Cassazione Penale, Sentenza n. 14095/2025 del 10/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava l'ordinanza del Magistrato di sorveglianza del 04/04/2024 che aveva dichiarato inammissibile la sua opposizione all'esecutività della sanzione sostitutiva della libertà controllata, chiedendo la sostituzione di tale sanzione con la misura alternativa dell'affidamento in prova al servizio sociale per eccessiva afflittività della pena.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la riqualificazione del reclamo al Tribunale di sorveglianza in ricorso per cassazione e ha confermato che, secondo consolidata giurisprudenza di legittimità, l'affidamento in prova non può essere concesso in relazione alla sanzione della libertà controllata applicata in sostituzione di pena detentiva; inoltre ha ricordato che le sanzioni sostitutive hanno natura sostanziale e non possono essere surrogate da misure alternative. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
legge n. 689/1981
Disciplina le sanzioni sostitutive (tra cui la libertà controllata) e viene interpretata nel senso che la libertà controllata è una sanzione sostitutiva con natura sostanziale rispetto alla pena detentiva.
art. 667, comma 4, cod. proc. pen.
Norma processuale richiamata in relazione al rigetto de plano dell'opposizione davanti al Magistrato di sorveglianza e al conseguente procedimento di impugnazione.
d.lgs. n. 150/2022
Richiamato come intervento normativo successivo; la Corte valuta la questione alla luce della giurisprudenza precedente e degli eventuali effetti di norme sopravvenute più favorevoli, richiamando il principio di non applicabilità alle sentenze irrevocabili se la disciplina è sostanziale.
art. 53 legge 24 novembre 1981 n. 689
Richiamato nella giurisprudenza per evidenziare che le sanzioni sostitutive previste dall'art. 53 hanno natura di vere e proprie pene, con conseguenze sulla applicazione di norme sopravvenute.
art. 2, comma terzo, cod. pen.
Principio sulla successione di leggi nel tempo: le disposizioni sostanziali più favorevoli non si applicano a sentenze irrevocabili; utilizzato per escludere l'applicazione di norme più favorevoli sopravvenute.
Sentenza Sez. U, n. 8058 del 19/12/2001 (Baffico)
«l'affidamento in prova al servizio sociale non può essere concesso in relazione alla sanzione della libertà controllata applicata in sostituzione di pena detentiva»
Giurisprudenza di legittimità che stabilisce il principio vincolante: l'affidamento in prova è alternativo alla detenzione e non può essere concesso in luogo di una sanzione sostitutiva (libertà controllata).
Sez. 1, n. 43589 del 13/10/2004 (Massiah)
Conferma che le sanzioni sostitutive hanno natura sostanziale e che le disposizioni che le prevedono sono soggette alla disciplina della successione di leggi nel tempo; sostiene l'impossibilità di applicare norme sopravvenute più favorevoli a sentenze irrevocabili.
Sez. 4, n. 29504 del 19/04/2018 (Di)
Ulteriore conferma giurisprudenziale della impossibilità di sostituire la libertà controllata con l'affidamento in prova e della natura sostanziale delle sanzioni sostitutive.
Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 07/06/2000
Richiamata in relazione al tema della esclusione della colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; qui la Corte ha ritenuto che non ricorrono ipotesi di esclusione della colpa, giustificando la condanna alla somma a favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- La libertà controllata prevista dalla legge n. 689/1981 ha natura di sanzione sostitutiva (pena) e non può essere sostituita con l'affidamento in prova, che è misura alternativa alla pena detentiva.
- Se la sanzione sostitutiva è già stata applicata con sentenza irrevocabile, non si possono applicare norme sopravvenute più favorevoli che incidano sostanzialmente sulla sanzione, in base al principio di successione di leggi nel tempo (art. 2 c.p.).
- Le impugnazioni dirette contro provvedimenti del Magistrato di sorveglianza possono essere riqualificate dal Tribunale di sorveglianza come ricorso per cassazione; in Cassazione la doglianza sostanziale che contraddice la giurisprudenza consolidata rischia di essere dichiarata inammissibile.
- In casi simili, prima di proporre ricorso, verificare se il rimedio invocato sia effettivamente previsto dalla legge per la particolare natura della sanzione (pena sostanziale vs misura esecutiva); se non previsto, la domanda è manifestamente infondata.
- Attenzione alle conseguenze processuali: ricorsi manifestamente infondati possono comportare condanne alle spese e somme a favore della Cassa delle ammende, salvo casi di esclusione della colpa valutati secondo la giurisprudenza costituzionale.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 10 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 14094/2025 del 10/04/2025
- Sentenza penale · 10 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 14096/2025 del 10/04/2025
- Sentenza penale · 10 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 14097/2025 del 10/04/2025
- Sentenza penale · 10 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 14098/2025 del 10/04/2025
- Sentenza penale · 10 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 14099/2025 del 10/04/2025
- Sentenza penale · 10 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 14100/2025 del 10/04/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →