Cassazione Civile, Sentenza n. 12986/2022 del 26/04/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La resistente (Zaina) citò il notaio Perna per non averle consegnato copia della dichiarazione di vendita dell'autovettura (targata RM 3E7774) autenticata da lui, impedendole di trascrivere il trasferimento di proprietà e determinando l'addebito dei bolli auto per gli anni 2003 e 2005-2009. Chiese il pagamento di €1.500,00 e il risarcimento del danno morale. Dopo pronunce divergenti dei giudici di merito (accoglimento parziale in primo grado, accoglimento dell'appello del notaio in secondo grado), la Corte di Cassazione (con decisione impugnata) ritenne la responsabilità del notaio per il rifiuto di comunicare i dati anagrafici dell'acquirente e per non fornire copia informale dell'atto, invocando la buona fede contrattuale e prassi ante L. n.246/2005. Il notaio propose ricorso per revocazione (art. 391-bis c.p.c.) denunciando errori di fatto; la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal notaio Perna e lo ha condannato al pagamento delle spese processuali in favore della controricorrente, liquidate in €1.500,00 per compensi, oltre oneri accessori, e agli esborsi di €200,00. Ha inoltre applicato l'art. 96, comma 3, c.p.c., condannando il ricorrente al pagamento di €1.500,00 per aver agito in modo processualmente abnorme; ha dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento del doppio contributo unificato se dovuto. In sintesi il ricorso del notaio è stato respinto e soccombente è stato il ricorrente.
Norme richiamate
art. 1374 c.c.
Richiamato come fondamento della responsabilità contrattuale in funzione della buona fede oggettiva: il diniego del notaio di fornire dati necessari alla trascrizione è stato ritenuto fonte di responsabilità ai fini dell'integrazione degli obblighi contrattuali.
art. 2715 c.c.
Rilevato per il potere del notaio di rilasciare copie degli atti che gli sono esibiti: la Corte ha considerato ingiustificato il diniego del notaio a fornire copia informale ai fini della tutela della venditrice.
L. n. 246/2005
Richiamata in relazione all'obbligo successivo alla prassi: la Corte ha osservato che prima dell'entrata in vigore della legge esisteva già una prassi di rilascio di copia informale, che rendeva giustificata l'aspettativa della venditrice.
art. 743 c.p.c.
Richiamato nella motivazione di primo grado per ritenere il professionista obbligato a conservare copia della dichiarazione di vendita; poi discusso nelle decisioni successive che hanno distinto tra atti pubblici e scritture private autenticate.
art. 395 n. 4 c.p.c.
Invocato dal ricorrente nel motivo di revocazione per presunto errore di fatto risultante dagli atti; la Corte ha ritenuto la censura inammissibile per mancata dimostrazione dell'errore revocatorio oggettivo e decisivo.
art. 391-bis c.p.c.
Norma procedurale usata per l'ammissibilità e la trattazione del ricorso per revocazione in Cassazione; il ricorso è stato esaminato ai sensi di tale disposizione e dichiarato inammissibile.
art. 96 c.p.c.
Applicato per sanzionare la condotta processuale abusiva del ricorrente; la Corte ha condannato il notaio al pagamento di una somma a titolo di penalità ex comma 3.
art. 380-bis.1 c.p.c.
Richiamato procedimentalmente (segnalato che la Sezione aveva rimesso il fascicolo senza trattazione ai sensi di tale articolo) nell'iter del ricorso.
art. 13, comma 1-quater d.P.R. 115/2002
Richiamato relativamente all'obbligo del contributo unificato: la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento del contributo ulteriore pari a quello previsto per il ricorso.
Massime di principio
- Il notaio può essere ritenuto responsabile se il suo rifiuto, senza giustificato motivo, di fornire dati o copie necessari impedisce al cliente di far valere diritti opponibili a terzi (es. trascrizione al PRA), specie se sulla prassi esisteva un'aspettativa legittima prima di obblighi normativi successivi.
- Per ottenere la revocazione di una sentenza di Cassazione per errore di fatto (art. 395 n.4), è necessario documentare un errore oggettivo, immediatamente percepibile dagli atti e decisivo per il giudizio; argomentazioni generiche o induttive sono inammissibili.
- La distinzione tra atti pubblici e scritture private autenticate è rilevante per gli obblighi di conservazione notarile: tuttavia prassi consolidate e il potere del notaio di rilasciare copie (art.2715 c.c.) possono creare doveri accessori di tutela del cliente.
- In controversie tributarie collegate a trasferimenti di proprietà (es. bolli auto), la tempestività della trascrizione e la completezza dei dati anagrafici sono fattori determinanti per l'opponibilità verso l'ente impositore; la prova che il rifiuto del professionista abbia effettivamente impedito l'adempimento è cruciale.
- L'uso abusivo delle azioni processuali o impugnative, in particolare quando svolto senza fondamento concreto, può comportare sanzioni ex art.96 c.p.c. e l'addebito di spese maggiorate.
- Chi richiede documentazione a un professionista deve documentare in modo chiaro e specifico quale documento mancasse e perché la sua assenza abbia determinato l'impossibilità di compiere l'atto richiesto (p.es. trascrizione), per superare eventuali difese sul punto.
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