Cassazione Penale, Sentenza n. 14900/2025 del 15/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha preso atto della remissione di querela e, constatata l'estinzione del reato, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Ha altresì condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali. Decisione resa a Roma il 18/02/2025
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso la sentenza della Corte d'Appello di Perugia del 14/05/2024. Durante il procedimento è intervenuta la remissione di querela presentata regolarmente, con conseguente estinzione del reato ascritto all'imputato
Norme richiamate
art. 162 c.p. (remissione della querela)
La remissione della querela estingue il reato; sulla base di tale estinzione la Corte ha ritenuto di dover annullare senza rinvio la sentenza impugnata
Massime di principio
- La remissione della querela, se validamente proposta, estingue il reato per i reati perseguibili a querela di parte e impedisce la prosecuzione dell'azione penale.
- Se il reato è estinto per remissione della querela, la Corte deve dichiarare l'estinzione e può annullare senza rinvio le sentenze penali precedenti legate a quel reato.
- La remissione è efficace solo per i reati procedibili a querela di parte; i reati perseguibili d'ufficio non si estinguono con la sola remissione della parte offesa.
- L'effetto estintivo della remissione è di natura sostanziale: interrompe la perseguibilità penale, ma non impedisce eventuali azioni civili risarcitorie promosse dalla parte offesa.
- È necessario verificare la validità formale e temporale della remissione: la Corte valuta l'intervenuta remissione e i suoi effetti sul processo in corso.
- Nonostante l'estinzione del reato, la Corte può comunque decidere sulla ripartizione o sul caricamento delle spese processuali secondo le norme vigenti; la remissione non esclude automaticamente l'addebito delle spese
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