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Legge

L.R. Toscana 35/2006

Istituzione del servizio civile regionale

Normativa regionaleL.R. Toscana 35/2006

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce il servizio civile regionale in Toscana, ne disciplina finalità, settori di impiego, requisiti di enti e giovani, progetti, selezioni, durata, assegno e tutele, programmazione, fondo e consulta. Restano applicabili anche forme all’estero, presso la Regione e con fondi europei. Coordinata con il regolamento attuativo; alcune disposizioni riguardano bandi e programmi annuali, quindi operano solo entro i relativi periodi.

Istituzione del servizio civile regionale in Toscana

Istituzione e obiettivi del servizio civile regionale

La legge istituisce in Toscana il servizio civile regionale come strumento di formazione dei giovani ai valori di giustizia e solidarietà e di promozione della partecipazione sociale e della cittadinanza attiva. La disciplina si inserisce nel quadro della programmazione regionale e si coordina con il regolamento attuativo.

Finalità e settori di impiego

Il servizio civile regionale persegue finalità ampie di formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani, promozione della partecipazione alla comunità, inserimento nel mondo del lavoro, sostegno alle politiche giovanili e diffusione di solidarietà, cooperazione, pace, pari opportunità e legalità. Sono previsti impieghi nei settori sociali, culturali, ambientali, di protezione civile, cooperazione internazionale, tutela dei diritti di consumatori e utenti, commercio equo e solidale, pari opportunità e contrasto alle discriminazioni.

Competenze della Regione e albo degli enti

La Regione esercita funzioni di programmazione, indirizzo, promozione, monitoraggio e valorizzazione del servizio civile. Tiene l’albo degli enti di servizio civile regionale, al quale possono iscriversi enti e organizzazioni pubblici e privati senza scopo di lucro, con finalità coerenti, adeguata capacità organizzativa e almeno un anno di attività continuativa. Possono iscriversi anche articolazioni territoriali toscane di amministrazioni statali ed enti pubblici o privati nazionali o regionali. L’albo è articolato in tre categorie in base al numero di sedi di attuazione e alla presenza stabile di coordinatori dei progetti.

Requisiti dei giovani ammessi

Possono svolgere il servizio civile regionale le persone che, alla data della domanda, abbiano tra 18 e 30 anni, siano residenti, domiciliate in Toscana o regolarmente soggiornanti nel territorio regionale, e non abbiano riportato condanna, anche non definitiva, alla reclusione superiore a un anno per delitti non colposi. Le persone diversamente abili, se in possesso del requisito territoriale, sono ammesse fino a 35 anni.

Progetti, bandi e selezione

Il servizio si svolge in Toscana nell’ambito di progetti presentati dagli enti iscritti all’albo. I progetti devono indicare obiettivi, responsabile, operatori di progetto, numero dei giovani nei limiti fissati, eventuale quota aggiuntiva autofinanziata dall’ente, attività educative e formative, impegno settimanale e sedi di attuazione. La Regione emana bandi per la selezione dei progetti e per l’ammissione dei giovani; le graduatorie sono formate dagli enti e verificate dalla Regione. Il mancato rispetto delle procedure di selezione comporta nuova selezione ed esclusione dalla presentazione di progetti per dodici mesi.

Durata, orario e assegno

La durata massima del servizio civile regionale è di dodici mesi. L’impegno settimanale previsto dai progetti può essere di 25 o 30 ore, secondo il regolamento. L’attività non costituisce rapporto di lavoro; ai giovani spetta un assegno di natura non retributiva, determinato dal regolamento, tenendo conto di quello del servizio civile universale. La Regione assicura copertura contro infortuni e responsabilità civile e prevede specifiche tutele per maternità e infortuni durante il servizio.

Doveri, incompatibilità e cessazione

I giovani devono svolgere diligentemente le mansioni previste dal progetto e non possono essere impiegati in sostituzione di personale dovuto per legge o contratto. È consentito lo svolgimento di studio o lavoro compatibile. Sono previste regole sulla reiterazione della partecipazione, sulle incompatibilità con attività recenti presso lo stesso ente e sulla cessazione d’ufficio in caso di contemporaneo servizio civile universale o superamento del limite di congedo di maternità.

Formazione, valorizzazione e crediti

La Regione sostiene la formazione di formatori, responsabili e operatori di progetto, nonché dei giovani ammessi. Le attività formative possono dare luogo a certificazione di competenze e crediti formativi, anche in raccordo con università toscane. Gli enti realizzano attività educative su cittadinanza attiva e preparazione al servizio. La Regione può valorizzare l’esperienza nel mercato del lavoro, stipulare accordi con soggetti pubblici e privati e prevedere agevolazioni su trasporti e servizi culturali.

Programmazione, Consulta e fondo regionale

La programmazione avviene nell’ambito del piano sanitario e sociale integrato regionale e definisce quadro conoscitivo, obiettivi, integrazione con la programmazione regionale, fonti di finanziamento e criteri di riparto. La Giunta attua annualmente la programmazione indicando anche il numero massimo di giovani attivabili. È istituita la Consulta regionale del servizio civile, organo consultivo della Giunta, e il fondo regionale per il servizio civile, alimentato da risorse regionali, di enti locali, altri enti pubblici e donazioni.

Servizio civile all’estero, presso la Regione e con fondi europei

La legge disciplina anche il servizio civile all’estero per progetti di cooperazione internazionale, con permanenza minima di sei mesi, specifiche indicazioni su sede, sicurezza, collegamenti, rientri e rimborso di un viaggio A/R in classe economica. Prevede inoltre progetti di interesse regionale e servizio civile presso l’amministrazione regionale. È previsto un servizio civile regionale finanziato con fondi europei, soggetto ai requisiti dei programmi operativi e alle regole del relativo fondo.

Sanzioni e controlli

Sono previste sanzioni graduate per gli enti che non rispettano la legge o i bandi, non realizzano i progetti o violano le procedure di selezione: diffida, revoca, sospensione dalla presentazione di altri progetti e cancellazione dall’albo fino a tre anni nei casi più gravi. La Regione effettua controlli anche a campione e può valutare la ricollocazione dei giovani in caso di revoca del progetto.

Decorrenza e regime attuativo

La disciplina si applica dalla data di entrata in vigore del regolamento attuativo. Da tale data sono abrogate le precedenti leggi regionali sul servizio civile del 1996 e del 1999. Alcune disposizioni originarie risultano successivamente sostituite, integrate o abrogate; il testo consolidato oggi coordina il servizio civile regionale con il servizio civile universale e con i fondi europei.

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