L.R. Sardegna 12/2001
Incentivi alle imprese artigiane sull'apprendistato
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge regionale Sardegna 13 agosto 2001, n. 12 riconosce contributi annui alle imprese artigiane con sede legale in Sardegna che assumono apprendisti, con importi decrescenti per durata del contratto e maggiorazione del 30% per assunzione di disabili. Il beneficio richiede incremento dell’occupazione, continuità del rapporto e rispetto del regime de minimis; è previsto un fondo dedicato e la copertura finanziaria per il triennio 2001-2003 e gli anni successivi.
Incentivi alle imprese artigiane sarde per l'apprendistato
Incentivi alle imprese artigiane sull’apprendistato
La legge regionale disciplina un sostegno economico alle imprese artigiane della Sardegna che assumono apprendisti, con l’obiettivo di favorire l’occupazione e la stabilizzazione dei rapporti di lavoro nel settore artigiano. Le misure operano esclusivamente nel territorio della Regione autonoma della Sardegna.
Ambito soggettivo e misura del contributo
Possono accedere al contributo le imprese artigiane individuali, societarie, cooperative e consortili:
- iscritte all’albo previsto dalla legge n. 443 del 1985;
- con sede legale in Sardegna.
Per ogni soggetto assunto con contratto di apprendistato ai sensi della normativa richiamata, è riconosciuto un contributo annuo in conto occupazione pari a:
- lire 7.000.000 per il primo anno;
- lire 5.000.000 per il secondo;
- lire 4.000.000 per il terzo;
- lire 3.000.000 per gli anni successivi.
Se l’assunzione riguarda una persona con disabilità ai sensi della legge n. 68 del 1999, il contributo è aumentato del 30 per cento.
Condizioni per il mantenimento del beneficio
La concessione del contributo presuppone che il rapporto di lavoro permanga per tutta la durata del contratto di apprendistato. Il beneficio, inoltre, è subordinato al fatto che le assunzioni o le trasformazioni in rapporto a tempo indeterminato determinino un incremento dell’occupazione rispetto alla media dei dipendenti occupati nei dodici mesi precedenti.
Nel calcolo della media dei dipendenti non si computano:
- gli apprendisti;
- i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato.
Per le società beneficiarie è richiesto anche che:
- siano applicati i contratti collettivi nazionali di lavoro e gli accordi interconfederali;
- sia rispettata la disciplina sul collocamento obbligatorio di cui alla legge n. 482 del 1968 e successive modifiche, con possibilità di completare le quote riservate anche tramite le assunzioni agevolate.
Trasformazione del contratto in tempo indeterminato
Se l’impresa trasforma il contratto di apprendistato in contratto di lavoro a tempo indeterminato, il contributo continua per un ulteriore biennio nella stessa misura prevista per l’anno immediatamente precedente la trasformazione.
Regime di aiuto e limiti finanziari
Gli aiuti sono concessi nel rispetto della disciplina europea e nazionale sugli aiuti “de minimis”, quindi entro i relativi massimali e condizioni.
L’erogazione dei contributi avviene comunque nei limiti delle risorse annualmente stanziate nei capitoli di bilancio competenti.
Gestione degli interventi
Per la gestione degli interventi è istituito un apposito fondo presso un istituto di credito o un intermediario finanziario selezionato mediante procedura di evidenza pubblica. Il soggetto gestore deve appartenere alla categoria richiamata dalla legge finanziaria regionale 2001.
Copertura finanziaria
La legge quantifica gli oneri in lire 20.000.000.000 annue, pari a euro 10.329.137,98, con imputazione all’UPB S07.028 per gli anni 2001-2003 e alla corrispondente unità di bilancio per gli anni successivi. Per il triennio 2001-2003 sono disposte anche variazioni di bilancio con diminuzione del fondo per nuovi oneri legislativi e incremento della voce dedicata alle incentivazioni alle attività artigiane.
Attualità della disciplina
L’atto ha contenuto finanziario e applicativo legato a rapporti di apprendistato e a specifici stanziamenti del periodo 2001-2003; per la sua impostazione e per il riferimento a importi in lire e a un quadro di bilancio ormai risalente, è oggi sostanzialmente privo di utilità operativa.
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