Cassazione Civile, Sentenza n. 12993/2022 del 26/04/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
impugnazione della decisione della CTR che aveva considerato indeducibili costi per carburanti per Euro 1.178.401,00 e altri oneri (premi assicurativi, manutenzioni, costi per arredi), contestando inoltre la valenza probatoria del supporto informatico (CD Rom intitolato "Gasolio 2002/2003/2004") acquisito in sede di verifica e deducendo vizi di motivazione, violazioni procedurali (mancata allegazione del p.v.c. all'avviso di accertamento) e violazioni di norme tributarie (TUIR e IVA) nonché errori di fatto e di interpretazione contrattuale
La decisione
la Corte ha rigettato il ricorso nel suo complesso: ha ritenuto inammissibili o infondati i vari motivi per violazioni del principio di specificità dei mezzi di cassazione e perché le censure erano in realtà valutazioni di merito riservate al giudice d'appello. Ha confermato la valenza probatoria del CD Rom quale "contabilità in nero" (documentazione extracontabile, proveniente dall'imprenditore e formata anteriormente alla verifica) e la sua idoneità quale prova presuntiva qualificata ai sensi dell'art. 39 del d.P.R. n.600/1973; ha inoltre ritenuto che il p.v.c. era noto alla contribuente per notifica e quindi non vi era illegittimità per mancata allegazione; conseguentemente sono stati confermati gli esiti degli accertamenti fiscali e la soccombenza della ricorrente con condanna alle spese
Norme richiamate
art. 360 cod. proc. civ.
richiamato per valutare la tipologia dei motivi di ricorso in Cassazione; la Corte sottolinea che i motivi devono essere specifici e non mescolati tra paradigmi diversi, pena l'inammissibilità
art. 366 cod. proc. civ.
richiama il principio di specificità e chiarezza dei motivi di ricorso per cassazione; la mancata osservanza determina l'inammissibilità delle censure
art. 39 d.P.R. n.600/1973
la "contabilità in nero" (appunti, documenti extracontabili) è valida come elemento indiziario qualificato se dotata dei requisiti di gravità, precisione e concordanza; spetta al contribuente fornire prova contraria
artt. 2709 e ss. cod. civ.
usati per circoscrivere la nozione di scritture contabili e comprendere nella stessa anche documenti che registrano atti d'impresa in termini quantitativi o monetari
art. 109 TUIR (d.P.R. n.917/1986)
richiamato dalla ricorrente per la deducibilità di taluni costi; la Corte ha ritenuto inammissibili le censure che rimandavano a rivalutazioni di merito già compiute dal giudice d'appello
art. 19 d.P.R. n.633/1972
richiamato in relazione alla detraibilità IVA delle fatture; la Corte ha accertato che le contestazioni riguardavano più la sostanza (prove) che la regolarità formale delle fatture
art. 7 legge n.212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)
invocato per la presunta nullità dell'avviso per mancata allegazione del p.v.c.; la Corte ha rilevato che il p.v.c. era stato previamente notificato alla contribuente e quindi la doglianza era infondata o tardiva
art. 112 cod. proc. civ.
richiamato dalla ricorrente per presunta omessa pronuncia su punto decisivo; la Corte ha ritenuto che si trattava di valutazioni di merito già adeguatamente motivate dalla CTR
art. 54 d.P.R. n.633/1972
richiamato in tema di regole di detrazione IVA; la Corte ha confermato che l'esame delle prove extracontabili era rilevante ai fini della disconoscibilità della detrazione
art. 21 d.P.R. n.633/1972
richiamato in relazione ai requisiti per la detrazione IVA legati alla documentazione; la Corte ha ritenuto che la valutazione della inerente e del rapporto tra costi e attività è questione di fatto
art. 95 d.P.R. n.917/1986
citato in ordine ai fringe benefits; la Corte ha ritenuto inammissibili le doglianze che chiedevano di rimettere in discussione accertamenti di fatto del giudice d'appello
art. 395 cod. proc. civ.
richiamato come rimedio adeguato (revoca) nel caso di errore materiale od omissione di giudizio su fatto non controverso, distinguendolo dall'entità dei motivi di cassazione
Massime di principio
- La "contabilità in nero" e documenti extracontabili provenienti dal contribuente (anche CD Rom) possono costituire prova presuntiva qualificata ai sensi dell'art. 39 DPR 600/1973 se soddisfano gravità, precisione e concordanza; l'onere di fornire prova contraria grava sul contribuente
- In Cassazione le censure devono essere specifiche e ricondotte ai corretti motivi di cui all'art. 360 c.p.c.; la mescolanza di paradigmi e la richiesta di rivalutare il merito determinano inammissibilità
- La validità formale di atti come il p.v.c. si valuta anche alla luce della loro conoscibilità e notifica: se il p.v.c. è stato notificate in precedenza, la mancata allegazione successiva non implica automaticamente nullità dell'avviso
- Le contestazioni sull'interpretazione di contratti o sulla ricostruzione fattuale (es. chi è tenuto al pagamento dell'assicurazione, inerente dei costi, qualificazione come fringe benefit) sono tipicamente accertamenti di fatto riservati al giudice del merito e non sindacabili in sede di legittimità salvo profili di diritto ben circoscritti
- Per contestare esiti di verifica fiscale fondati su documentazione extracontabile il contribuente deve fornire prova adeguata e non limitarsi a censure generiche o procedurali sollevate per la prima volta in Cassazione
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