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Provvedimento

Provvedimento del 17/02/2015

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il provvedimento approva un nuovo modello di avviso di intimazione ai sensi dell’art. 50 del d.P.R. n. 602/1973, sostituendo il precedente modello del 1999. La revisione mira a rendere più chiari i dati contenuti e a consentire l’uso del modello per diverse tipologie di atti soggetti a riscossione coattiva.

Approvazione del nuovo modello di avviso di intimazione

Approvazione del nuovo modello di avviso di intimazione

Il provvedimento dispone l’approvazione di un nuovo modello di avviso di intimazione, adottato ai sensi dell’art. 50 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602. Il nuovo modello sostituisce quello allegato al decreto dirigenziale del 28 giugno 1999 e viene introdotto per migliorare chiarezza, completezza informativa e fruibilità operativa.

Finalità del provvedimento

La revisione del modello risponde all’esigenza di rendere l’avviso più leggibile e più adatto alla gestione di differenti ipotesi di recupero coattivo affidate all’Agente della riscossione. Il documento evidenzia che il nuovo formato consente di utilizzare un unico avviso di intimazione per una pluralità di atti.

Presupposti normativi dell’avviso di intimazione

Il testo richiama il quadro normativo che impone o consente la notifica dell’avviso di intimazione in specifiche ipotesi:

  • l’art. 50, comma 2, del d.P.R. n. 602/1973, secondo cui, se l’espropriazione forzata non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, deve essere notificato un avviso contenente l’intimazione ad adempiere entro cinque giorni dalla notifica;
  • l’art. 29, comma 1, lettera e), del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, che estende la notifica dell’avviso anche al caso di mancato avvio dell’espropriazione forzata entro un anno dalla notifica di un avviso di accertamento e degli atti successivi emessi dall’Agenzia delle entrate ai sensi dell’art. 29, comma 1, lettera a), del medesimo decreto-legge;
  • l’art. 9, comma 3-ter, del d.l. 2 marzo 2012, n. 16, convertito dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, con riguardo agli atti emessi dall’Agenzia delle dogane ai sensi dell’art. 9, comma 3-bis, del medesimo decreto.

Caratteristiche del nuovo modello

Il provvedimento descrive due principali interventi sul modello:

  • un prospetto riassuntivo sul frontespizio, nel quale l’Agente della riscossione indica gli elementi identificativi della cartella di pagamento o degli altri atti per i quali il contribuente risulta moroso;
  • una sezione riservata all’Agente della riscossione, destinata a contenere ulteriori informazioni e chiarimenti per il debitore.

Queste modifiche hanno la funzione di rendere l’avviso più chiaro e di agevolare la comprensione degli elementi essenziali della pretesa fiscale o doganale.

Riferimenti normativi del provvedimento

Il provvedimento richiama inoltre le norme che fondano le attribuzioni dell’Agenzia delle Entrate e del suo Direttore, nonché le regole sulle indicazioni da inserire negli atti amministrativi:

  • decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, art. 57, comma 1, e art. 62, commi 1 e 2, per l’ordinamento dell’Agenzia delle Entrate;
  • decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, art. 68, comma 1, per le attribuzioni del Direttore dell’Agenzia delle Entrate;
  • legge 7 agosto 1990, n. 241, art. 3, comma 4;
  • legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 7, comma 2, lettere a), b) e c).

Pubblicazione ed efficacia

Il testo precisa che la pubblicazione del provvedimento sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate sostituisce la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ai sensi dell’art. 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Il provvedimento è datato Roma, 17 febbraio 2015, ed è sottoscritto dal Direttore dell’Agenzia, Rossella Orlandi.

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