative. Per l’affidamento residenziale i rimborsi ordinari non possono essere inferiori all’80% della pensione minima INPS e possono arrivare al 100% in caso di spese mediche e di ausili non coperti dal SSN. Per l’affidamento di più fratelli, il rimborso si calcola sommando le quote con decurtazione del 20% per ciascun minore successivo al primo. Sono previsti anche importi proporzionali per affidamenti diurni e a tempo parziale.
Solidarietà familiare e supporto alle famiglie fragili
Il SASF promuove la solidarietà familiare con gradi diversi di strutturazione, privilegiando, ove possibile, accordi liberi tra famiglie. Quando necessario, viene predisposto un progetto scritto sottoscritto dalla famiglia del minore e dalla persona o coppia solidale, con monitoraggio del servizio sociale. Le persone coinvolte non acquisiscono lo status di affidatari; possono però ottenere rimborso delle spese documentate e copertura assicurativa per danni causati o subiti dal minore. È prevista anche l’iscrizione dei candidati idonei in una specifica sezione del registro d’ambito.
Servizio regionale di regia (SRAF)
Presso la Direzione generale politiche sociali e socio-sanitarie è istituito il Servizio Regionale di regia per gli Affidamenti e la solidarietà Familiari, con personale di ruolo dotato di competenze adeguate. Il SRAF svolge funzioni di informazione normativa, gestione di una sezione web dedicata, istituzione di una banca dati regionale anonima e aggregata, coordinamento della mappatura dei bisogni, promozione di prassi condivise con autorità giudiziarie minorili, istituzione del registro regionale delle organizzazioni e reti familiari, raccordo tra i SASF e elaborazione di un dossier annuale sullo stato di attuazione della legge.
Équipe sovra-distrettuale per la cura delle famiglie d’origine (ECF)
Presso ciascuna ASL è istituita una équipe sovra-distrettuale per il sostegno psico-sociale, psicoeducativo e psicoterapico alle famiglie d’origine dei minorenni in affidamento, con l’obiettivo di rimuovere le cause della crisi familiare e favorire il rientro del minore nel nucleo originario. Il progetto individualizzato di affido deve indicare tempi e modalità della presa in carico da parte della ECF. L’attività si estende anche alle famiglie d’origine dei minorenni collocati in comunità residenziali.
Coordinamento regionale per l’affidamento familiare
Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale istituisce il Coordinamento regionale per l’affidamento familiare. Ne fanno parte i direttori generali competenti delle strutture regionali indicate, l’assessore competente e il presidente della commissione consiliare di riferimento. Il Coordinamento si riunisce semestralmente e, con il supporto del SRAF, definisce indirizzi generali, elabora piani regionali biennali, promuove sperimentazioni, analizza gli affidamenti attivati, favorisce accordi interistituzionali e campagne di sensibilizzazione. La partecipazione è gratuita e non dà diritto a indennità o rimborsi.
Strumenti di monitoraggio e valutazione
La Giunta regionale deve trasmettere annualmente alla commissione consiliare competente una relazione sull’attuazione della legge, sugli interventi e sui risultati conseguiti. Il SRAF elabora e pubblica annualmente un dossier sullo stato di attuazione, destinato anche all’Osservatorio regionale per la natalità e la famiglia. I piani regionali biennali per l’affidamento e la solidarietà familiare sono sottoposti a parere obbligatorio ma non vincolante dell’Osservatorio.
Disposizioni finanziarie e copertura
Per l’attuazione della legge è prevista una dotazione complessiva di 250.000 euro annui, nel bilancio di previsione 2025/2027: 200.000 euro per gli interventi relativi al sostegno dei SASF e 50.000 euro per le azioni di sensibilizzazione e comunicazione in materia di affidamento familiare e solidarietà familiare.
Regime transitorio e adeguamenti
Gli Ambiti Territoriali devono adeguare i SASF e rendere effettivamente disponibile il personale e il monte ore entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge. Entro 180 giorni deve essere adottato anche il successivo atto regolamentare sulla composizione e sui compiti del SRAF. Entro 365 giorni la Giunta deve adeguare le linee d’indirizzo regionali in materia di affidamento familiare alla normativa vigente, tenendo conto del nuovo assetto introdotto dalla legge.
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