L.R. Campania 10/2016
Misure urgenti per la semplificazione delle norme in materia di prevenzione del rischio sismico. Modifiche alla legge regionale 7 gennaio 1983, n. 9. [...]
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge modifica la l.r. Campania n. 9/1983 per semplificare le procedure in materia di difesa dal rischio sismico: sostituisce i riferimenti ai Settori provinciali del Genio civile con gli Uffici competenti, elimina alcuni commi, disciplina le varianti non sostanziali e consente, nelle zone a bassa sismicità, l’avvio dei lavori minori dopo la sola ricevuta di protocollo, con controlli successivi. Introduce anche sanzioni e sospensione dei lavori per avvio senza i prescritti depositi o autorizzazioni sismiche.
Semplificazione delle norme regionali campane sul rischio sismico
Misure urgenti di semplificazione in materia di prevenzione del rischio sismico
La legge regionale della Campania n. 10 del 2016 interviene sulla disciplina regionale della difesa del territorio dal rischio sismico, modificando la legge regionale 7 gennaio 1983, n. 9. L’obiettivo è semplificare gli adempimenti amministrativi, aggiornare l’organizzazione degli uffici competenti e precisare il regime dei lavori minori nelle aree a bassa sismicità.
Aggiornamento dei riferimenti organizzativi e amministrativi
La riforma sostituisce, in più disposizioni della legge del 1983, i riferimenti ai Settori provinciali del Genio civile e alle Sezioni autonome con il generico riferimento all’“Ufficio” competente. Vengono anche eliminate alcune espressioni superate e abrogati i commi 6 e 7 dell’articolo 2.
In particolare, la disciplina risultante aggiorna i soggetti amministrativi ai quali vanno presentate denunce, istanze e comunicazioni, unificando il riferimento all’ufficio competente in materia sismica.
Varianti non sostanziali e documentazione da allegare
Per le varianti non sostanziali viene previsto che le relative tipologie siano individuate con regolamento della Giunta regionale. La norma chiarisce quindi che la qualificazione di tali varianti non è rimessa solo alla prassi amministrativa, ma a una disciplina regolamentare regionale.
Inoltre, nella documentazione relativa a determinate fattispecie, al costruttore deve essere allegato anche il provvedimento prescritto ai sensi dell’articolo 4, oltre agli altri atti già richiesti dalla legge.
Regime dei lavori minori e autorizzazione sismica
Per i lavori minori sottoposti ad autorizzazione sismica, la legge aggiorna il regime procedurale richiamando i nuovi riferimenti agli uffici competenti. La disciplina distingue poi espressamente il caso delle zone classificate a bassa sismicità.
Nelle zone a bassa sismicità, per i lavori minori diversi da quelli previsti al comma 1:
- i lavori possono iniziare subito dopo che l’Ufficio competente ha restituito, al momento della presentazione, una copia della denuncia con protocollo, a prova della ricezione;
- sono poi previsti controlli successivi, finalizzati a verificare la correttezza amministrativa della denuncia dei lavori.
Si tratta quindi di un meccanismo semplificato fondato sul deposito e sull’avvio immediato, con verifica successiva da parte dell’amministrazione.
Sanzioni e sospensione dei lavori
La legge interviene anche sulla fase patologica dell’attività edilizia in zona sismica. Se, nelle zone a bassa sismicità, i lavori iniziano senza aver preventivamente acquisito, quando richiesti, il deposito sismico o l’autorizzazione sismica, l’ufficio competente deve ordinare la sospensione dei lavori e irrogare al committente la sanzione prevista dal comma 5.
Questa regola non si applica alle violazioni di norme sismiche già sanzionate penalmente dal d.p.r. 380/2001 e dalla legge n. 64/1974.
Ambito territoriale ed efficacia
La disciplina si applica esclusivamente nel territorio della Regione Campania e riguarda la riorganizzazione delle procedure regionali in materia di rischio sismico. Non contiene una durata limitata né un termine finale di applicazione.
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