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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14193/2025 del 10/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza della Corte d'appello di Ancona che aveva rigettato la richiesta di rescissione del giudicato sulla sentenza n. 485/2023 del Tribunale di Macerata (irrevocabile dal 26/09/2023). Il ricorrente deduceva violazione di legge (art. 629-bis c.p.p.) e vizio di motivazione sostenendo che non avrebbe avuto conoscenza effettiva del processo nonostante la nomina di un difensore di fiducia: l'elezione di domicilio del 3 luglio 20XX sarebbe stata tradotta solo parzialmente e priva di riferimenti completi a titolo, tempo e luogo del reato; le notifiche successive sarebbero state effettuate presso il difensore; il ricorrente era stato già coinvolto in altro procedimento del 2011 che avrebbe potuto generare confusione; infine si lamentava l'impossibilità di proporre appello per mancanza del mandato ad impugnare (art. 581, comma 1-ter c.p.p.) a causa della sua presunta irreperibilità.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso come infondato. Ha ritenuto legittima la valutazione della Corte territoriale secondo cui la nomina di un difensore di fiducia e l'elezione di domicilio costituiscono indice presuntivo di conoscenza della pendenza del procedimento (art. 420-bis, comma 2 c.p.p.), presunzione che il ricorrente non è riuscito a contrastare con elementi persuasivi. La Corte ha valutato non decisivi i fatti dedotti (precedente procedimento del 2011, traduzione parziale dell'atto, notifiche al difensore) e ha osservato che l'omessa traduzione avrebbe dovuto essere dedotta nei termini processuali (artt. 180 e 182 c.p.p.). Inoltre la mancata acquisizione del mandato ad impugnare è stata considerata indice, al più, di interruzione colposa dei rapporti con il difensore e non prova di incolpevole ignoranza della pendenza del processo. Per tali ragioni il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 629-bis c.p.p.

    art. 629-bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente per la rescissione del giudicato; la Corte non ha ritenuto integrati i presupposti per la rescissione alla luce della nomina del difensore di fiducia e della presunzione di conoscenza del processo

  • art. 420-bis c.p.p.

    art. 420-bis, commi 2 e 5 cod. proc. pen.

    La nomina di difensore di fiducia e l'elezione di domicilio hanno valore presuntivo di conoscenza della pendenza del processo; la presunzione è relativa e può essere vinta solo con elementi concreti e persuasivi

  • art. 581, comma 1-ter c.p.p.

    art. 581, comma 1-ter cod. proc. pen.

    Richiama l'obbligo del mandato per proporre appello; la Corte ha ritenuto che la mancanza del mandato attesti al più una rottura col difensore, non l'incolpevole ignoranza del processo

  • artt. 180 e 182 c.p.p.

    artt. 180 e 182 cod. proc. pen.

    Errori o omissioni (es. traduzione incompleta di atti) rilevanti per il diritto di difesa devono essere fatti valere tempestivamente nel corso del processo, pena l'irricevibilità in sede di rescissione

  • art. 616 c.p.p.

    Permette la condanna alle spese processuali della parte che propone il ricorso respinto; applicata dalla Corte per condannare il ricorrente

  • Giurisprudenza: Sez. 3, n. 14577 del 14/12/2022

    Sez. 3, n. 14577 del 14/12/2022, dep. 2023, G., Rv. 284460 - 01

    Conferma che la nomina di difensore di fiducia è indice di conoscenza del processo e legittima la celebrazione in assenza salvo prova convincente del contrario

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 24729 del 07/03/2024

    Sez. 6, n. 24729 del 07/03/2024, Fal, Rv. 286712 - 01

    Distinzione: la nomina di difensore in fase di indagini seguita da rinuncia al mandato può non costituire prova di conoscenza del processo se la rinuncia non è comunicata e non emergono elementi che l'imputato sia stato informato della vocatio in iudicium

Massime di principio

  • La nomina di un difensore di fiducia e l'elezione di domicilio costituiscono una presunzione rilevante di conoscenza della pendenza del processo; chi invoca l'ignoranza deve fornire prove concrete e persuasive per superarla
  • La presunzione di conoscenza è relativa e può essere vinta solo con elementi che dimostrino in modo chiaro l'assenza di conoscenza non dipendente da colpevole disinteresse
  • Le omissioni formali (es. traduzione parziale di un atto) sono rilevanti solo se tempestivamente dedotte nel processo secondo i termini di legge (artt. 180 e 182 c.p.p.)
  • Le notifiche effettuate presso il difensore di fiducia sono normalmente efficaci e non dimostrano di per sé l'incolpevole ignoranza dell'imputato
  • La semplice mancanza del mandato ad impugnare è sintomo di interruzione del rapporto con l'avvocato e non prova automatica di incolpevole irreperibilità; occorre dimostrare che l'imputato non ha potuto conoscere la celebrazione del processo per cause a lui non imputabili
  • Per ottenere la rescissione del giudicato occorre allegare e dimostrare fatti nuovi o circostanze tali da rendere assolutamente evidente l'ignoranza del processo; deduzioni generiche o contraddittorie saranno generalmente inidonee
  • È importante documentare tempestivamente ogni criticità procedurale durante il processo ordinario: questioni rilevabili nel corso del giudizio non saranno normalmente riaperte in sede di rescissione

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