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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 4433/2025 del 20/02/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente, orfano di caduto sul lavoro, chiedeva che Acquedotto Lucano spa provvedesse all'assunzione nominativa diretta ai sensi delle norme sul collocamento obbligatorio (legge n. 68/1999) in ragione delle richieste presentate tra il 2011 e il 2015 e contestava il silenzio-inadempimento della società; aveva impugnato il rigetto in primo e secondo grado e proponeva ricorso per cassazione su più motivi, sostenendo in particolare che alle società a totale partecipazione pubblica dovessero applicarsi le regole sulle assunzioni per chiamata diretta previste dall'art. 35, comma 2, del d.lgs. n.165/2001.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che, per il periodo oggetto della vicenda (prima dell'entrata in vigore del d.lgs. n.175/2016), le società in house devono rispettare procedure di reclutamento di tipo pubblico in virtù dell'art. 18 del d.l. n.112/2008 (conv. dalla legge n.133/2008), ma non può riconoscersi ai ricorrenti il diritto alla chiamata diretta nominativa previsto dall'art. 35, comma 2, d.lgs. n.165/2001, che riguarda le amministrazioni pubbliche, aziende ed enti pubblici; pertanto non sussisteva il diritto invocato dall'istante. La Corte ha altresì compensato le spese di lite e dato atto della possibile integrazione del contributo unificato da parte del ricorrente se dovuto.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 165 del 2001, art. 35, comma 2

    Le assunzioni obbligatorie da parte delle amministrazioni pubbliche, aziende ed enti pubblici dei soggetti di cui alla legge 12 marzo 1999, n.68, avvengono per chiamata numerica degli iscritti nelle liste di collocamento ai sensi della vigente normativa, previa verifica della compatibilità della invalidità con le mansioni da svolgere. Per il coniuge superstite e per i figli del personale delle Forze armate, delle Forze dell'ordine, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del personale della Polizia municipale deceduto nell'espletamento del servizio, nonché delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata di cui alla legge 13 agosto 1980, n.466, e successive modificazioni ed integrazioni, tali assunzioni avvengono per chiamata diretta nominativa.

    La Corte ha ritenuto che quella disposizione disciplini le assunzioni obbligatorie delle amministrazioni pubbliche, aziende ed enti pubblici e non si applica automaticamente alle società in house nella forma richiesta dal ricorrente; non costituisce norma richiamata dall'art.18 del d.l. n.112/2008 che avrebbe esteso la chiamata diretta alle società pubbliche interamente partecipate.

  • d.l. n. 112 del 2008, art. 18, comma 1 (conv. dalla legge n.133/2008)

    A decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, le società che gestiscono servizi pubblici locali a totale partecipazione pubblica adottano, con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale e per il conferimento degli incarichi nel rispetto dei principi di cui al comma 3 dell'articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165.

    Tale disposizione impone alle società in house di adottare criteri di reclutamento coerenti con i principi del d.lgs. n.165/2001 (quindi procedure selettive pubbliche), ma non richiama espressamente il meccanismo della chiamata diretta previsto dall'art.35, comma 2; la Corte ne trae la conseguenza che le assunzioni devono seguire procedure pubbliche e non che sussista un diritto automatico alla chiamata nominativa per il caso concreto.

  • legge n. 68 del 1999, art. 7 (testo ratione temporis)

    Ai fini dell'adempimento dell'obbligo previsto dall'articolo 3 i datori di lavoro assumono i lavoratori facendone richiesta di avviamento agli uffici competenti ovvero attraverso la stipula di convenzioni ai sensi dell'articolo 11. Le richieste sono nominative per: a) le assunzioni cui sono tenuti i datori di lavoro che occupano da 15 a 35 dipendenti... b) il 50 per cento delle assunzioni cui sono tenuti i datori di lavoro che occupano da 36 a 50 dipendenti; c) il 60 per cento delle assunzioni cui sono tenuti i datori di lavoro che occupano più di 50 dipendenti. 2. I datori di lavoro pubblici effettuano le assunzioni in conformità a quanto previsto dall'articolo 36, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29...

    La Corte ha ritenuto che, in mancanza dell'attivazione della procedura di avviamento prevista da questa norma, non si possa riconoscere il diritto alla chiamata diretta; pertanto va applicata la disciplina generale della legge n.68/1999 (e le relative procedure di avviamento) alle richieste presentate.

  • d.lgs. n. 175 del 2016

    La sentenza ricorda che a decorrere dall'entrata in vigore del d.lgs. n.175/2016 le società che gestiscono servizi pubblici locali a totale partecipazione pubblica devono adottare criteri di reclutamento rispettosi dei principi dell'art.35 del d.lgs. n.165/2001; tuttavia la vicenda oggetto del giudizio si colloca anteriormente all'entrata in vigore di tale decreto e la norma non modifica la conclusione sul periodo considerato.

  • art. 2932 c.c.

    La Corte ha ritenuto infondate le doglianze del ricorrente relative alla possibilità di ottenere una pronuncia ai sensi dell'art.2932 c.c.; il problema non è rilevante una volta escluso il diritto sostanziale vantato.

  • art. 92 c.p.c.

    La censura circa la quantificazione delle spese e l'applicazione dei principi sulla soccombenza è stata ritenuta inammissibile: la valutazione delle spese rimane largamente discrezionale del giudice di merito e la Cassazione può sindacare solo aspetti di legittimità.

  • d.lgs. n. 151 del 2015 (riferimento temporale)

    La decisione richiama il periodo anteriore alle modifiche introdotte dal d.lgs. n.151/2015 per definire il testo ratione temporis della legge n.68/1999 applicabile al caso.

Massime di principio

  • Per le società in house (società a totale partecipazione pubblica) in periodo anteriore al d.lgs. n.175/2016: va rispettato l'obbligo di adottare criteri di reclutamento di tipo pubblico (art.18 d.l.112/2008), ma non ne deriva automaticamente il diritto alla chiamata diretta prevista dall'art.35, comma 2, d.lgs. n.165/2001.
  • Il diritto alla chiamata diretta nominativa previsto dall'art.35, comma 2, si applica alle amministrazioni pubbliche, aziende ed enti pubblici espressamente ricompresi nella norma e non può essere esteso a società a partecipazione pubblica salvo chiaro riferimento normativo o intervento regionale che ricolleghi espressamente tali società all'ente pubblico titolare.
  • In assenze di una procedura di avviamento attivata ai sensi della legge n.68/1999 (art.7), non può essere riconosciuto un diritto all'assunzione nominativa; le istanze di collocamento obbligatorio devono seguire le modalità previste dalla legge (avviamento dalle liste, convenzioni, ecc.).
  • Nelle controversie occorre verificare con attenzione la decorrenza temporale delle richieste rispetto alle modifiche legislative (es. d.lgs. n.151/2015, d.lgs. n.175/2016) perché possono mutare l'assetto applicabile alle società in house.
  • Per ottenere tutela è fondamentale individuare la natura giuridica dell'ente (amministrazione pubblica vs. società assoggettata al diritto privato) e, se necessario, dimostrare l'esistenza di vincoli di dipendenza e controllo pubblicistico tali da ricondurre l'ente alle fattispecie disciplinate dalle norme sulle assunzioni obbligatorie.
  • Le questioni procedurali (risarcimento del danno per perdita di chance, art.2932 c.c., liquidazione spese) dipendono dalla fondatezza del diritto sostanziale: se il diritto alla chiamata diretta non sussiste, le relative pretese risarcitorie e richieste strumentali vengono respinte.

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