L.R. FVG 4/2022
Norme per favorire interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia dei castagneti da frutto, nonché per la realizzazione di nuovi impianti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina in Friuli Venezia Giulia misure per recupero, manutenzione e salvaguardia dei castagneti da frutto, con contributi per impianti esistenti, nuovi impianti e difesa dagli ungulati. Istituisce un Piano castanicolo regionale valido 7 anni, prevede una norma transitoria fino alla sua approvazione e stanzia risorse solo per l’anno 2022.
Interventi e contributi per i castagneti da frutto in Friuli Venezia Giulia
Norme per favorire gli interventi sui castagneti da frutto in Friuli Venezia Giulia
La legge promuove la tutela e il rilancio della castanicoltura da frutto nel territorio della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. L’obiettivo è contrastare l’abbandono colturale, salvaguardare le varietà locali e favorire sia il recupero dei castagneti esistenti sia la realizzazione di nuovi impianti nelle aree vocate.
Finalità e ambito di intervento
La disciplina è rivolta ai castagneti da frutto dei territori collinari e montani regionali e mira a:
- preservare il patrimonio castanicolo regionale;
- recuperare e mantenere in efficienza i castagneti abbandonati o non più in attualità di coltura;
- sostenere la creazione di nuovi frutteti;
- valorizzare le funzioni ambientali, paesaggistiche, sociali, storiche ed economiche del settore.
Piano castanicolo regionale
Il Piano castanicolo regionale è il documento tecnico di indirizzo per le politiche regionali sul settore. Esso coordina le strategie di sviluppo, salvaguardia delle varietà autoctone, recupero della coltivazione con modelli sostenibili e incremento delle superfici e della produzione.
Il Piano:
- definisce i criteri per individuare i castagneti da frutto, compresi quelli abbandonati o non in attualità di coltura;
- individua i territori regionali con castagneti esistenti e le aree vocate;
- stabilisce criteri e modalità per l’inventario castanicolo regionale in forma WEBGIS;
- individua le migliori tecniche colturali per recupero e nuovi impianti;
- ricognisce gli strumenti di sostegno già esistenti a livello nazionale e regionale;
- indica priorità e linee di intervento regionali;
- definisce i principi di valorizzazione dei castagneti storici;
- prevede attività di ricerca, sperimentazione, divulgazione e promozione.
Il Piano è predisposto da ERSA con il supporto di un Tavolo tecnico castanicolo regionale composto da funzionari regionali, esperti ed enti di ricerca, in particolare le Università di Udine e Trieste. È adottato da ERSA previa consultazione dei portatori di interesse pubblici e privati e approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore competente, previo parere della Commissione consiliare competente. Ha validità settennale ed è aggiornabile anche prima della scadenza con le stesse modalità di approvazione.
Contributi regionali per valorizzazione, recupero e difesa
L’Amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi, in coerenza con il Piano e nel rispetto della disciplina sugli aiuti di Stato, per:
- recupero, ripristino colturale e produttivo dei castagneti abbandonati o non in attualità di coltura;
- miglioramento bioecologico, selvicolturale e produttivo dei castagneti;
- realizzazione di nuovi impianti nelle aree vocate;
- difesa dei castagneti dagli ungulati.
Per i nuovi impianti sono richieste alcune condizioni minime:
- superficie non inferiore a 1.500 mq;
- utilizzo prioritario di materiale vivaistico di origine autoctona;
- protezione dai danni della fauna selvatica tramite recinzioni o altri strumenti idonei.
Procedura per i contributi e vincoli di mantenimento
I contributi sono concessi mediante bandi della Giunta regionale, che possono riguardare una o più tipologie di intervento. Il bando determina direttamente criteri e modalità di concessione ed erogazione, in deroga alla disciplina generale del procedimento amministrativo regionale.
L’erogazione è subordinata, quando necessario secondo la normativa di settore, alla conclusione positiva dei procedimenti autorizzativi o di assenso richiesti per la gestione agronomica.
Per i contributi relativi a recupero, miglioramento e nuovi impianti, il beneficiario deve mantenere per 5 anni dall’erogazione integrale del contributo:
- la destinazione del bene;
- la corretta gestione agronomica del castagneto.
La violazione di tali obblighi comporta l’applicazione delle conseguenze previste dalla disciplina regionale generale sul procedimento amministrativo.
Promozione delle filiere castanicole
La Regione promuove la castanicoltura e le filiere castanicole nei propri piani e programmi in materia agricola. Inoltre favorisce l’inserimento, negli atti di concessione di contributi, di criteri di priorità per:
- valorizzare il patrimonio storico, etnografico e culturale castanicolo anche in chiave turistico-ricreativa;
- concentrare l’offerta di prodotto attraverso forme associative.
Ricerca, sperimentazione, formazione e assistenza tecnica
La Regione, anche tramite ERSA, sostiene iniziative finalizzate a:
- creare sinergie tra le Università di Udine e Trieste e altri soggetti pubblici e privati della formazione agricola e rurale;
- formare, qualificare e riqualificare gli operatori della filiera castanicola;
- avviare indagini tecnologiche e nutraceutico-alimentari per valorizzare commercialmente i prodotti;
- fornire supporto tecnico alla difesa fitosanitaria, anche biologica, dei castagneti.
Norma transitoria in attesa del Piano
Nelle more dell’approvazione del Piano, per i bandi contributivi sono fissate definizioni e criteri transitori.
In particolare:
- sono considerati castagneti da frutto abbandonati o non in attualità di coltura anche quelli classificati come bosco, se presentano riduzione delle piante innestate e invasione spontanea di vegetazione arbustiva e arborea a causa della sospensione delle cure colturali;
- sono considerati nuovi impianti quelli costituiti da specie e ibridi del genere Castanea con densità superiore a 150 piante per ettaro;
- la Giunta regionale, su proposta di ERSA, individua i territori con castagneti esistenti, i criteri per le aree vocate, i criteri tecnici minimi per recupero e nuovi impianti e le pratiche agronomiche necessarie per rispettare l’obbligo di corretta gestione.
Disposizioni finanziarie
Per il 2022 sono autorizzate, ciascuna, spese di 50.000 euro per le quattro finalità contributive previste dalla legge:
- recupero dei castagneti abbandonati;
- miglioramento bioecologico, selvicolturale e produttivo;
- nuovi impianti;
- difesa dagli ungulati.
La copertura finanziaria avviene mediante prelievo di 200.000 euro dal fondo regionale di riserva/accantonamento previsto nel bilancio 2022-2024. È inoltre richiamata la relativa variazione di bilancio e la disciplina contabile applicabile.
Entrata in vigore
La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia.
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