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Messaggio

Messaggio numero 3534 del 26-09-2018

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il messaggio disciplina la revoca dell'esonero contributivo già concesso a coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali quando, a seguito dei controlli, emerga la mancanza dei requisiti richiesti. Indica la nuova funzione telematica da utilizzare, le modalità operative per modificare lo stato della domanda e gli adempimenti della Struttura territoriale, precisando che la procedura vale solo per i casi di non sussistenza dei requisiti e non per le ipotesi di variazione d'ufficio dell'iscrizione.

Revoca dell'esonero contributivo per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali

Revoca dell'esonero contributivo per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali

Il documento comunica le modalità con cui revocare un esonero contributivo già concesso ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali, qualora i controlli successivi evidenzino la mancanza dei requisiti necessari. Il messaggio si collega ai criteri già illustrati nelle circolari n. 85/2017, n. 164/2017 e n. 36/2018, relative alle agevolazioni previste dalla legge di bilancio 2017 e dalla legge di bilancio 2018.

Quadro normativo e richiamo alle circolari

Il testo richiama espressamente:

  • l'articolo 1, commi 344 e 345, della legge 11 dicembre 2016, n. 232;
  • l'articolo 1, commi 117 e 118, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

Tali disposizioni riguardano l'esonero contributivo riconosciuto a favore dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali. Le circolari richiamate avevano già illustrato i criteri di concessione e avevano previsto ulteriori controlli da parte dell'Istituto e delle Amministrazioni competenti per verificare la permanenza dei requisiti.

Presupposto per la revoca del beneficio

La revoca può essere effettuata quando, a seguito dei controlli, risulti la non sussistenza dei requisiti previsti per l'esonero già concesso. Il documento richiama, a titolo esemplificativo, casi come:

  • irregolarità contributiva;
  • violazione della normativa sul de minimis.

La procedura descritta è quindi destinata ai casi in cui il beneficio sia stato già riconosciuto ma debba essere ritirato perché i requisiti risultano insussistenti.

Procedura telematica da utilizzare

Per revocare il beneficio già concesso deve essere utilizzata la nuova funzionalità denominata "Rifiutata dopo verifica o su domanda", attivata nell'ambito dei "Servizi per l'agricoltura".

Operativamente, la modifica avviene seguendo questo percorso:

  • accedere a "Servizi per l'agricoltura";
  • entrare in "Telematizzazione";
  • selezionare "Comunicazione bidirezionale";
  • aprire il dettaglio della domanda riferita al codice fiscale interessato;
  • selezionare "Modifica";
  • nella sezione "Stato comunicazione", scegliere "Modifica stato", opzione disponibile solo se la domanda si trova nello stato "accettata";
  • indicare il nuovo stato "Rifiutata dopo verifica o su domanda";
  • confermare con "Applica".

È inoltre previsto un apposito campo note, nel quale può essere indicato il motivo della revoca.

Effetti della revoca sulla posizione aziendale

Una volta confermata la variazione, la posizione dell'azienda per gli anni interessati viene aggiornata automaticamente, con il ripristino del carico contributivo iniziale.

Adempimenti della Struttura territoriale

La Struttura territoriale che ha disposto la revoca deve predisporre e inviare all'interessato il provvedimento di revoca del beneficio. Tale atto deve contenere:

  • la motivazione della revoca;
  • i termini per la presentazione del ricorso amministrativo;
  • l'organo competente al quale il ricorso deve essere presentato;
  • l'invito a regolarizzare la posizione tramite il versamento dei contributi.

Limiti di applicazione della procedura

Il documento precisa che la procedura telematica descritta deve essere utilizzata esclusivamente quando sia stata accertata la non sussistenza dei requisiti previsti per l'esonero.

Per le ipotesi in cui, a seguito di accertamento documentale e/o ispettivo, occorra invece modificare il provvedimento di iscrizione, variazione e/o cancellazione che ha generato l'esonero, deve essere seguito l'ordinario procedimento di variazione d'ufficio. Il testo riporta come esempio il caso di una nuova iscrizione di un titolare da cui sia derivato l'esonero e che, in seguito, risulti priva dei requisiti per l'iscrizione: in tale situazione si procede con la variazione d'ufficio, che comporta anche la perdita del beneficio.

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