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Regolamento

R.R. Puglia 12/2023

“Riconoscimento delle spese di gestione da parte della Regione Puglia ai consorzi di bonifica attuatori di interventi previsti nella legge regionale 13/03/2012 n. 4”

Normativa regionaleR.R. Puglia 12/2023

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il regolamento disciplina, in Puglia, il riconoscimento e la liquidazione delle spese di gestione sostenute dai consorzi di bonifica per interventi sugli impianti pubblici di bonifica e irrigazione previsti dalla LR 4/2012. Definisce quali costi sono ammissibili, i massimali e le modalità di rendicontazione e pagamento. Si applica agli interventi finanziati dalla Regione o proposti a finanziamento statale/europeo secondo i relativi piani e disciplinari.

Riconoscimento delle spese di gestione ai consorzi di bonifica pugliesi

Riconoscimento delle spese di gestione per interventi di bonifica e irrigazione

Il regolamento disciplina, per la Regione Puglia, le spese di gestione riconoscibili ai consorzi di bonifica che attuano interventi sugli impianti pubblici di bonifica e irrigazione previsti dalla LR 4/2012. La disciplina vale per interventi finanziati dalla Regione oppure proposti a finanziamento statale e/o europeo nell’ambito di piani regionali.

Ambito di applicazione e condizioni generali

Le spese di gestione sono riconoscibili solo per interventi realizzati dai consorzi nel rispetto:

  • della normativa europea, nazionale e regionale in materia di evidenza pubblica e contabilità pubblica;
  • dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità, trasparenza, parità di trattamento, pari opportunità e non discriminazione;
  • della disciplina specifica del finanziamento, nei casi di interventi proposti a fonti statali o europee.

Le spese devono essere previste nel quadro economico dell’intervento, entro i limiti ammissibili della normativa richiamata e nella misura forfettaria massima stabilita dal regolamento. Sono riconoscibili solo se trovano copertura nei quadri economici delle opere finanziate e nei limiti delle risorse appositamente stanziate.

Tipologie di spese riconoscibili

Le spese di gestione ammissibili si distinguono in due grandi categorie:

  • spese generali;
  • eventuali costi diretti per il personale.

Le spese devono essere previste nell’atto di concessione del finanziamento regionale o nel disciplinare che regola i rapporti tra Regione e consorzio beneficiario. Per gli interventi finanziati con risorse europee o nazionali si applicano anche le norme specifiche della relativa fonte di finanziamento e il d.lgs. 36/2023.

Contenuto delle spese generali

Le spese generali comprendono soltanto alcune voci della sezione “Somme a disposizione della stazione appaltante” del quadro economico, purché indicate nell’atto di concessione o nel disciplinare. In particolare:

  • rilievi, accertamenti e indagini;
  • spese tecniche per progettazione, attività preliminari, coordinamento sicurezza in progettazione, conferenze di servizi, direzione lavori, coordinamento sicurezza in esecuzione, assistenza giornaliera e contabilità;
  • incentivo tecnico ex art. 45 d.lgs. 36/2023, nei limiti della prestazione del personale dipendente del consorzio e se vigente la disciplina regolamentare interna;
  • spese per attività tecnico-amministrative connesse alla progettazione, supporto al RUP, verifica e validazione;
  • eventuali spese per commissioni giudicatrici;
  • spese per accertamenti di laboratorio, verifiche tecniche, collaudo tecnico-amministrativo, collaudo statico e altri collaudi specialistici.

Tali spese si intendono comprensive di IVA e oneri accessori. Eventuali limiti puntuali sulle singole voci sono rimessi al disciplinare.

