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Legge

L.R. Sardegna 21/2018

Misure urgenti per il reclutamento di personale nel sistema Regione. Modifiche alla legge regionale n. 31 del 1998, alla legge regionale n. 13 del 2006, alla legge regionale n. 36 del 2013 e alla legge regionale n. 37 del 2016

Normativa regionaleL.R. Sardegna 21/2018Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge interviene sul personale del sistema Regione Sardegna: istituisce e rafforza il ruolo unico di dirigenti e dipendenti, disciplina mobilità e concorsi unici, modifica l’accesso alla dirigenza e proroga al 31 dicembre 2020 alcuni contratti precari. Prevede inoltre misure su direttori generali, protezione civile e un incremento del fondo per la contrattazione collettiva a decorrere dal 2018.

Misure urgenti per il reclutamento e l’organizzazione del personale nel sistema Regione Sardegna

Misure urgenti per il reclutamento di personale nel sistema Regione Sardegna

La legge interviene principalmente sull’assetto del personale della Regione autonoma della Sardegna e degli enti del cosiddetto “sistema Regione”, con misure su ruolo unico, mobilità, reclutamento dirigenziale, proroghe contrattuali e risorse per la contrattazione collettiva.

Ruolo unico dei dirigenti e del personale del comparto

La disciplina del personale regionale viene orientata verso un modello unitario. I dirigenti del comparto di contrattazione regionale sono collocati in un ruolo unico e in un’unica qualifica; la struttura regionale competente in materia di personale cura assegnazione e mobilità dei dirigenti tra le amministrazioni del sistema Regione, con finalità di efficienza amministrativa.

Analogo principio viene esteso al personale non dirigente del comparto di contrattazione regionale, che appartiene a un unico ruolo. Anche in questo caso la struttura regionale competente gestisce assegnazione e mobilità tra le amministrazioni del sistema Regione per garantire l’efficienza dell’azione amministrativa.

Incarichi dirigenziali esterni

Per lo svolgimento delle funzioni relative alle unità di progetto e ad altre strutture indicate dalla legge regionale n. 31 del 1998, nelle amministrazioni del sistema Regione possono essere conferiti, con procedure selettive a evidenza pubblica, incarichi dirigenziali con contratto di diritto privato a tempo determinato.

Tali incarichi:

  • sono consentiti entro il limite dell’8% delle dotazioni organiche dirigenziali del sistema Regione;
  • seguono le rispettive procedure di nomina;
  • hanno durata fissata nell’avviso, entro i limiti previsti dalla disciplina regionale richiamata.

Accesso alla dirigenza e corso-concorso

La legge rimodula il corso-concorso selettivo di formazione per l’accesso alla dirigenza.

In sintesi:

  • sono ammessi i candidati in possesso dei requisiti previsti, dopo apposita preselezione;
  • i candidati sono selezionati in numero doppio rispetto ai posti messi a concorso;
  • ai dipendenti di ruolo delle amministrazioni del sistema Regione è riservato il 40% dei posti sulla quota di maggiorazione rispetto ai posti banditi.

Il corso ha durata di sei mesi e comprende:

  • un esame intermedio;
  • periodi di applicazione, anche a tempo parziale, presso amministrazioni pubbliche o private.

Al termine è previsto un esame-concorso finale limitato ai posti messi a concorso, aumentati del 20% e arrotondati all’unità superiore, per formare una graduatoria di idoneità eventualmente utilizzabile nei limiti della legislazione vigente.

Durante il corso:

  • ai partecipanti esterni spetta una borsa di studio a carico dell’Amministrazione regionale;
  • ai dipendenti delle amministrazioni del sistema Regione è mantenuto il trattamento economico in godimento;
  • ai dipendenti pubblici non appartenenti al sistema Regione è corrisposto dall’amministrazione di appartenenza l’intero trattamento economico, esclusa l’indennità di missione, con rimborso da parte dell’amministrazione di destinazione;
  • se il trattamento economico è inferiore a 1.500 euro mensili, la Regione integra la differenza.

