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Provvedimento

Prescrizioni del Garante n. 442 del 17/07/2024

Provvedimento del 17 luglio 2024

Garante Privacy442

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Garante ha esaminato una violazione comunicata dal titolare e riferita all’invio, per mero errore materiale, di un modulo di consenso informato per fecondazione in vitro già compilato con i dati di un’altra coppia di pazienti anziché in bianco. L’istruttoria ha riguardato sia il titolare sia il responsabile del trattamento, con focus sulla conformità dell’organizzazione e delle misure tecniche e organizzative ex art. 32 GDPR. Pur prendendo atto della natura isolata dell’evento, della pronta cancellazione del documento da parte del destinatario e delle misure correttive successivamente adottate, l’Autorità ha ritenuto integrata una violazione dell’art. 32 da parte del responsabile e lo ha ammonito ai sensi dell’art. 58, par. 2, lett. b), qualificando il caso come violazione minore.

Ammonimento all’associazione responsabile del trattamento per invio erroneo di un modulo di consenso informato PMA già compilato ad altri pazienti, con violazione delle misure di sicurezza ex art. 32 GDPR

Ammonimento per invio erroneo di un modulo di consenso informato già compilato

Il Garante è intervenuto nei confronti dell’associazione responsabile del trattamento nell’ambito di una vicenda di data breach avvenuta presso una clinica che tratta dati connessi a percorsi di PMA/fecondazione in vitro. L’episodio riguarda l’invio, per errore materiale, di un modulo di consenso informato già compilato con i dati di altri pazienti invece che in bianco.

Fatti e origine del procedimento

La società titolare ha notificato all’Autorità una violazione di dati personali ai sensi dell’art. 33 GDPR, spiegando che il documento erroneamente allegato a una e-mail conteneva dati identificativi di una coppia di pazienti e l’indicazione della tipologia di trattamento scelto. La paziente destinataria si è accorta dell’errore e ha chiesto un modulo vuoto; l’operatrice ha quindi inviato subito il documento corretto e ha chiesto la cancellazione dell’allegato ricevuto per errore.

Nel corso dell’istruttoria il titolare ha precisato che:

  • la procedura ordinaria prevede l’invio ai pazienti di un modulo in bianco da compilare e restituire;
  • la documentazione sanitaria viene normalmente trasmessa in PDF criptato, con password consegnata separatamente;
  • l’evento è stato causato da un errore umano dell’ostetrica;
  • il personale era stato istruito e formato, anche con un corso privacy del 28 marzo 2022 e un ulteriore corso del 29 novembre 2022.

Anche il responsabile del trattamento ha rappresentato che la violazione è durata meno di due ore, ha coinvolto due soli interessati e non ha determinato perdita di disponibilità o integrità dei dati.

Inquadramento normativo

Il Garante richiama anzitutto la natura dei dati relativi alla salute ai sensi dell’art. 4, par. 1, n. 15, GDPR, sottolineandone la maggiore protezione in ragione dei rischi per i diritti e le libertà degli interessati.

Sono poi richiamati:

  • l’art. 28, par. 1, GDPR, secondo cui il titolare deve ricorrere a responsabili che offrano garanzie sufficienti;
  • l’art. 32 GDPR, che impone misure tecniche e organizzative adeguate al rischio, tenendo conto della natura, dell’oggetto, del contesto e delle finalità del trattamento;
  • il contenuto dell’atto di designazione del 18 dicembre 2021, che obbligava il responsabile ad adottare misure idonee a garantire riservatezza, integrità e disponibilità dei dati personali.

Valutazioni dell’Autorità

Sulla base degli elementi acquisiti, il Garante ha accertato che il responsabile del trattamento non aveva predisposto, al momento dell’evento, misure tecniche e organizzative adeguate a prevenire l’errore nella gestione dei moduli da inviare ai pazienti, e in particolare il rischio di trasmettere un modulo già compilato anziché uno in bianco.

