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Legge

L.R. Lombardia 4/2002

Norme per l'attuazione della programmazione regionale e per la modifica e l'integrazione di disposizioni legislative

Normativa regionaleL.R. Lombardia 4/2002Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge modifica numerose leggi regionali lombarde in materia ambientale, territoriale, lavori pubblici, ARPA e impianti radiotelevisivi, introducendo nuove misure su biodiversità, educazione ambientale, controlli tecnici e contributi urbanistici. Le disposizioni economiche e molti effetti sono limitati agli anni 2002-2004; l’atto è in larga parte superato perché riferito a specifici interventi e bilanci già conclusi.

Modifiche a normative regionali su ambiente, lavori pubblici, urbanistica, ARPA e impianti elettromagnetici

Modifiche normative regionali in materia di territorio, ambiente, infrastrutture e organizzazione amministrativa

La legge regionale interviene su più testi normativi della Lombardia, aggiornando discipline ambientali, urbanistiche, sui lavori pubblici e sull’organizzazione dell’ARPA. Gran parte delle previsioni ha natura modificativa o finanziaria ed è riferita a specifiche annualità iniziali dei primi anni 2000.

Biodiversità, rete Natura 2000 e carta naturalistica

La legge regionale sulla tutela ambientale ed ecologica viene integrata con un nuovo titolo dedicato alla conservazione della biodiversità naturale. La Regione persegue il mantenimento di un adeguato livello di biodiversità in un’ottica di sviluppo sostenibile e, in collaborazione con gli enti territoriali infraregionali, istituisce una "Carta naturalistica della Lombardia", cioè un sistema informativo georeferenziato dei dati naturalistici utile alla pianificazione e gestione integrata del territorio.

Per la tutela degli habitat e delle specie di interesse comunitario, la Regione, in attuazione della direttiva 92/43/CEE e d’intesa con il Ministero dell’ambiente, disciplina con deliberazioni di Giunta:

  • la definizione della rete ecologica europea Natura 2000;
  • la gestione della rete anche tramite strumenti di pianificazione e gestione delle aree protette e interventi di conservazione e ripristino;
  • il monitoraggio dello stato di conservazione di habitat e specie;
  • la valutazione di incidenza di piani e progetti su zone di protezione speciale e zone speciali di conservazione;
  • la verifica di coerenza dei piani e progetti finanziati con fondi UE rispetto a Natura 2000;
  • l’adozione di regolamenti di tutela delle specie di cui all’art. 13 della direttiva.

Informazione, formazione, educazione ed etica ambientale

La legge introduce una specifica disciplina regionale per le attività di informazione, formazione, educazione ed etica ambientale. L’obiettivo è promuovere la comunicazione ambientale, attività didattico-sperimentali nelle scuole, lo sviluppo dei centri delle aree protette e dei centri regionali di educazione ambientale, nonché iniziative con enti locali, associazioni e cooperative senza scopo di lucro.

L’azione regionale si coordina con il sistema nazionale INFEA e comprende attività di promozione, verifica e orientamento dei soggetti che vi si riferiscono. Sono individuati come strumenti operativi le reti regionali di educazione ambientale e un sistema di valutazione basato su indicatori di qualità. La Regione finanzia investimenti e interventi per il sistema formativo ambientale, la cultura della sostenibilità, la programmazione partecipata e la gestione dei conflitti ambientali.

Lavori pubblici sussidiati e controlli tecnici regionali

La legge modifica la disciplina regionale sui lavori pubblici sussidiati. Sono considerati tali i lavori, pubblici o privati, diversi dall’edilizia residenziale pubblica, che ricevono finanziamento regionale o altri contributi pubblici, anche cumulativi, assegnati in attuazione di piani o programmi regionali, per un importo pari o superiore al 50% del costo progettuale.

Vengono ridefiniti i compiti del Consiglio regionale dei lavori pubblici e delle strutture tecniche periferiche:

  • il Consiglio esprime pareri obbligatori su strumenti programmatori per opere pubbliche, sui progetti di importo pari o superiore a 7,5 milioni di euro, sulle relative varianti oltre il 5% dell’importo contrattuale e su determinate vertenze contrattuali;
  • le strutture tecniche periferiche esprimono pareri sui progetti di importo inferiore a 7,5 milioni di euro, sulle relative varianti oltre il 5% e sulle proroghe contrattuali superiori a 90 giorni.

I pareri devono essere resi entro 90 giorni o 60 giorni, a seconda dell’organo competente, con silenzio assenso; per gli interventi previsti in accordo di programma quadro il termine è di 45 giorni. Per i progetti inferiori a 100.000 euro e per i lavori con contributi pubblici inferiori al 50% sono previste asseverazioni di congruità tecnico-amministrativa da parte del responsabile del procedimento.

Contributi per strumenti urbanistici e documenti di inquadramento

La legge regionale sui contributi per la formazione di strumenti urbanistici generali viene riscritta. La Regione concede contributi per:

  • l’adozione di strumenti urbanistici generali conformi alla legislazione vigente;
  • la realizzazione di sistemi di informazione territoriale e/o cartografia tecnica secondo criteri regionali;
  • l’approvazione dei documenti di inquadramento previsti dalla disciplina dei programmi integrati di intervento.

I piani di riparto sono predisposti dalla Giunta entro 45 giorni dall’approvazione del bilancio. Nell’assegnazione dei contributi sono privilegiati, per la lettera a), le comunità montane, i consorzi o associazioni tra comuni e alcuni comuni con specifiche caratteristiche dimensionali o territoriali; per la lettera b), gli enti che attuano i programmi con personale in servizio; per la lettera c), i criteri sono definiti annualmente dalla Giunta.

