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Interpello

Risposta n. 98 del 27/03/2020

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il contribuente sostiene che la scissione non sia abuso: il patrimonio viene diviso a metà senza conguagli, le partecipazioni non saranno cedute a terzi, i beni manterranno il regime fiscale ordinario e l'operazione rispecchia una reale separazione dell'attività già esercitata autonomamente dai soci.

Art. 173, comma 9 TUIR e art. 15, commi 16-23 DL 185/2008: valutazione anti-abuso di una scissione parziale

Il quesito

La società ALFA (soci TIZIO e CAIO) propone una scissione parziale asimmetrica per attribuire distinti rami d'azienda e porzioni di capannone rispettivamente a TIZIO e a CAIO (tramite BETA), con ricostituzione di riserva di rivalutazione per metà in ciascuna società; si chiede se l'operazione sia da ritenersi elusiva ai fini delle imposte dirette.

Il parere dell’Agenzia

L'Agenzia delle Entrate ritiene che la scissione asimmetrica non costituisca operazione abusiva ai sensi dell'art.10-bis L.212/2000 e non produca vantaggi fiscali indebiti, pur riservandosi i poteri di controllo sulla corretta assegnazione dei valori e sul fatto che eventuali atti connessi non alterino lo scenario rappresentato; va comunque rispettata la normativa del TUIR.

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