Il corso-concorso deve essere indetto ogni tre anni dalla direzione competente in materia di personale, entro tre mesi dall’approvazione del Piano triennale del fabbisogno del personale.

Concorsi unici

La disciplina dei concorsi unici viene rafforzata prevedendo che l’Assessore competente in materia di personale, sulla base dei fabbisogni definiti dall’Amministrazione e dagli enti del sistema Regione e non soddisfabili con la mobilità, determini il contingente dei posti da mettere a concorso. I posti sono definiti per specifiche professionalità e sedi di destinazione.

Prima applicazione del ruolo unico

Per l’attuazione del ruolo unico, le disposizioni incompatibili con le nuove regole su dirigenti e personale sono abrogate. Entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale deve adottare gli atti necessari, compresa la ricognizione delle disposizioni abrogate e, in sede contrattuale, l’adeguamento del trattamento previdenziale integrativo, informando il Consiglio regionale.

Entro lo stesso termine la Giunta effettua una ricognizione delle situazioni esistenti per armonizzare l’organizzazione con gli enti e le agenzie che dispongono di personale rientrante nell’ambito della legge regionale n. 31 del 1998 e propone al Consiglio i conseguenti atti normativi.

Direttori generali delle agenzie agricole

Per la nomina del direttore generale dell’Agenzia AGRIS Sardegna, la legge rinvia alle modalità previste dalla legge regionale n. 31 del 1998 e richiede, in più, una alta qualificazione scientifica e professionale nelle materie di competenza dell’Agenzia.

Proroga dei contratti precari

Il termine del 31 dicembre 2018 previsto per la proroga di alcuni contratti nel sistema Regione è spostato al 31 dicembre 2020. La norma è quindi legata a una finestra temporale definita e ormai conclusa.

Uffici territoriali di protezione civile

Per le esigenze operative connesse all’istituzione degli uffici territoriali di protezione civile, è autorizzato il trasferimento del personale, dei mezzi e delle strutture delle province relativi alle funzioni trasferite, mediante cessione del contratto e secondo criteri e modalità stabiliti dalla disciplina regionale sul riordino delle autonomie locali.

Le risorse necessarie per l’attuazione sono poste a carico del fondo unico regionale e sono portate in diminuzione dei trasferimenti spettanti alle province.

Fondo per la contrattazione collettiva

A decorrere dal 2018 è autorizzata una spesa annua di 1.750.000 euro nel fondo per la contrattazione collettiva del comparto regionale, destinata all’omogeneizzazione dei trattamenti dei dipendenti del comparto secondo i criteri definiti in sede di contrattazione.

La copertura è assicurata mediante riduzione di pari importo di una precedente autorizzazione di spesa prevista dalla legge regionale n. 37 del 2016. Inoltre ENAS e AREA sono autorizzati a stanziare le proprie risorse in conformità con tale disciplina e, se incapienti, ad attingere al fondo per la contrattazione collettiva nei limiti delle risorse disponibili.

Copertura finanziaria

Per gli oneri derivanti dalla proroga dei contratti, la legge quantifica la spesa in:

  • 1.177.710,50 euro per il 2019;
  • 1.739.179,16 euro per il 2020.

La copertura è prevista mediante utilizzo di risorse già stanziate nel bilancio di previsione 2018-2020 della Regione, ripartite su diverse missioni e programmi.

Entrata in vigore e obsolescenza

La legge è entrata in vigore il giorno della pubblicazione nel BURAS. Tuttavia alcune sue previsioni hanno effetti ormai esauriti o sono state modificate successivamente; in particolare la parte sulla proroga dei contratti è legata a termini scaduti, mentre l’articolo sull’integrazione del fondo è stato oggetto di successiva modifica e, in una delle sue componenti, di dichiarazione di illegittimità costituzionale.

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