I contributi sono concessi in conto capitale fino al 60% della spesa ammissibile e sono erogati per quote: in genere 30% all’atto di conferimento dell’incarico e 70% a esecutività o avanzamento. L’erogazione avviene con decreto del dirigente competente.

Sistema regionale per gli sbarramenti e bacini di accumulo

Per la disciplina degli sbarramenti di ritenuta e dei bacini di accumulo, la legge stabilisce che ogni intervento di costruzione o modifica strutturale deve essere preceduto da un progetto di massima, redatto da tecnici abilitati e presentato all’ufficio provinciale del genio civile competente, con le eventuali domande di concessione di derivazione d’acqua e di compatibilità ambientale. La Regione può inoltre avvalersi di soggetti pubblici o privati di provata esperienza per le attività tecniche non eseguibili direttamente.

ARPA Lombardia: assetto organizzativo, funzioni e controlli

La legge ridefinisce in modo organico l’organizzazione dell’ARPA Lombardia. È confermata la possibilità per l’Agenzia di prestare servizi informativi e formativi a privati, escludendo consulenza e progettazione, purché ciò non comprometta l’imparzialità delle funzioni di controllo e le finalità pubbliche; tali prestazioni sono remunerate secondo tariffario approvato dal Consiglio di amministrazione.

Sono riorganizzati gli organi dell’Agenzia:

  • Presidente;
  • Consiglio di amministrazione composto da cinque membri, con Presidente, nominati dal Consiglio regionale su proposta della Giunta;
  • Collegio dei revisori.

Il Consiglio di amministrazione dura cinque anni, approva gli atti fondamentali di programmazione e bilancio e, su proposta del direttore generale, i regolamenti contabile e organizzativo, il bilancio d’esercizio, il tariffario e i programmi annuali. Le delibere regolamentari sono sottoposte alla Giunta per approvazione tacita decorso il termine di 30 giorni; altre delibere sono comunicate o trasmesse per ratifica/approvazione al Consiglio regionale o alla Giunta.

Il Presidente rappresenta legalmente l’ARPA, guida il Consiglio di amministrazione, verifica l’attuazione del piano pluriennale e propone il direttore generale entro 45 giorni dalla nomina. Il Collegio dei revisori, composto da tre membri iscritti al registro dei revisori contabili, svolge controllo contabile e verifiche trimestrali di cassa.

Il direttore generale è il responsabile della gestione amministrativa, contrattuale ed economico-contabile, predispone gli atti di programmazione e bilancio e deve avere laurea ed esperienza coerente. Sono disciplinate anche le figure dei direttori di settore e di dipartimento, con incarico quinquennale a contratto di diritto privato.

Le priorità strategiche dell’ARPA sono determinate dal Presidente della Giunta regionale o dall’assessore delegato, in coerenza con PRS e DPEFR. È previsto il rinnovo del Consiglio di amministrazione entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, con proroga dell’organo uscente ai soli atti di ordinaria amministrazione e urgenza fino al nuovo insediamento.

Protezione dall’esposizione ai campi elettromagnetici

La legge modifica la disciplina sugli impianti fissi per telecomunicazione e radiotelevisione, intervenendo soprattutto sugli impianti temporanei per la telefonia mobile. Sono definiti temporanei gli impianti destinati a operare per esigenze funzionali provvisorie o in attesa di impianto fisso, per non oltre 180 giorni.

Per tali impianti:

  • fino a 7 W si applicano gli stessi obblighi degli impianti di cui alla disciplina generale e il comune può chiedere una diversa localizzazione;
  • oltre 7 W e fino a 20 W non è necessaria l’autorizzazione, ma restano gli obblighi di comunicazione e anche in questo caso il comune può chiedere una diversa localizzazione;
  • alla scadenza del termine comunicato l’impianto non può restare attivo per la medesima area.

La legge riporta anche un divieto di installazione entro 75 metri dal perimetro di proprietà di una serie di luoghi sensibili, ma il relativo inciso risulta testualmente abrogato nel testo consolidato fornito.

Attività estrattive di cava

Per la disciplina della coltivazione di sostanze minerali di cava, viene stabilito che gli obblighi previsti dall’articolato hanno efficacia dal 31 luglio 2002, o prima se fossero emanati i criteri previsti dalla norma richiamata.

Interventi finanziari e programmi specifici

La legge prevede finanziamenti regionali per specifiche iniziative e programmi, tra cui:

  • contributi al CRAL Regione Lombardia;
  • corsi di preparazione alla gestione faunistica;
  • carta naturalistica e misure Natura 2000;
  • educazione ambientale;
  • cofinanziamento del programma Urban Italia;
  • attività tecniche in materia idrica;
  • finanziamento di opere edilizie connesse alla programmazione regionale;
  • contributi a fondo perduto per province e comuni in materia di inquinamento acustico.

Quasi tutte le coperture finanziarie sono riferite al bilancio 2002 e al triennio 2002-2004, con autorizzazioni di spesa e assunzione di obbligazioni per gli esercizi 2003 e 2004. Le variazioni di bilancio istituiscono o incrementano specifiche unità previsionali di base per ambiente, sostenibilità, aree protette, tutela dagli inquinanti fisici e programmazione territoriale.

Regime temporale e attualità della disciplina

Molte disposizioni sono collegate a interventi di bilancio e a scadenze già concluse nel triennio 2002-2004, oppure a rinnovi organici dell’ARPA e a modifiche puntuali di testi legislativi ormai successivamente sostituiti o abrogati. Il provvedimento ha quindi oggi rilievo soprattutto come fonte storica di coordinamento normativo, mentre nella pratica è in larga parte superato o deprecato.

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