Determinazione AGID n. 65/2023 del 20/02/2023
Determinazione n. 65/2023 del 20 febbraio 2023 - Ristoro dei costi sostenuti nel 2022 dall’Agenzia per l’Italia Digitale per le attività di vigilanza sui gestori SPID accreditati ai sensi dell’art. 4, comma 1, lettera a) del DPCM 24 ottobre 2014 s.m.i.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeSi tratta di una determinazione di natura amministrativa, non regolatoria, con cui AgID quantifica il contributo annuale dovuto dai gestori SPID per coprire i costi sostenuti nel 2022 per le attività di vigilanza. Il provvedimento applica il quadro previsto dal CAD, dal DPCM SPID e dal regolamento AgID sulle modalità di accreditamento e vigilanza, ripartendo i costi tra i gestori attivi nel periodo di riferimento e tenendo conto del tetto massimo annuo previsto dallo schema di convenzione. La determinazione approva gli importi per ciascun gestore e incarica il Responsabile del Servizio Vigilanza su trusted services di richiedere il pagamento.
Quantificazione e richiesta di pagamento del contributo dovuto dai gestori SPID per il ristoro dei costi di vigilanza sostenuti da AgID nel 2022
Ristoro dei costi di vigilanza SPID sostenuti da AgID nel 2022
La determinazione è un atto amministrativo-gestionale con cui AgID quantifica il contributo annuale dovuto dai gestori SPID accreditati per il ristoro dei costi sostenuti dall’Agenzia nelle attività di vigilanza svolte nel corso del 2022. Il provvedimento non modifica la disciplina SPID, ma applica il quadro già vigente per determinare gli importi da porre a carico dei gestori e avviare le richieste di pagamento.
Quadro normativo richiamato
La determinazione si fonda sul CAD, in particolare sull’art. 64, comma 2-bis, che prevede l’istituzione dello SPID da parte di AgID, e sull’art. 14-bis, comma 2, lettera i), che attribuisce all’Agenzia funzioni di vigilanza sui soggetti pubblici e privati partecipanti a SPID. Sono richiamati inoltre il DPCM 24 ottobre 2014, come modificato dal DPCM 19 ottobre 2021, il regolamento AgID sulle modalità di accreditamento e vigilanza dei gestori dell’identità digitale, e lo schema di convenzione approvato con determinazione n. 32/2016.
Attività di vigilanza svolte nel 2022
AgID rappresenta che nel 2022 le attività di vigilanza hanno riguardato dieci gestori SPID: Aruba PEC S.p.A., Infocert S.p.A., Intesa S.p.A., Lepida S.c.p.A., Namirial S.p.A., Poste Italiane S.p.A., Register.IT S.p.A., Sielte S.p.A., TeamSystem S.p.A. e Telecom Italia Trust Technologies s.r.l.
Le attività ispettive sono state svolte presso le sedi dei gestori e in parte da remoto, con la partecipazione di personale dell’Agenzia, di un auditor esterno individuato tra i soggetti aggiudicatari della procedura svolta tramite la piattaforma Consip e di un rappresentante della Guardia di Finanza nell’ambito del relativo protocollo di intesa.
Quantificazione dei costi sostenuti da AgID
La determinazione dà conto dell’impegno delle risorse interne del Servizio "Vigilanza su trusted services" per le attività di coordinamento, pianificazione, istruttoria, verifica e gestione documentale, nonché per la gestione di notifiche di malfunzionamento, segnalazioni degli utenti ed elaborazione dei dati periodici. Tale impegno è stato valutato in 210 giorni/persona.
Per ciascun partecipante alle verifiche ispettive esterne è stato inoltre stimato un impegno complessivo di 2,5 giorni/persona, comprensivo di preparazione dell’ispezione e documentazione dei risultati. Con note del 30 e 31 gennaio 2023, l’Ufficio "Organizzazione e gestione del personale" ha comunicato i costi del personale e i costi di missione sostenuti nel 2022.
Il costo complessivo delle attività di vigilanza SPID nel 2022 è stato determinato in euro 64.678,08, comprensivi di euro 2.950,00 per attività consulenziale di supporto.
