Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13790/2025 del 08/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 03/10/2024 del Tribunale di Potenza che aveva confermato il sequestro probatorio disposto nell'ambito dell'indagine per tentativo di estorsione. Il ricorso mirava a ottenere l'annullamento o la riforma dell'ordinanza di sequestro.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse: nel corso del giudizio i beni sottoposti a sequestro erano stati restituiti al ricorrente (o erano stati sostituiti), cosicché l'interesse concreto all'impugnazione si è estinto. La Corte ha richiamato il principio secondo cui l'interesse ad impugnare deve essere correlato agli effetti primari e diretti del provvedimento e deve permettere di ottenere un vantaggio pratico; la mera aspirazione alla correzione tecnico‑giuridica non è sufficiente. Il ricorrente è stato esentato dalla condanna alle spese di giudizio, poiché l'inammissibilità derivava dalla sopravvenuta restituzione dei beni e dall'assenza di ulteriori iniziative difensive.

Norme richiamate

  • art. 568, comma 4, cod. proc. pen.

    L'articolo richiede che l'interesse all'impugnazione sia reale, concreto e correlato agli effetti del provvedimento impugnato: l'impugnazione è ammissibile solo se può produrre un vantaggio pratico per il ricorrente.

  • art. 610, comma 5 c.p.p. e art. 611, comma 1‑bis e ss. c.p.p.

    Norme procedurali che consentono la trattazione in camera di consiglio in assenza di richiesta di discussione orale nei termini; giustificano la decisione resa senza presenza delle parti quando non è stata chiesta la trattazione orale.

  • Sez. U, n. 42 del 13/12/1995 (Timpani) e successiva giurisprudenza (es. Sez. 3, Sent. n. 30547 del 06/03/2019, Chiocchio)

    Giurisprudenza che definisce il concetto di interesse concreto all'impugnazione: è necessario che la riforma o l'annullamento del provvedimento produca un vantaggio pratico e non solo una rettifica tecnico‑giuridica.

Massime di principio

  • Se, nel corso del procedimento di impugnazione, il risultato concreto perseguito dal ricorrente si realizza (es. restituzione dei beni sequestrati), il ricorso può diventare inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • L'interesse ad impugnare deve essere concreto e idoneo a produrre un vantaggio pratico; la mera aspirazione a ottenere una motivazione più corretta non è sufficiente per mantenere attiva l'impugnazione.
  • La rinuncia o la sopravvenuta perdita dell'interesse può esonerare il ricorrente dalla condanna alle spese se l'inammissibilità deriva da fatti sopravvenuti indipendenti dalla volontà di dilazionare il giudizio.
  • In assenza di richiesta di trattazione orale nei termini, il giudice può decidere in camera di consiglio senza la presenza delle parti, conformemente agli artt. 610 e 611 c.p.p.
  • Prima di proporre impugnazione è utile valutare se permane un vantaggio pratico ottenibile con la riforma del provvedimento; in mancanza di tale vantaggio, l'impugnazione rischia di essere dichiarata inammissibile.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.