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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22259/2025 del 12/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso per cassazione, proposto dal difensore di D'Amore, denunciava: (i) errata valutazione del compendio indiziario e insufficiente motivazione sulla sussistenza dell'elemento soggettivo (violazione artt. 192, 533 c.p.p. e 628 c.p.); (ii) omessa valutazione di motivi nuovi e mancata alternativa qualificazione giuridica dei fatti (art. 393 c.p. e art. 585 c.p.p. riguardo i termini di deposito); (iii) vizio di motivazione e violazione di legge in relazione al riconoscimento/concorrere dell'attenuante della lieve entità risultante dalla sentenza Corte Cost. n.86/2024 rispetto all'attenuante comune di cui all'art.62, n.4 c.p.; (iv) errore nel calcolo della pena con esito sfavorevole per l'imputato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il primo motivo per genericità e comunque manifestamente infondato rispetto alle dichiarazioni della persona offesa ritenute credibili dai giudici di merito. Ha respinto il secondo motivo perché i motivi nuovi erano stati trasmessi oltre il termine di 15 giorni previsto e, inoltre, non erano strettamente collegati al gravame principale. Ha invece ritenuto fondato il terzo motivo: la Corte d'appello ha motivato in modo cumulativo e non ha distinto correttamente l'attenuante comune (art.62 n.4 c.p., riferita al danno patrimoniale di speciale tenuità) dall'attenuante della lieve entità introdotta dalla pronuncia della Corte Cost. n.86/2024 (riferita alla tenuità del fatto in senso complessivo). Per tale motivo la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente al trattamento sanzionatorio e rinviata ad altra sezione della Corte di Appello di Palermo per nuovo giudizio sulla concorrenza/valutazione delle due circostanze attenuanti. Le restanti censure sono state dichiarate inammissibili e l'affermazione di responsabilità è stata resa irrevocabile.

Norme richiamate

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiesto corretto esame del compendio probatorio; il ricorso lamentava insufficiente analisi della gravità e precisione degli elementi indiziari, ma la Corte ha ritenuto la valutazione dei giudici di merito congrua in base alle dichiarazioni della persona offesa

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Norma sulla motivazione della sentenza in secondo grado; invocata per contestare la motivazione ritenuta illogica/contraddittoria, ma non accolta dalla suprema corte quanto alla responsabilità

  • art. 628 cod. pen.

    Norma che disciplina il reato di rapina; il ricorso verteva sulla qualificazione del fatto e sull'elemento soggettivo, ma la Cassazione ha confermato l'affermazione di responsabilità nei limiti sopra indicati

  • art. 393 cod. pen.

    Norma sull'alternativa qualificazione giuridica dei fatti; la Corte ha ritenuto inammissibile l'argomento perché formulato tardivamente e non strettamente collegato ai motivi principali

  • art. 62 n. 4 cod. pen.

    Attenuante comune relativa al danno patrimoniale di speciale tenuità; la Corte ha rilevato che la motivazione d'appello non ha distinto adeguatamente questo profilo dalla nuova attenuante della lieve entità e quindi non ha valutato correttamente la possibilità di concorso

  • sentenza Corte Costituzionale n. 86/2024

    Ha introdotto l'attenuante della lieve entità del fatto (di matrice 'nuova'), che valuta la tenuità in senso complessivo rispetto alla gravità della condotta; la Cassazione ha chiarito che questa attenuante può coesistere con l'attenuante comune di cui all'art.62 n.4 e va valutata distintamente

  • art. 311 cod. pen.

    Richiamato come archetipo normativo cui si riferisce la nozione di lieve entità del fatto trattata dalla Corte Costituzionale; utilizzato per spiegare il diverso metro di valutazione rispetto all'art. 62 n.4

  • art. 585, comma 4, cod. proc. pen.

    Termine di deposito dei motivi nuovi (almeno 15 giorni liberi prima dell'udienza): la mancata osservanza ha reso inammissibili i motivi nuovi trasmessi oltre termine

Massime di principio

  • La valutazione delle prove da parte del giudice di merito richiede motivazione adeguata e specifica: chi contesta la valutazione deve indicare quali circostanze decisive a discarico sono state omesse o mal valutate per rendere il motivo ammissibile.
  • I motivi nuovi presentati in appello devono essere depositati nei termini (almeno 15 giorni liberi prima dell'udienza) e devono rappresentare un mero sviluppo del gravame principale: motivi nuovi tardivi o che estendono il petitum sono inammissibili.
  • L'attenuante della lieve entità ricavata dalla sentenza Corte Cost. n.86/2024 è autonomamente valutabile e può concorrere con l'attenuante comune di cui all'art.62 n.4 c.p.; il giudice deve distinguere tra la tenuità patrimoniale (art.62 n.4) e la tenuità del fatto nella sua interezza (lieve entità) e motivare separatamente la possibile cumulazione.
  • Se la motivazione sulla riconoscibilità o concorso di circostanze attenuanti è viziata, la cassazione può limitarsi ad annullare la parte del trattamento sanzionatorio e rinviare per nuovo giudizio solo sulla dosimetria, lasciando inalterata l'affermazione di responsabilità quando questa risulti complessivamente fondata.
  • In ipotesi di reato con offensività minima, il giudice d'appello ha il potere di riconsiderare la gravità del fatto anche se era già stata riconosciuta un'attenuante comune, purché la motivazione spieghi la distinctio e le ragioni del diverso apprezzamento.

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