Costi diretti per il personale: regole e massimali

Per gli interventi proposti a finanziamento statale e/o europeo da piani regionali, i costi diretti del personale sono riconoscibili secondo regole diverse a seconda della dimensione dell’appalto:

  • per lavori sotto la soglia dell’art. 4, lett. a), della direttiva 2014/24/UE: riconoscimento forfettario massimo del 10% se progettazione e direzione lavori sono interne; del 9% se una sola delle due fasi è affidata all’esterno; dell’8% se entrambe sono affidate all’esterno;
  • per lavori sopra soglia e fino a 20 milioni di euro: riconoscimento mediante interpolazione lineare tra il massimo del 10% o 8% e il minimo del 5%, con rendicontazione a costo reale;
  • per lavori sopra i 20 milioni di euro: riconoscimento massimo del 5% a costo reale.

Per tali costi, il quadro economico deve indicare la percentuale massima riconoscibile rispetto ai lavori a base di gara. La liquidazione avviene sulle spese effettivamente rendicontate e ammissibili.

Regole di rendicontazione

La rendicontazione dei costi diretti segue due modelli:

  • in forma forfettaria, per gli interventi soggetti al comma 4, secondo la disciplina dell’art. 68-bis, comma 2 e seguenti, del Reg. (UE) 1303/2013 come modificato dal Reg. (UE, Euratom) 2018/1046;
  • a costi reali, per gli interventi soggetti al comma 6.

Nel disciplinare tra Regione e consorzio devono essere definite le modalità operative di rendicontazione. Nei casi a costi reali, il consorzio deve conservare in originale e produrre, su richiesta, tutti i giustificativi di spesa.

Regime per gli interventi finanziati con risorse proprie regionali

Per gli interventi finanziati dalla Regione Puglia con risorse proprie:

  • i costi diretti per il personale non sono riconosciuti;
  • le spese generali, se previste nel quadro economico, sono ammissibili entro il limite massimo del 12% dell’importo lordo dei lavori a base d’asta;
  • il tetto varia per fasce di importo: fino a 100.000 euro 12%, da 100.000 a 500.000 euro 10%, oltre 500.000 euro 8%;
  • sono riconoscibili solo le spese generali indicate all’art. 2, comma 2, con rendicontazione a costo reale.

Regime per interventi finanziati o candidati a fonti statali/europee

Per gli interventi proposti a finanziamento statale o europeo da piani regionali:

  • le spese generali eventualmente riconoscibili seguono le aliquote previste dalla normativa della specifica fonte di finanziamento;
  • i costi diretti per il personale sono riconoscibili secondo i massimali e le modalità sopra indicati;
  • il dettaglio operativo e finanziario è demandato al disciplinare e alla normativa della singola linea di finanziamento.

Modalità di erogazione e saldo

Per gli interventi proposti a finanziamento statale e/o europeo, la liquidazione delle spese di gestione avviene secondo quanto previsto nel disciplinare tra Regione e consorzio.

Per gli interventi finanziati con risorse proprie regionali, le spese generali sono liquidate con gli stati di avanzamento lavori, previa rendicontazione delle spese effettivamente sostenute e ammissibili, nei limiti del regolamento e dell’atto di concessione.

Il saldo complessivo delle spese di gestione, comprensivo di spese generali ed eventuali costi diretti per il personale, è erogato con il pagamento dello stato finale, solo dopo:

  • approvazione degli atti di contabilità finale;
  • collaudo positivo dell’opera.

Tale regola vale sia per gli interventi finanziati con risorse europee e/o statali da piani regionali sia per quelli finanziati dalla Regione con risorse proprie.

Controlli, verifiche e documentazione

L’amministrazione regionale conserva il potere di effettuare in ogni momento:

  • controlli documentali;
  • verifiche amministrativo-contabili;
  • ispezioni presso il consorzio beneficiario.

I controlli servono a verificare la corretta realizzazione dell’intervento, il rispetto della normativa, del regolamento, del bando e del contratto, la veridicità delle informazioni e dichiarazioni rese, la regolarità dei giustificativi di spesa e il rispetto degli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari.

Disciplina residuale

Per quanto non espressamente disciplinato dal regolamento, occorre fare riferimento:

  • all’atto di concessione del finanziamento;
  • al disciplinare che regola i rapporti tra Regione Puglia e consorzio beneficiario;
  • agli atti e documenti richiamati in tali strumenti.

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