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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14186/2025 del 10/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Bologna che aveva rigettato la sua istanza di affidamento in prova al servizio sociale (ai sensi dell'art. 47 legge 26 luglio 1975, n. 354), deducendo che l'udienza camerale dell'8 ottobre 2024 si era comunque celebrata nonostante il difensore avesse tempestivamente presentato istanza di rinvio per legittimo impedimento professionale (concomitante impegno in altra sede). Il ricorso denunciava violazione di diverse norme processuali (artt. 97, 178, 179, 666, 678 e 420-ter c.p.p.), sostenendo che l'udienza non avrebbe dovuto svolgersi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che, pur essendo applicabili nel procedimento di sorveglianza le garanzie previste dagli artt. 127, commi 3 e 4, e 420-ter, comma 5, c.p.p., l'istanza di rinvio del difensore deve essere documentata e tempestivamente comunicata. Nel caso concreto il Tribunale di sorveglianza aveva correttamente valutato che l'impedimento del difensore era sopravvenuto rispetto all'udienza (che peraltro era già stata rinviata in precedenza) e che la richiesta era generica: non indicava la natura degli adempimenti nell'altra sede né l'impossibilità di essere sostituito. Per tali motivi il rigetto del rinvio e quindi la celebrazione dell'udienza sono stati considerati legittimi; il ricorrente è stato condannato alle spese.

Norme richiamate

  • legge 26 luglio 1975, n. 354, art. 47 (Ord. pen.)

    Norma invocata a fondamento dell'istanza di affidamento in prova al servizio sociale, cui era diretta la richiesta del ricorrente

  • art. 127 cod. proc. pen., commi 3 e 4

    «Il pubblico ministero, gli altri destinatari dell'avviso nonché i difensori sono sentiti se compaiono. Se l'interessato è detenuto o internato in luogo posto fuori della circoscrizione del giudice e ne fa richiesta, deve essere sentito prima del giorno dell'udienza dal magistrato di sorveglianza del luogo». «L'udienza è rinviata se sussiste un legittimo impedimento dell'imputato o del condannato che ha chiesto di essere sentito personalmente e che non sia detenuto o internato in luogo diverso da quello in cui ha sede il giudice».

    Stabilisce le garanzie di partecipazione all'udienza; la Corte interpreta questi commi estendendo le tutele al difensore quando il detenuto non può essere ascoltato di persona nella stessa circoscrizione

  • art. 420-ter cod. proc. pen., comma 5

    «Il giudice provvede a norma del comma 1 nel caso di assenza del difensore, quando risulta che l'assenza stessa è dovuta ad assoluta impossibilità a comparire per legittimo impedimento, purché prontamente comunicato [...]».

    Il legittimo impedimento del difensore, anche per concomitante impegno professionale, può costituire causa di rinvio ma solo se documentato e tempestivamente comunicato; ciò vale anche nel procedimento di sorveglianza

  • artt. 97, 178, 179, 666, 678 cod. proc. pen. (richiamati dal ricorrente)

    Norme richiamate dal ricorrente nella censura; la Corte ha però fondato la decisione sull'interpretazione combinata degli artt. 127 e 420-ter, rigettando la doglianza per insussistenza del legittimo impedimento documentato

Massime di principio

  • Nel procedimento di sorveglianza le garanzie previste per il detenuto si estendono al suo difensore: un legittimo impedimento del difensore può dare diritto al rinvio dell'udienza, ma solo se tempestivamente comunicato e documentato
  • Il richiamo a un "concomitante impegno professionale" non è sufficiente di per sé: l'avvocato deve indicare la natura degli adempimenti nell'altra sede e dimostrare l'impossibilità di farsi sostituire
  • Se l'impedimento è sopravvenuto rispetto alla fissazione dell'udienza (soprattutto se l'udienza è già stata precedentemente rinviata), il giudice può legittimamente rigettare la richiesta di rinvio
  • In assenza di documentazione e tempestiva comunicazione dell'impedimento del difensore, il procedimento può proseguire regolarmente e le decisioni adottate sono difficilmente annullabili in sede di legittimità
  • È prudente, per il difensore, predisporre prove scritte dell'impegno concorrente e, se possibile, provvedere alla sostituzione o far intervenire un difensore sostituto per garantire la tutela del cliente

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