Criterio di ripartizione e limite convenzionale
L’art. 9 del regolamento prevede che i costi di vigilanza siano ripartiti tra i gestori secondo un criterio misto: una quota pari al 50% in parti uguali e la restante quota in proporzione al numero di identità digitali gestite. L’art. 8 dello schema di convenzione stabilisce però un tetto massimo annuo di euro 8.000 per la vigilanza.
Applicando tali criteri, AgID rileva che per un gestore l’importo teorico supera il massimale convenzionale; di conseguenza, l’importo complessivo a carico dei gestori, al netto della quota eccedente il massimale, è fissato in euro 44.585,42. L’Agenzia precisa che tale importo copre integralmente i costi delle prestazioni di supporto all’attività ispettiva esterna e circa il 70% dei costi interni sostenuti per la vigilanza SPID.
Importi determinati per ciascun gestore
La determinazione quantifica il contributo dovuto dai singoli gestori come segue:
- Aruba PEC S.p.A.: euro 4.688,75
- Infocert S.p.A.: euro 4.709,15
- Intesa S.p.A.: euro 3.250,96
- Lepida S.c.p.A.: euro 4.634,71
- Namirial S.p.A.: euro 5.281,57
- Poste Italiane S.p.A.: euro 8.000,00
- Register.IT S.p.A.: euro 3.374,81
- Sielte S.p.A.: euro 4.047,96
- TeamSystem S.p.A.: euro 3.234,02
- TI Trust Technologies s.r.l.: euro 3.363,49
Il totale complessivo richiesto ai gestori è pari a euro 44.585,42.
Dispositivo
Con il dispositivo finale AgID:
- quantifica il contributo dovuto all’Agenzia per le attività di vigilanza SPID svolte nel 2022 negli importi indicati;
- dà mandato al Responsabile del Servizio Vigilanza su trusted services di richiedere a ciascun gestore il pagamento del contributo dovuto.
In sostanza, la determinazione chiude il consuntivo economico della vigilanza SPID 2022 e attiva il recupero dei relativi costi nei confronti dei gestori accreditati.
Punti principali
Natura e finalità del provvedimento
La determinazione è un atto gestionale del Direttore Generale di AgID. Non introduce nuove regole SPID, ma applica la disciplina già vigente per determinare e recuperare il contributo dovuto dai gestori accreditati a titolo di ristoro dei costi di vigilanza sostenuti dall’Agenzia nel 2022.
Quadro normativo di riferimento
Il provvedimento richiama il CAD, in particolare l’art. 64 sul sistema SPID e l’art. 14-bis sulle funzioni di vigilanza di AgID, oltre al DPCM 24 ottobre 2014, come modificato, al regolamento AgID in materia di accreditamento e vigilanza e allo schema di convenzione approvato con determinazione n. 32/2016. Richiama anche la disciplina interna sui poteri del Direttore Generale e la continuità amministrativa dell’Agenzia.
Costi sostenuti nel 2022
AgID dà atto che nel 2022 le attività di vigilanza hanno riguardato dieci gestori SPID e che le verifiche ispettive sono state svolte in presenza e in parte da remoto, con il supporto di auditor esterni e della Guardia di Finanza. I costi complessivi sostenuti per la vigilanza SPID nel 2022 sono quantificati in euro 64.678,08, di cui euro 2.950,00 per attività consulenziale di supporto.
Criteri di riparto e limite massimo
La determinazione applica il criterio di riparto previsto dall’art. 9 del regolamento: metà dei costi in misura uguale tra i gestori attivi o cessati/revocati nel periodo e la restante metà in proporzione al numero di identità digitali gestite. Si evidenzia però che per un gestore l’importo risultante eccede il limite massimo annuo di euro 8.000 previsto dallo schema di convenzione; conseguentemente, l’importo complessivo a carico dei gestori viene ridotto a euro 44.585,42.
Importi dovuti e adempimenti successivi
La determinazione indica gli importi dovuti da ciascun gestore SPID, con Poste Italiane S.p.A. al tetto massimo di euro 8.000,00, per un totale di euro 44.585,42. Dispone inoltre che il Responsabile del Servizio Vigilanza su trusted services richieda a ciascun gestore il pagamento del contributo dovuto.
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