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Decreto dirigenziale n. 104 del 15/03/2022

Modalità di erogazione, rendicontazione, monitoraggio delle risorse del fondo di cui all'articolo 51, comma 7, del Decreto legge 25 maggio 2021, n. 73 convertito con modificazioni dalla Legge 23 luglio 2021, n. 106

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti104

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il decreto disciplina le modalità operative per l’erogazione, la rendicontazione e il monitoraggio delle risorse del Fondo istituito dall’art. 51, comma 7, del d.l. 73/2021, destinate a comuni assegnatari per iniziative di mobility management. Definisce quali spese sono ammissibili, entro quali limiti percentuali, i requisiti di rendicontazione e i termini per presentare l’istanza di rimborso al Ministero. Prevede inoltre controlli ministeriali e la possibile restituzione delle somme in caso di utilizzo non corretto delle risorse.

Modalità di erogazione, rendicontazione e monitoraggio del Fondo per iniziative di mobility management ex art. 51, comma 7, d.l. 73/2021

Modalità di erogazione, rendicontazione e monitoraggio del Fondo per iniziative di mobility management

Il decreto definisce le regole attuative del Fondo previsto dall’articolo 51, comma 7, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, e del decreto interministeriale n. 436 del 5 novembre 2021. L’obiettivo è finanziare iniziative di mobility management funzionali a riequilibrare la domanda di mobilità e a coordinare meglio gli orari di lavoro, scuola e trasporto pubblico.

Base normativa e finalità dell’intervento

La disciplina riguarda le risorse assegnate ai Comuni beneficiari per interventi collegati ai piani degli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola-casa predisposti da imprese, pubbliche amministrazioni e istituti scolastici. Il decreto precisa che, per effetto dei tempi di adozione del decreto interministeriale n. 436/2021, è possibile procedere esclusivamente al rimborso delle spese sostenute, senza erogazione di anticipazioni.

Ambito delle spese rendicontabili

Sono ammissibili e rendicontabili:

  • le spese per attività di pianificazione, raccolta e aggregazione dei dati sugli spostamenti, sugli orari di entrata e uscita e sui flussi di mobilità di lavoratori e studenti;
  • le spese per l’implementazione di piattaforme e sistemi informativi per l’interscambio dei dati tra mobility manager aziendali e scolastici e Comune;
  • le spese per l’esame e la valutazione dei piani casa-lavoro e casa-scuola-casa da parte del mobility manager d’area;
  • le spese per il supporto al mobility manager d’area;
  • le spese per iniziative di mobilità sostenibile inserite nei piani, incluse car-pooling, car-sharing, bike-pooling, bike-sharing e piedibus;
  • le spese per iniziative dirette del Comune, condivise con i mobility manager aziendali e scolastici, volte a coordinare e integrare le misure dei piani.

Limiti percentuali e requisiti di coerenza

Il decreto stabilisce limiti specifici:

  • fino al 20% del finanziamento per le attività di pianificazione, raccolta dati, aggregazione dati e sistemi informativi;
  • fino al 5% dell’importo complessivo per le attività di supporto al mobility manager d’area.

Le iniziative finanziate devono essere coerenti con i piani casa-lavoro e casa-scuola-casa adottati entro il 31 agosto 2021, previa nomina dei rispettivi mobility manager, e trasmessi al Comune assegnatario. I piani devono contenere i dati richiesti dall’articolo 6, comma 3, lettera c), del decreto ministeriale n. 179 del 12 maggio 2021.

Condizioni di ammissibilità delle spese

Le spese sono rimborsabili solo se:

  • sono spese di parte corrente;
  • sono state sostenute tra il 25 maggio 2021 e il 31 dicembre 2021;
  • risultano effettivamente sostenute dall’ente, azienda o istituto scolastico beneficiario;
  • sono comprovate da fatture quietanzate o da quietanzare entro 90 giorni dall’erogazione del contributo ministeriale, oppure da documentazione contabile equivalente;
  • sono verificabili tramite documentazione completa e corretta;
  • sono imputabili alle attività di mobility management previste dal decreto;
  • non sono già state oggetto di altri finanziamenti.

L’IVA è ammissibile soltanto se effettivamente sostenuta e non recuperabile.

Modalità di presentazione dell’istanza e di erogazione

Il Comune assegnatario presenta istanza al MIMS entro il 30 giugno 2022, utilizzando il modello dell’allegato 1. L’erogazione avviene mediante trasferimento sul conto di tesoreria indicato nell’istanza, nei limiti delle risorse disponibili, e solo a seguito della rendicontazione delle spese.

