L.R. Basilicata 27/2006
VARIANTE NORMATIVA AL PIANO DI COORDINAMENTO TERRITORIALE DEL POLLINO
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge approva la variante normativa al Piano di Coordinamento Territoriale del Pollino, per consentire nel Comune di Francavilla sul Sinni un PIP/insediamento produttivo di 36 ettari in zona D1-D2. Aggiorna inoltre le norme del PTC su tutela paesaggistica, uso del suolo, edilizia, viabilità, servizi al parco e insediamenti turistico-ricettivi nel territorio del Pollino, in Basilicata.
Variante normativa al Piano di Coordinamento Territoriale del Pollino e disciplina del PTC
Variante normativa al Piano di Coordinamento Territoriale del Pollino
La legge regionale della Basilicata approva la variante normativa al Piano di Coordinamento Territoriale (P.T.C.) del Pollino e ne coordina la disciplina. Il provvedimento incide in particolare sull’area di Francavilla sul Sinni per l’attuazione di un P.I.P. di maggiore estensione, e conferma il quadro regolativo del P.T.C. per il territorio del Parco del Pollino.
Oggetto della variante e finalità
La variante consente l’attuazione, in conformità alla zona D1 – Insediamenti polifunzionali (IF), di un piano per insediamenti produttivi nel Comune di Francavilla sul Sinni. Il testo consolidato conferma che l’area di riferimento comprende una superficie complessiva di 36 ettari, con attenzione alla compatibilità con il sistema fluviale e con il contesto paesaggistico.
Ambito territoriale del P.T.C.
Il Piano disciplina il territorio ricadente nei confini amministrativi dei Comuni di Chiaromonte, Cersosimo, Episcopia, Fardella, Francavilla sul Sinni, Noepoli, Rotonda, San Costantino Albanese, San Giorgio Lucano, San Paolo Albanese, San Severino Lucano, Terranova di Pollino e Viggianello. In tale ambito il P.T.C. costituisce lo strumento di coordinamento delle destinazioni di zona e delle principali infrastrutture e servizi del Parco del Pollino.
Contenuti e funzione del Piano
Il P.T.C. definisce la disciplina del territorio e le politiche di intervento coerenti con gli obiettivi del Progetto Pollino. Le destinazioni di zona comprendono aree a protezione speciale, aree a normativa urbanistica ordinaria, infrastrutture viarie, servizi turistici, culturali e ricreativi, nonché aree di riserva naturale e oasi di protezione faunistica. La tavola di progetto ha valore centrale per localizzazione e tracciati.
Effetti sugli strumenti urbanistici comunali
Le prescrizioni del P.T.C. sono vincolanti per la redazione degli strumenti urbanistici comunali. I Comuni privi di regolamentazione urbanistica devono adottarla entro un anno dall’entrata in vigore del Piano. Sono immediatamente vincolanti, e prevalgono sulle difformi previsioni comunali, le indicazioni relative alle aree a protezione speciale e alla rete viaria. Per le aree a normativa urbanistica ordinaria la disciplina dei suoli resta demandata ai Comuni, nel rispetto delle direttive del Piano.
Regime di durata e attuazione
Le previsioni del P.T.C. hanno valore a tempo indeterminato, ma devono essere di norma riesaminate ogni 5 anni in relazione ai mutamenti economico-sociali e allo stato di attuazione dei programmi pubblici. L’attuazione avviene da parte della Regione, delle Comunità montane, dell’Ente di gestione del Parco e dei Comuni, mediante espropri, strumenti urbanistici attuativi e realizzazione diretta di servizi e attrezzature.
Disciplina delle principali zone di tutela
Nelle aree a protezione speciale sono previste forti limitazioni all’edificazione e alla trasformazione del suolo.
- Nella zona A – Cuore del Parco sono vietate le attività inquinanti, l’edificazione, la trasformazione ambientale, nuove strade carrabili, cambi di destinazione d’uso e aumenti di volume degli edifici esistenti; sono ammessi solo restauro conservativo, adeguamenti viari limitati, segnaletica, gestione silvo-pastorale e alcune attività regolamentate.
- Nella zona B – Boschi di casa sono consentiti interventi di coltura forestale, piste di esbosco e tagliafuoco, manutenzione e ristrutturazione degli edifici esistenti, limitati incrementi volumetrici, opere di civiltà nelle campagne e, per esigenze colturali, piccoli impianti di lavorazione del legno.
