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Legge

L.R. Puglia 37/2019

Norme in materia di contrasto alle delocalizzazioni produttive al fine di salvaguardare i livelli produttivi e occupazionali

Normativa regionaleL.R. Puglia 37/2019

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale Puglia n. 37/2019 consente nei bandi con contributi in conto capitale di imporre il mantenimento dell’insediamento produttivo per almeno 5 anni e prevede la revoca/restituzione degli aiuti in caso di delocalizzazione entro tale termine. Sono disciplinati controlli annuali, ispezioni e possibili accordi di reindustrializzazione.

Contrasto alle delocalizzazioni produttive e tutela dell’occupazione in Puglia

Contrasto alle delocalizzazioni produttive e salvaguardia occupazionale in Puglia

La legge regionale della Puglia disciplina misure volte a prevenire e contrastare la delocalizzazione delle attività produttive dal territorio regionale, con l’obiettivo di tutelare i livelli produttivi e occupazionali. L’intervento opera nel rispetto della Costituzione, della normativa statale e dei vincoli dell’Unione europea, in particolare in materia di aiuti di Stato.

Finalità e principi generali

La Regione riconosce il diritto al lavoro e promuove condizioni che rendano effettiva e qualitativamente migliore l’occupazione. In questa prospettiva, intende salvaguardare i livelli occupazionali nel territorio regionale attraverso la tutela dai rischi di delocalizzazione del sistema produttivo pugliese. Le misure regionali devono essere coerenti con i principi fondamentali dell’ordinamento europeo e nazionale.

Ambito di applicazione dei bandi e degli incentivi

Nei bandi regionali che prevedono contributi in conto capitale può essere inserito, secondo criteri di proporzionalità definiti dalla Giunta regionale in relazione all’importo del contributo e alla dimensione dell’impresa, l’obbligo di mantenere l’insediamento produttivo o l’attività nel territorio regionale per almeno cinque anni dalla data di erogazione.

Le disposizioni non si applicano ai contributi regionali erogati come cofinanziamento di programmi comunitari.

Sono destinatarie delle norme tutte le imprese italiane ed estere con stabilimenti insediati nel territorio regionale che beneficino di contributi regionali in conto capitale riferiti a un sito incentivato.

Misure conseguenti alla delocalizzazione

Alle imprese che delocalizzano la produzione da un sito presente in Puglia verso uno Stato non appartenente all’Unione europea, esclusi gli Stati aderenti allo Spazio economico europeo, si applicano specifiche conseguenze, richiamando il quadro del decreto-legge n. 87/2018.

Se la delocalizzazione avviene entro cinque anni dalla conclusione dell’iniziativa agevolata, l’impresa decade dal beneficio e deve restituire i contributi ricevuti. In caso di programmi di delocalizzazione delle attività, la Regione procede anche al recupero delle somme eventualmente già erogate a titolo di incentivo nel quinquennio precedente.

La Giunta regionale definisce con propria deliberazione modalità e tempi della restituzione.

Reimpiego delle aree e reindustrializzazione

La Regione prevede la possibilità di modificare la destinazione d’uso delle aree e degli immobili dismessi a seguito di delocalizzazione, quando vi siano nuovi investimenti e la creazione di nuovi posti di lavoro oppure esigenze di pubblica utilità.

In presenza di chiusura aziendale o delocalizzazione, la Regione verifica e favorisce accordi di programma per la reindustrializzazione e la riconversione economica, promuovendo anche il coinvolgimento dei lavoratori nella gestione d’impresa, compresa la forma cooperativa.

Verifiche, monitoraggio e controlli

Le imprese beneficiarie di incentivi regionali devono documentare annualmente alla Giunta regionale il proprio piano industriale, comprensivo delle previsioni sui livelli occupazionali interni.

La direzione regionale competente valuta la permanenza delle condizioni per mantenere l’incentivo o per sospendere eventuali erogazioni in corso. La Giunta può inoltre disporre in qualsiasi momento ispezioni e controlli, anche a campione, tramite propri funzionari, per verificare lo stato di attuazione degli interventi previsti.

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