Provvedimento del 12/07/2019
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl provvedimento disciplina l’invio di comunicazioni ai contribuenti con possibili anomalie dichiarative relative ad attività finanziarie detenute all’estero nel 2016 e ai relativi redditi, sulla base dei dati CRS. Indica contenuto della comunicazione, modalità di selezione dei destinatari, procedure per regolarizzare con dichiarazione integrativa e ravvedimento operoso, e messa a disposizione dei dati alla Guardia di Finanza. Richiama inoltre il quadro normativo e le ragioni del trattamento dei dati personali.
Comunicazioni per promuovere l’adempimento spontaneo su attività finanziarie estere non dichiarate nel 2016
Comunicazioni per la promozione dell’adempimento spontaneo su attività finanziarie estere non dichiarate nel 2016
Il provvedimento disciplina un secondo invio di comunicazioni ai contribuenti che, per l’anno d’imposta 2016, presentano possibili anomalie nella dichiarazione delle attività finanziarie detenute all’estero e degli eventuali redditi connessi. L’obiettivo è favorire l’adempimento spontaneo in materia di monitoraggio fiscale e l’emersione delle basi imponibili eventualmente non dichiarate.
Finalità e ambito applicativo
L’Agenzia delle entrate, sulla base dell’analisi dei dati ricevuti dalle Amministrazioni fiscali estere nell’ambito dello scambio automatico di informazioni secondo il Common Reporting Standard (CRS), individua i contribuenti con possibili irregolarità dichiarative relative al 2016.
L’attività mira a:
- stimolare il corretto assolvimento degli obblighi di monitoraggio fiscale di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto-legge n. 167 del 1990, convertito dalla legge n. 227 del 1990;
- favorire l’emersione spontanea degli eventuali redditi percepiti in relazione alle attività estere.
Selezione dei contribuenti destinatari della comunicazione
A seguito dell’analisi dei dati CRS, l’Agenzia invia la comunicazione ai contribuenti con anomalie dichiarative più rilevanti. La selezione avviene mediante criteri diretti a escludere:
- posizioni presumibilmente non tenute all’adempimento dichiarativo;
- irregolarità di carattere meramente formale.
Per rendere più efficace la selezione, l’Agenzia utilizza anche le informazioni presenti nelle proprie banche dati, inclusa l’Archivio dei rapporti finanziari.
Contenuto della comunicazione
La comunicazione contiene le seguenti informazioni essenziali:
- codice fiscale, cognome e nome del contribuente;
- numero identificativo della comunicazione e anno d’imposta;
- codice atto;
- descrizione della tipologia di anomalia riscontrata, riferita agli obblighi di monitoraggio fiscale e/o all’indicazione degli imponibili relativi ai redditi di fonte estera;
- possibilità di verificare i dati di fonte estera nella sezione “l’Agenzia scrive” del Cassetto fiscale;
- istruzioni, contenute in un allegato, per regolarizzare la posizione tramite ravvedimento operoso;
- invito a fornire chiarimenti e documentazione, anche tramite CIVIS, se il contribuente ritiene inesatte le informazioni estere o ha già assolto gli obblighi tramite un intermediario residente;
- indicazioni per richiedere ulteriori informazioni presso gli Uffici della Direzione Provinciale più vicina.
Regolarizzazione dell’errore o dell’omissione
I contribuenti che ricevono la comunicazione possono regolarizzare la propria posizione presentando una dichiarazione dei redditi integrativa, ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.
La regolarizzazione richiede:
- il versamento delle maggiori imposte dovute;
- il pagamento degli interessi;
- il versamento delle sanzioni in misura ridotta.
Dati resi disponibili alla Guardia di Finanza
I dati e gli elementi contenuti nella comunicazione sono messi a disposizione della Guardia di Finanza tramite condivisione tra le unità organizzative del partner tecnologico Sogei S.p.A., previa autorizzazione delle strutture titolari dei dati dell’Agenzia delle entrate.
Tra i dati di fonte estera resi disponibili figurano:
- lo Stato estero che ha trasmesso l’informazione;
- l’istituto finanziario presso cui è detenuto il conto;
- il numero identificativo del conto;
- l’eventuale entità non finanziaria passiva titolare del conto, di cui il contribuente risulti controllante;
- il saldo finale e la valuta del conto;
- gli importi dei pagamenti accreditati sul conto a titolo di dividendi, interessi, proventi lordi o altro.
Presupposti e motivazioni del provvedimento
Il provvedimento si fonda sull’articolo 1, comma 636, della legge n. 190 del 2014, che attribuisce al Direttore dell’Agenzia il potere di individuare le modalità con cui gli elementi e le informazioni di cui ai commi 634 e 635 sono resi disponibili al contribuente e alla Guardia di Finanza.
Sono richiamati inoltre:
- la disciplina europea DAC2;
- il CRS elaborato dall’OCSE, applicabile dal periodo d’imposta 2016;
- il precedente provvedimento n. 299737 del 21 dicembre 2017, relativo a un primo invio di comunicazioni basato sui dati CRS 2016.
Questo atto dispone un secondo invio, fondato su nuovi criteri selettivi e su dati successivamente pervenuti anche da altri Paesi.
Trattamento dei dati personali e parere del Garante
L’Agenzia ha richiesto il parere del Garante per la protezione dei dati personali in data 31 ottobre 2018, ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 e dell’articolo 2-quinquiesdecies del Codice privacy, come modificato dal decreto legislativo n. 101 del 2018.
Con provvedimento n. 84 del 4 aprile 2019, il Garante ha autorizzato il trattamento, ritenendo idonee le misure individuate dall’Agenzia per mitigare i rischi per i diritti e le libertà degli interessati. Le misure richiamate comprendono:
- misure di sicurezza, anche organizzative, per minimizzare i rischi di accesso non autorizzato;
- controlli sulla qualità dei dati e sulle elaborazioni logiche;
- garanzie per il trattamento automatizzato dei dati personali;
- adeguate modalità di coinvolgimento del contribuente;
- conservazione dei dati per i tempi previsti dalle norme sull’accertamento tributario.
Riferimenti normativi richiamati
Il provvedimento elenca un ampio quadro normativo, tra cui:
- le norme sull’assetto e sulle attribuzioni del Direttore dell’Agenzia delle entrate;
- la disciplina sullo scambio automatico di informazioni e sulla cooperazione amministrativa internazionale;
- il decreto-legge n. 167 del 1990 sul monitoraggio fiscale;
- la legge n. 186 del 2014;
- il DPR n. 600 del 1973, il TUIR e la normativa sanzionatoria tributaria;
- il DPR n. 322 del 1998 sulle dichiarazioni;
- la normativa sulla protezione dei dati personali, inclusi Regolamento (UE) 2016/679, d.lgs. n. 101 del 2018 e d.lgs. n. 196 del 2003;
- i precedenti provvedimenti dell’Agenzia in materia di compliance e di messa a disposizione delle informazioni al contribuente e alla Guardia di Finanza.
Pubblicazione ed efficacia
La pubblicazione del provvedimento sul sito internet dell’Agenzia delle entrate sostituisce la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ai sensi dell’articolo 1, comma 361, della legge n. 244 del 2007. Il provvedimento è datato Roma, 12 luglio 2019.
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