L’Autorità ha tuttavia considerato che, dopo l’evento:

  • sono state adottate nuove procedure organizzative per distinguere con chiarezza i moduli compilati da quelli vuoti;
  • il destinatario ha cancellato il documento errato entro breve tempo;
  • il caso è isolato, privo di dolo e con colpa ritenuta lieve;
  • non sono pervenuti reclami;
  • il responsabile ha collaborato in modo pieno e tempestivo;
  • non risultano precedenti procedimenti pertinenti a suo carico.

Esito: illiceità e ammonimento

Il Garante ha quindi dichiarato, ai sensi dell’art. 57, par. 1, lett. f), GDPR, l’illiceità del trattamento effettuato dal responsabile e lo ha ammonito ai sensi dell’art. 58, par. 2, lett. b), GDPR per la violazione dell’art. 32 GDPR.

L’Autorità ha qualificato il caso come “violazione minore” ai sensi del considerando 148 del GDPR e delle linee guida sulle sanzioni amministrative pecuniarie del Gruppo di lavoro ex art. 29 (WP 253), ritenendo sufficiente l’ammonimento senza adottare ulteriori misure correttive né irrogare una sanzione pecuniaria.

Rimedi e impugnazione

Il provvedimento indica la possibilità di proporre ricorso all’autorità giudiziaria ordinaria ai sensi degli artt. 78 GDPR, 152 Codice privacy e 10 d.lgs. 150/2011, entro 30 giorni dalla comunicazione, ovvero 60 giorni se il ricorrente risiede all’estero.

Punti principali

Origine del procedimento e descrizione dell’evento

Il procedimento nasce da una notifica di violazione dei dati personali ai sensi dell’art. 33 GDPR. Un’ostetrica, operante presso la clinica, ha inviato a una paziente un modulo di consenso informato per PMA/fecondazione in vitro che conteneva già i dati di un’altra coppia di pazienti, anziché un modulo vuoto. Il documento riportava nome, cognome, data e luogo di nascita, numero di documento di identità e indicazione della tipologia di trattamento scelta, senza specifici riferimenti allo stato di salute.

Posizioni di titolare e responsabile

Il titolare ha sostenuto che l’evento fosse riconducibile a un mero errore umano, avvenuto nonostante istruzioni operative e formazione periodica del personale. Ha inoltre rappresentato che la documentazione sanitaria viene normalmente inviata in formato PDF criptato, con password consegnata separatamente, ma che nel caso specifico ciò non era stato fatto perché il file avrebbe dovuto essere in bianco. Anche il responsabile del trattamento ha ricondotto la violazione a un errore materiale dell’operatrice e ha evidenziato la brevità dell’esposizione indebita e l’assenza di perdita di integrità o disponibilità dei dati.

Valutazioni del Garante sulla sicurezza del trattamento

L’Autorità ha richiamato gli artt. 4, par. 1, n. 15, 28 e 32 GDPR, ribadendo la particolare delicatezza dei dati relativi alla salute e l’obbligo per titolare e responsabile di adottare misure tecniche e organizzative adeguate al rischio. In base agli atti, ha accertato che il responsabile, al momento dell’evento, non aveva predisposto misure idonee a prevenire l’invio erroneo di moduli già compilati anziché in bianco, con conseguente violazione dell’art. 32 GDPR.

Misure successive e valutazione di gravità

Dopo la notifica del data breach, sono state introdotte nuove procedure per l’identificazione e l’archiviazione dei moduli, con due cartelle distinte sul server: una per i moduli compilati, rinominati con il codice ID della coppia, e una per i moduli in bianco. Il Garante ha considerato che il documento sia stato immediatamente distrutto dal destinatario, che l’evento sia stato isolato, colposo e di lieve gravità, che non vi fossero reclami o precedenti specifici e che il responsabile abbia collaborato pienamente nel corso dell’istruttoria.

Esito del provvedimento

L’Autorità ha dichiarato l’illiceità del trattamento effettuato dal responsabile per violazione dell’art. 32 GDPR e, ritenendo il caso una violazione minore ai sensi del considerando 148 e delle linee guida WP 253, ha disposto un ammonimento ai sensi dell’art. 58, par. 2, lett. b), senza applicare misure correttive ulteriori né irrogare una sanzione pecuniaria.

Come è indicizzato

Materiedata breachdati sanitarimisure di sicurezzasanzioni gdprrapporti tra titolare e responsabile

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