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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13568/2025 del 08/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la determinazione degli aumenti di pena applicati dalla Corte d'Appello in riforma della sentenza di primo grado (reati ex art. 73 d.P.R. n.309/1990) deducendo carenza di motivazione rispetto alla misura dei singoli aumenti riconducibili alla continuazione.

La decisione

Per D'ALOIA Donato la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché i reati sono estinti per la morte dell'imputato (morte intervenuta dopo la proposizione del ricorso). Quanto a D'ALOIA Alessio Carlo il ricorso è stato rigettato: la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione della Corte territoriale, richiamando il principio delle Sezioni Unite secondo cui il grado di dettaglio motivazionale richiesto sui singoli aumenti è proporzionale all'entità degli aumenti stessi e, nel caso concreto, la riduzione complessiva della sanzione e l'ordine seguito dal giudice rendono comprensibile l'attribuzione degli aumenti ai singoli reati. Alessio è condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73

    Indica i reati contestati (illecita detenzione/spaccio di sostanze stupefacenti), costituendo il fondamento materiale delle condanne cui si riferiscono le questioni sulla determinazione delle pene.

  • Codice penale, art. 81

    Richiama i limiti e i criteri per l'aumento della pena per la continuazione; la Corte ha richiamato il dovere di motivazione e il principio di proporzione tra le pene, evitando un cumulo materiale occulto.

  • Codice di procedura penale, art. 129, comma secondo

    Stabilisce che la morte dell'imputato estingue il reato e preclude pronunce di proscioglimento nel merito; la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata nel caso di morte sopravvenuta.

  • Sezioni Unite, n. 47127 del 24/06/2021 (Pizzone)

    Fornisce il principio sull'onere motivazionale nei casi di aumento per continuazione: è richiesta motivazione per i singoli reati-satellite, ma il grado di dettaglio è proporzionale all'entità degli aumenti; consente una temperata applicazione del requisito formale quando gli aumenti sono di modesta entità e la proporzione tra pene è verificabile.

  • Sez. 3, n. 23906 del 12/05/2016 (Patti)

    Giurisprudenza che afferma l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata quando la morte dell'imputato interviene dopo la proposizione del ricorso, per estinzione del reato.

Massime di principio

  • Se l'imputato muore dopo aver proposto ricorso in Cassazione la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio per estinzione del reato; non è possibile pronunciare proscioglimento nel merito.
  • In caso di aumenti di pena per continuazione il giudice di merito deve motivare l'attribuzione degli aumenti ai singoli reati, ma il livello di dettaglio richiesto è commisurato all'entità degli aumenti: aumenti modesti possono giustificare una motivazione più sintetica purché la proporzione tra le pene sia verificabile.
  • La corte d'appello può attenuare o ricalibrare gli aumenti applicati dal primo grado; se segue lo stesso ordine di ripartizione dei reati e rende chiara la proporzione delle riduzioni, ciò contribuisce a rendere adeguata la motivazione.
  • Chi impugna per cassazione l'entità degli aumenti deve dimostrare concretamente l'insufficienza motivazionale o l'operazione di cumulo occulto; contestazioni meramente generiche rischiano il rigetto se la correlazione e la proporzione risultano comprensibili.
  • La rinuncia all'impugnazione di altri motivi o la resipiscenza dell'imputato possono essere elementi considerati dal giudice come circostanze attenuanti o giustificative di una motivazione sintetica quando gli aumenti sono di modesta entità.

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