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Provvedimento

Prescrizioni del Garante n. 254 del 29/04/2025

Provvedimento del 29 aprile 2025

Garante Privacy254

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Garante esamina un reclamo proposto nei confronti dell’editore di una testata giornalistica per ottenere la deindicizzazione di un URL e la rettifica di un articolo relativo a una vicenda giudiziaria che coinvolgeva l’interessato, già sottoposto a misura cautelare poi revocata. L’Autorità rileva che l’articolo è stato aggiornato dal titolare, anche nel titolo e nell’URL, con indicazione della revoca della misura, e che non sussistono inesattezze oggettive tali da giustificare una rettifica ex art. 16 GDPR. Ritiene inoltre che non vi siano i presupposti per ordinare la deindicizzazione, in considerazione dell’interesse pubblico della notizia e del fatto che la vicenda penale non risulta definita in senso favorevole all’interessato. Il reclamo è quindi dichiarato infondato con riguardo alla deindicizzazione, mentre il Garante prende atto dell’aggiornamento effettuato dall’editore e non dispone ulteriori misure.

Reclamo di un interessato contro MF Service S.r.l. per deindicizzazione e rettifica di un articolo giornalistico aggiornato sulla vicenda giudiziaria e sulla revoca di una misura cautelare

Deindicizzazione e rettifica di articolo giornalistico su vicenda giudiziaria

Il provvedimento riguarda un reclamo proposto nei confronti di MF Service S.r.l., editore della testata "Milano Finanza", per la gestione di un articolo online relativo a una vicenda giudiziaria che coinvolgeva l’interessato, in passato sottoposto ad arresti domiciliari poi revocati. L’interessato chiedeva sia la deindicizzazione dell’URL sia la rettifica del contenuto, con adeguata evidenza dell’annullamento della misura cautelare.

Origine del reclamo e richieste formulate

Il reclamo è stato presentato il 24 settembre 2024 ai sensi dell’art. 77 GDPR. L’interessato ha lamentato che la notizia continuava a essere reperibile in associazione al proprio nominativo e che l’aggiornamento operato dall’editore non era sufficiente, poiché limitato al corpo dell’articolo e non anche al titolo. Secondo il reclamante, ciò determinava una rappresentazione fuorviante e non aggiornata della vicenda, con pregiudizio reputazionale.

Difese del titolare del trattamento

A seguito della richiesta istruttoria del Garante del 3 marzo 2025, MF Service ha rappresentato di aver già aggiornato l’articolo inserendo una nota informativa non solo nel sottotitolo ma anche in apertura del testo. Ha inoltre precisato di aver modificato il titolo e l’URL, in modo da indicare la revoca della misura cautelare. Quanto alla deindicizzazione, il titolare ha opposto il prevalente interesse pubblico alla notizia, evidenziando la gravità dei fatti, il ruolo pubblico dell’interessato e la pendenza del procedimento penale.

Ulteriori osservazioni dell’interessato

L’interessato ha replicato che un recente provvedimento del Tribunale competente, del 10 febbraio 2025, aveva confermato la revoca della misura cautelare già disposta il 7 luglio 2023. A suo avviso, tale circostanza imponeva un intervento più incisivo, idoneo a eliminare o correggere sostanzialmente le informazioni non più pertinenti, rendendo ingiustificato il diniego della deindicizzazione.

Valutazioni del Garante sulla rettifica

Il Garante ribadisce che la rettifica prevista dall’art. 16 GDPR riguarda dati inesatti sotto il profilo oggettivo, come l’erronea indicazione di un nome o di un dato anagrafico. Nel caso di specie, l’articolo non presentava inesattezze oggettive; la richiesta dell’interessato riguardava piuttosto l’aggiornamento di una notizia giornalistica, istituto distinto dalla rettifica. L’Autorità precisa inoltre che contestazioni sulla veridicità della notizia, in quanto tale, possono eventualmente essere fatte valere nei confronti dell’editore secondo la disciplina della legge sulla stampa, non in sede di esame del diritto di rettifica ai sensi del GDPR.