- Nella zona C1 – Rispetto monumentale vige un vincolo di rispetto di 200 metri dai monumenti individuati; sono vietate nuove opere private e, per interventi su edifici o opere pubbliche/collettive, occorrono autorizzazione paesaggistica e parere della Soprintendenza.
- Nella zona C2 – Emergenze geologiche e zone instabili sono vietati interventi edificatori o di trasformazione, salvo opere idrauliche, piccoli invasi e interventi su viabilità esistente e contenimento erosivo, con parere geologico regionale e autorizzazione paesaggistica.
- Nella zona C3 – Paesaggi di rilevante interesse è favorita l’agricoltura con uso integrato del patrimonio edilizio, agriturismo e ricettività nelle abitazioni rurali; sono disciplinati con precisione nuovi edifici rurali, annessi agricoli, parametri edilizi e una specifica area S2 per distributore carburanti nel Comune di Episcopia.
Zone di servizio, nuclei rurali e centri storici
La zona C4 – Zone di servizio al parco consente servizi e attrezzature per la fruizione turistica e la gestione del Parco, anche in deroga agli strumenti comunali se promossi da enti pubblici, entro 500 metri dal simbolo grafico e con approvazione degli uffici regionali e dell’organo di gestione. È prevista anche una zona S1 per ippodromo con capacità massima di 350 cavalli.
La zona C5 – Nuclei rurali è assoggettata a Piano Particolareggiato; può essere modificata entro il 10% senza variante al Piano e consente nuove edificazioni residenziali solo per residenti, sulla base di parametri minimi di aggregazione urbana, densità e urbanizzazione primaria. Fino all’approvazione dei piani attuativi restano valide le destinazioni di zona della tavola di progetto.
La zona C6 – Centri storici indica obiettivi di valorizzazione paesaggistica, ambientale e tipologica. Gli strumenti attuativi possono consentire, se compatibile, un incremento “una tantum” fino al 10% della volumetria esistente per residenza, ricettività o servizi tecnici/igienici.
Aree agricole e insediamenti produttivi
La zona C7 – Aree agricole ammette solo costruzioni al servizio dell’agricoltura e dell’agriturismo, con lotto minimo di 5.000 mq, indici fondiari differenziati, altezza massima di 7,50 m e specifiche distanze e regole di ricostruzione.
La zona D1 – Insediamenti polifunzionali comprende gli aggregati urbani; i perimetri sono orientativi e la trasformabilità è demandata alla pianificazione urbanistica comunale, con necessità di autorizzazione paesaggistica per le attività edilizie.
La zona D2 – Insediamenti produttivi ha destinazione artigiano-industriale, con possibilità di residenza per il personale di vigilanza. Ogni simbolo grafico individua una superficie massima di 6 ettari, ma per Francavilla sul Sinni la superficie complessiva arriva a 36 ettari. Il piano di dettaglio deve salvaguardare il sistema fluviale, privilegiare il verde/parco fluviale e adottare tipologie costruttive compatibili con il contesto ambientale.
Opere tecnologiche e pubbliche
Nelle zone C2, C3 e C7 sono consentite, con intesa con l’Ente Parco e l’Ufficio Urbanistica e Tutela del Paesaggio, opere tecnologiche e infrastrutturali come depuratori, discariche e impianti di smaltimento, impianti per acque, reti elettriche, acquedotti, fognature, nuove strade locali e ampliamenti di edifici e impianti pubblici esistenti. I ripetitori televisivi e telefonici sono ammessi in tutte le zone salvo il Cuore del Parco, salvo assenza di alternative e esigenze di pubblico servizio.
Insediamenti turistico-ricettivi
Il Piano fissa quantità-obiettivo di recupero e realizzazione di vani per il turismo extra-alberghiero: 400 vani per i Comuni di Rotonda, Viggianello, San Severino e Terranova di Pollino, e 150 vani per gli altri Comuni. Gli strumenti attuativi comunali devono ripartire tali quantità tra centri storici, nuclei rurali e paesaggi di rilevante interesse; eventuali superamenti richiedono motivazione e approvazione dell’autorità del Parco o della Regione. Sono inoltre consentiti ampliamenti di strutture ricettive esistenti in alcune zone, con autorizzazione paesaggistica regionale e senza nuovi volumi per attrezzature ricreativo-sportive di pertinenza, salvo le opere tecnologiche connesse.
Decorrenza ed efficacia
La legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno della pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata. Il testo consolidato tiene conto delle successive modifiche, tra cui l’inserimento di una specificazione alla zona S2 da parte della legge regionale 24 luglio 2017, n. 19.
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