Cassazione Civile, Ordinanza n. 26097/2024 del 04/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)
La controversia
La controversia nasce dall'impugnazione di una cartella di pagamento emessa a carico di un contribuente, anche quale legale rappresentante di una società cessata, per importi iscritti a ruolo straordinario ex art. 15-bis del d.P.R. n. 602 del 1973, conseguenti a un avviso di accertamento e a un atto di recupero di crediti indebitamente utilizzati relativi all'anno d'imposta 2012. In appello la commissione tributaria regionale aveva rigettato l'impugnazione dell'Agenzia, ritenendo non provato il perfezionamento della notifica dell'atto di appello perché l'Ufficio aveva prodotto un avviso di ricevimento ritenuto privo di alcuni dati essenziali. L'Agenzia delle entrate ricorre per cassazione con un solo motivo, deducendo ai sensi dell'art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c. la violazione e/o falsa applicazione degli artt. 115 e 116 c.p.c., sostenendo che la CTR aveva travisato il contenuto dell'avviso di ricevimento della raccomandata, il quale, secondo la ricorrente, mostrava invece chiaramente tutti gli elementi necessari a comprovare la notificazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il motivo. Ha richiamato il principio delle Sezioni Unite secondo cui il travisamento del contenuto oggettivo della prova, quando riguardi un fatto processuale, può essere denunciato con ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 360, n. 4, c.p.c. Nel caso concreto, esaminando il documento fotoriprodotto nel ricorso, la Corte ha verificato che l'avviso di ricevimento recava effettivamente il bollo dell'ufficio di distribuzione, la data di spedizione e di consegna, la firma dell'incaricato alla distribuzione e quella del ricevente. Ha quindi rilevato che i giudici di appello avevano travisato il contenuto del documento, ritenendo insussistenti dati che invece erano presenti. Per effetto dell'accoglimento, la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Sicilia, in diversa composizione, che dovrà riesaminare la vicenda processuale e provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.
violazione e/o falsa applicazione degli artt. 115 e 116 cod. proc. civ.
il travisamento del contenuto oggettivo di una prova concernente un fatto processuale è censurabile in cassazione come error in procedendo
richiamato come norma asseritamente violata per il travisamento della prova e la valutazione del documento
richiamato come norma asseritamente violata per l'erronea valutazione del documento probatorio
richiamato dalle Sezioni Unite come rimedio per il travisamento del contenuto oggettivo della prova quando ricorrano i presupposti dell'errore di fatto
art. 15-bis del d.P.R. n. 602 del 1973
menzionato come base del ruolo straordinario per cui era stata emessa la cartella di pagamento
Massime di principio
- Il travisamento del contenuto oggettivo della prova consiste in una svista sul fatto probatorio in sé e non in una diversa interpretazione logica del suo significato; quando riguarda un fatto processuale, può integrare un vizio deducibile in cassazione ai sensi dell'art. 360, n. 4, c.p.c.
- Se il documento prodotto in giudizio dimostra in modo chiaro l'esistenza degli elementi ritenuti mancanti dal giudice di merito, la decisione che affermi il contrario è viziata per travisamento della prova.
- La notifica di un atto processuale, ove oggetto di contestazione, deve essere valutata sulla base del contenuto effettivo della documentazione prodotta; il giudice non può attribuire al documento un significato che esso non ha.
- Quando il motivo di ricorso riguarda un fatto processuale, la censura sul travisamento della prova va distinta dall'errore di valutazione del fatto sostanziale e dalla mera rivalutazione del materiale istruttorio.
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