Valutazioni del Garante sull’aggiornamento dei dati

L’Autorità osserva che, alla luce degli elementi istruttori, la vicenda giudiziaria non poteva considerarsi definita in senso favorevole all’interessato. Le ordinanze richiamate, di natura cautelare, non comprovavano la conclusione del procedimento penale e, anzi, lasciavano intendere la sua perdurante pendenza. In tale quadro, il contenuto dell’articolo, pubblicato il 22 giugno 2023, manteneva un rilevante interesse pubblico, anche per gli incarichi istituzionali ricoperti dall’interessato.

Esito del procedimento

Il Garante prende atto dell’aggiornamento dell’articolo effettuato dal titolare, comprensivo delle modifiche al titolo e all’URL, e ritiene che non vi siano i presupposti per ulteriori provvedimenti. Dichiarando infondato il reclamo con riferimento alla deindicizzazione dell’URL, l’Autorità conclude che l’aggiornamento già effettuato soddisfa le esigenze di completezza e attualità dell’informazione.

Rimedi impugnatori

Il provvedimento richiama infine la possibilità di proporre opposizione dinanzi all’autorità giudiziaria ordinaria, ai sensi dell’art. 78 GDPR, dell’art. 152 del Codice privacy e dell’art. 10 del d.lgs. 150/2011, entro trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento, oppure entro sessanta giorni se il ricorrente risiede all’estero.

Punti principali

Origine del procedimento e richieste dell'interessato

Il procedimento nasce da un reclamo ex art. 77 GDPR presentato il 24 settembre 2024 contro MF Service S.r.l., editore della testata "Milano Finanza". L’interessato chiedeva la deindicizzazione di un URL associato al proprio nominativo e la rettifica dell’articolo, con evidenza nelle prime righe e nel titolo dell’annullamento della misura cautelare a suo carico.

Posizione del titolare e aggiornamento del contenuto

MF Service ha riferito di aver aggiornato l’articolo con una nota informativa inserita sia nel sottotitolo sia all’inizio del testo, nonché di aver modificato il titolo e l’URL in modo da rendere immediatamente percepibile la revoca della misura cautelare. Ha invece negato la deindicizzazione, ritenendo prevalente l’interesse pubblico alla conoscibilità della notizia, anche per la gravità dei fatti contestati, il ruolo pubblico dell’interessato e la pendenza del procedimento penale.

Valutazioni del Garante su rettifica e aggiornamento

Il Garante chiarisce che la rettifica ex art. 16 GDPR riguarda dati inesatti rilevabili in termini oggettivi, mentre le contestazioni sulla veridicità sostanziale delle notizie giornalistiche non rientrano nel suo perimetro, potendo eventualmente essere fatte valere secondo la legge sulla stampa. Nel caso esaminato, non emergono inesattezze oggettive nell’articolo, mentre la richiesta dell’interessato viene ricondotta al diverso diritto di aggiornamento di cui all’art. 5, par. 1, lett. d), GDPR, già soddisfatto dal titolare.

Valutazioni del Garante su deindicizzazione e interesse pubblico

L’Autorità ritiene che le ordinanze richiamate non dimostrino la definizione del procedimento penale e, anzi, lascino presumere la sua pendenza. L’articolo, pubblicato di recente e relativo a vicende di interesse pubblico, conserva pertanto attualità e rilevanza anche in ragione degli incarichi istituzionali ricoperti dall’interessato. Di conseguenza non sussistono i presupposti per ordinare la deindicizzazione dell’URL.

Esito finale e rimedi

Il Garante prende atto dell’aggiornamento effettuato dal titolare e dichiara infondato il reclamo limitatamente alla richiesta di deindicizzazione. Viene inoltre ricordato che contro il provvedimento è possibile proporre opposizione all’autorità giudiziaria ordinaria ai sensi dell’art. 78 GDPR, degli artt. 152 del Codice privacy e 10 del d.lgs. 150/2011, entro i termini di legge.

Come è indicizzato

Materiediritti dell'interessatodeindicizzazione e aggiornamento notizierapporto tra privacy e attività giornalisticarettifica dei datipubblica amministrazione

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