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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 6201/2022 del 24/02/2022

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente, lavoratrice di pubblica utilità (LPU) presso il Comune di Ardore dal 1999, aveva chiesto il pagamento degli assegni per il nucleo familiare (ANF) per il periodo 6 maggio 2000 - 31 dicembre 2001. Tribunale e Corte d'Appello hanno rigettato la domanda ritenendo che la Regione Calabria non fosse legittimata passivamente a pagare gli ANF in quanto ente finanziatore dei progetti, mentre l'obbligo della corresponsione spettava al Comune utilizzatore. La ricorrente ha impugnato la sentenza in Cassazione sollevando, in particolare, vizi attinenti alla mancata individuazione della norma che esonererebbe la Regione dall'obbligo e lamentando il difetto di legittimazione passiva della Regione alla luce delle convenzioni e dei trasferimenti di risorse dalla Stato alla Regione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il secondo motivo (falsa applicazione di norme di diritto), richiamando precedente giurisprudenza che individua la legittimazione passiva della Regione Calabria per pretese di lavoratori LPU relative agli ANF quando le risorse siano state trasferite alla Regione tramite convenzioni. Ha dichiarato inammissibili gli altri motivi per vizi formali o per inidoneità del rimedio invocato, ha cassato la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e ha rinviato la causa alla Corte d'Appello di Reggio Calabria in diversa composizione perché si pronunci nuovamente (anche sulle spese del giudizio di legittimità).

Norme richiamate

  • art. 360 cod. proc. civ., co.1, n.3

    Permette la censura in Cassazione per falsa applicazione di norme di diritto; la Corte l'ha ritenuta fondata per l'errata esclusione della legittimazione passiva della Regione.

  • art. 360 cod. proc. civ., co.1, n.5

    Regola i motivi di cassazione per insufficiente o contraddittoria motivazione; la Corte ha dichiarato inammissibili le censure motivazionali che non indicavano un fatto storico decisivo secondo la giurisprudenza delle Sezioni Unite.

  • d.lgs. n. 81 del 2000, art. 8

    art. 8 del d.lgs. n. 81/2000

    Norma rilevata in tema di impianto normativo che disciplina i rapporti relativi ai progetti di pubblica utilità; sulla base della disciplina e delle convenzioni la Corte ha ritenuto che le risorse trasferite possano far sorgere la legittimazione della Regione.

  • legge 144/1999, art. 45, comma 6

    art. 45 comma 6, legge n.144/1999

    Richiamata dalla ricorrente come parte normativa del quadro che regolava i lavori di pubblica utilità; la Corte ha considerato il complesso normativo e convenzionale per stabilire la titolarità del credito.

  • Convenzione n. 786/2000 (Regione - Ministero)

    art. 4 della Convenzione 786/2000

    La convenzione e le successive convenzioni fra Regione e Ministero sono state considerate decisive dal Supremo Collegio per dimostrare che la Regione riceveva e gestiva risorse vincolate per i progetti, giustificando la legittimazione passiva della Regione per le pretese degli LPU.

  • Delibera Giunta Regionale n. 733 del 30/10/2000

    Delibera n. 733/30.10.2000

    Atto richiamato fra gli elementi normativi/contrattuali che regolavano l'attuazione dei progetti regionali; utile per ricostruire il ruolo finanziario e di gestione della Regione.

  • art. 115 cod. proc. civ.

    Norma sul potere istruttorio del giudice; la Corte ha richiamato che la censura di ultrapetizione richiede la dimostrazione che il giudice abbia basato la decisione su prove non introdotte dalle parti.

  • Sez. Un. Cass. n. 8053/2014 e giurisprudenza collegata

    Sez. Un. n. 8053/2014; Cass. n. 6181/2016; Cass. n. 6670/2012; Cass. n. 11118/2021

    La Corte ha richiamato la consolidata giurisprudenza che, in ipotesi simili, ritiene la Regione destinataria della pretesa creditoria dell'LPU per gli ANF quando le risorse sono state trasferite alla Regione tramite convenzioni, mentre sul Comune gravano solo oneri assicurativi (INAIL), RCT e alcuni integrativi.

Massime di principio

  • Se lo Stato trasferisce risorse vincolate alla Regione mediante convenzioni per progetti di LPU, la Regione può essere considerata legittimata passivamente per le pretese dei lavoratori relative a retribuzioni accessorie (es. ANF).
  • Il Comune utilizzatore risponde in via prevalente per obblighi tecnici/assicurativi (INAIL, RCT) e per particolari integrazioni retributive, ma non necessariamente per tutti gli accessori salariali quando le risorse siano gestite dalla Regione.
  • In Cassazione le censure per vizio di motivazione devono essere formulate secondo i parametri di art. 360 co.1 n.5: indicare il fatto storico omesso, il dato probatorio testuale o extratestuale, come e quando è stato dibattuto e la sua decisività; altrimenti sono inammissibili.
  • Per ottenere il riconoscimento della legittimazione passiva della Regione è utile documentare il flusso finanziario e le convenzioni/atti amministrativi che dimostrino il trasferimento e la destinazione delle somme dalla Stato alla Regione per i progetti.
  • Quando esiste un orientamento giurisprudenziale consolidato su questioni analoghe (qui: legittimazione della Regione per ANF LPU), i giudici di merito vanno uniformati a tale orientamento salvo fondate ragioni per discostarsene.

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