Il Comune deve acquisire, presso i beneficiari delle risorse, la documentazione utile a supportare l’istanza. Se nella domanda sono comprese spese ancora da quietanzare, deve essere acquisita la prova dell’avvenuto pagamento.

Contenuto dell’istanza

L’istanza deve indicare:

  • l’elenco dei soggetti beneficiari, con i relativi dati identificativi e la quota di finanziamento attribuita dal Comune;
  • le spese sostenute direttamente dal Comune per le attività di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’articolo 2, con la relativa quota percentuale sul finanziamento assegnato;
  • le attività finanziate suddivise per assi di intervento: asse 1 disincentivo dell’uso dell’auto privata, asse 2 uso del trasporto pubblico, asse 3 mobilità ciclabile o micromobilità, asse 4 riduzione della domanda di mobilità, asse 5 ulteriori misure;
  • il conto di tesoreria per l’erogazione.

Verifiche ministeriali e obblighi di conservazione

Il Ministero si riserva controlli anche a campione sull’utilizzo effettivo delle risorse. I Comuni devono conservare la documentazione per almeno cinque anni e garantire l’accesso agli atti e l’assistenza necessaria per le verifiche.

Se dalle verifiche emerge un utilizzo non corretto delle risorse, il MIMS avvia la procedura di recupero delle somme erogate.

Allegati operativi

L’allegato 1 contiene il modello di istanza/rendicontazione con dichiarazioni, elenco beneficiari, indicazione delle spese per asse e dati di conto. L’allegato 2 riporta un elenco indicativo delle spese ammissibili per ciascun asse, comprendendo, tra le altre, navette e car pooling, contributi per abbonamenti TPL, incentivi per bici e micromobilità, spazi per videoconferenza e coworking, campagne informative, formazione e spese tecniche per l’attivazione degli interventi.

Punti principali

Base normativa e finalità del Fondo

Il decreto attua l’art. 51, comma 7, del d.l. 25 maggio 2021, n. 73, convertito dalla l. 23 luglio 2021, n. 106, e l’art. 3 del decreto interministeriale n. 436 del 5 novembre 2021. Il Fondo, dotato di 50 milioni di euro per il 2021, è finalizzato a favorire una più efficace distribuzione degli utenti del trasporto pubblico e un migliore raccordo tra orari di attività economiche, lavorative e didattiche e orari del TPL urbano ed extraurbano.

Spese ammissibili e limiti di rendicontazione

Sono rendicontabili, entro il perimetro del finanziamento assegnato, le spese per pianificazione, raccolta e aggregazione dati sugli spostamenti, piattaforme e sistemi informativi per lo scambio dati tra mobility manager e Comune, supporto al mobility manager d’area e iniziative di mobilità sostenibile coerenti con i piani casa-lavoro e casa-scuola-casa. Le spese per pianificazione e sistemi informativi possono essere rendicontate fino al 20% del finanziamento; le attività di supporto al mobility manager d’area fino al 5%; le ulteriori iniziative devono essere coerenti con i piani adottati entro il 31 agosto 2021 e con i contenuti richiesti dal d.m. n. 179/2021.

Condizioni di ammissibilità delle spese

Le spese devono essere di parte corrente, sostenute nel periodo 25 maggio 2021 - 31 dicembre 2021, effettivamente sostenute e documentate da fatture quietanzate o da quietanzare entro 90 giorni dall’erogazione, oppure da documenti contabili equivalenti. Devono essere verificabili attraverso documentazione completa, imputabili alle attività di mobility management e non già finanziate da altri contributi; l’IVA è ammessa solo se effettivamente sostenuta e non recuperabile.

Procedura di istanza ed erogazione

Il Comune assegnatario presenta al MIMS, entro il 30 giugno 2022, un’istanza conforme al modello dell’allegato 1. L’erogazione avviene mediante trasferimento su conto di tesoreria e solo nei limiti delle risorse disponibili, a seguito della rendicontazione. Se nell’istanza vi sono spese da quietanzare, il Comune deve acquisire e trasmettere la prova dell’avvenuto pagamento.

Controlli e conseguenze dell’uso improprio

Il Ministero può effettuare verifiche anche a campione sull’effettivo utilizzo delle risorse. I Comuni devono conservare la documentazione per almeno cinque anni e consentire l’accesso agli atti per le verifiche. In caso di accertato utilizzo non corretto delle somme, il MIMS attiva la procedura di restituzione delle risorse erogate.

Come è indicizzato

Materiemobilità sostenibiletrasporto pubblico localefinanziamenti e contributiamministrazione pubblicasicurezza stradale

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