L.R. Toscana 24/2019
Disposizioni in materia di prevenzione e diminuzione del rischio sismico. Modifiche alla l.r. 58/2009.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge regionale Toscana 24/2019 aggiorna la disciplina sulla prevenzione sismica, istituisce il Comitato tecnico वैज्ञानिक0 consultivo (CTS), rafforza attività di studio e microzonazione e riorganizza la programmazione tramite PAER e DOPS. Prevede norme transitorie fino alla nomina del CTS e fino all’entrata in vigore dei regolamenti attuativi richiamati.
Prevenzione e riduzione del rischio sismico: modifiche alla l.r. Toscana 58/2009
Prevenzione e riduzione del rischio sismico in Toscana
La legge regionale Toscana n. 24 del 2019 modifica la l.r. 58/2009 per rafforzare il sistema regionale di prevenzione, controllo e riduzione del rischio sismico. L’intervento introduce un organismo tecnico consultivo stabile, aggiorna le attività di studio e ricerca e coordina la programmazione degli interventi tramite gli strumenti di pianificazione regionale.
Aggiornamento del quadro di riferimento
Il provvedimento aggiorna il preambolo della l.r. 58/2009 richiamando la l.r. 65/2014 sul governo del territorio e ribadendo la necessità di un organismo tecnico consultivo a supporto della Giunta regionale e delle strutture competenti in materia sismica. Il nuovo impianto normativo si coordina quindi con la disciplina urbanistica e con i regolamenti regionali che individuano edifici strategici e rilevanti.
Atti di indirizzo e linee guida
Tra gli strumenti regionali in materia sismica viene introdotta la possibilità per la Giunta regionale, su proposta del Comitato tecnico scientifico, di emanare atti di indirizzo e linee guida per le attività di studio, controllo e riduzione del rischio sismico. Si rafforza così il ruolo di coordinamento tecnico della Regione.
Attività di studio, analisi e ricerca
La disciplina regionale viene aggiornata con particolare attenzione a:
- indagini e analisi di microzonazione sismica per valutare gli effetti locali nei centri urbani e sugli edifici strategici e rilevanti;
- studi sulla vulnerabilità ed esposizione sismica dei centri urbani, anche tramite verifiche sismiche sugli edifici strategici e rilevanti;
- collegamento delle attività di studio ai regolamenti attuativi previsti dalla l.r. 65/2014.
Le attività di ricerca e analisi sono quindi orientate sia alla conoscenza del territorio sia alla priorità degli interventi sugli immobili più esposti o strategici.
Comitato tecnico scientifico per il rischio sismico
La legge istituisce il Comitato tecnico scientifico (CTS) come organismo tecnico consultivo della Giunta regionale e delle strutture regionali competenti. Il CTS è nominato con decreto del Presidente della Giunta regionale ed è composto da rappresentanti regionali, universitari e degli ordini professionali, con una specifica integrazione per le questioni geologiche.
In particolare:
- il dirigente della struttura regionale competente in materia di sismica coordina il CTS;
- vi partecipano funzionari regionali della stessa struttura;
- sono presenti rappresentanti delle Università di Firenze e Pisa con competenze in prevenzione del rischio sismico;
- partecipano rappresentanti della Federazione regionale degli Ordini degli ingegneri e dell’Ordine degli architetti della Toscana;
- per tematiche geologiche il CTS si integra con il presidente del Centro di geotecnologie dell’Università di Siena e con il presidente dell’Ordine dei geologi della Toscana, o loro delegati.
Il CTS:
- è supportato da un segretario individuato nella struttura regionale competente con sede a Firenze;
- approva alla prima seduta il proprio regolamento interno;
- può avvalersi gratuitamente di esperti esterni di elevata esperienza tecnica e scientifica in ingegneria strutturale, con particolare riferimento all’antisismica;
- prevede la partecipazione gratuita dei membri, senza oneri per la Regione.
Programmazione regionale degli interventi
La legge sostituisce la disciplina della programmazione delle attività di prevenzione sismica. Il piano ambientale ed energetico regionale (PAER), in coerenza con il piano regionale di sviluppo (PRS), individua gli obiettivi specifici e le tipologie di intervento in materia di riduzione e prevenzione del rischio sismico.
Per l’attuazione di tali politiche, la Giunta regionale approva annualmente il documento operativo per la prevenzione sismica (DOPS), che definisce:
- obiettivi operativi;
- attività da svolgere con le risorse stanziate;
- modalità di intervento;
- quadro finanziario.
Il DOPS viene elaborato tenendo conto del documento conoscitivo del rischio sismico e degli indirizzi del DEFR, con particolare riguardo a:
- criteri di priorità per individuare i comuni in cui svolgere indagini di pericolosità e vulnerabilità sismica e interventi di prevenzione;
- criteri di assegnazione dei contributi per gli interventi previsti dalla legge;
- criteri e indirizzi per iniziative di informazione, sensibilizzazione della cittadinanza e formazione/aggiornamento degli operatori;
- programma per indagini e studi finalizzati alla sperimentazione di tecniche di intervento, con università ed enti di ricerca.
Regime transitorio e applicazione temporanea di norme previgenti
La legge prevede specifiche disposizioni transitorie:
- il CTS deve essere nominato entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge;
- fino alla nomina del nuovo CTS resta in carica quello istituito con deliberazione della Giunta regionale 21 giugno 2010, n. 606, che svolge le funzioni previste dalla nuova disciplina;
- fino all’entrata in vigore del regolamento previsto dall’articolo 104 della l.r. 65/2014 continua ad applicarsi il d.p.g.r. 53/R/2011 sulle indagini geologiche;
- fino all’entrata in vigore del regolamento previsto dall’articolo 181 della l.r. 65/2014 continua ad applicarsi il d.p.g.r. 36/R/2009 sulla vigilanza e verifica delle opere e costruzioni in zone a rischio sismico.
Utilità attuale della disciplina
La legge opera come modifica della disciplina toscana sulla prevenzione sismica e mantiene rilevanza per l’organizzazione regionale, per la programmazione degli interventi e per il funzionamento del CTS. Non risulta un atto meramente storico o esaurito, perché disciplina assetti e procedure regionali tuttora utili, pur richiamando regimi transitori ormai superati.
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